FRANCESCA DEL TORRE - I Bassano in mostra a Vienna

Jacopo Bassano, Estate, Vienna Kunsthistorisches Museum Gemäldegalerie
FRANCESCA DEL TORRE
I Bassano in mostra a Vienna
Mercoledì 7 agosto 2024 ore 18.00
Sala Don Pietro Alverà – Cortina d’Ampezzo
Nella primavera del 2025 Il Kunsthistorisches Museum inaugurerà una grande mostra dedicata al rapporto tra natura, uomo e tempo nel Rinascimento europeo. Un elemento chiave del concetto espositivo è la misurazione del tempo, in particolare la relazione tra l’uomo, l’universo e la creazione, che viene visualizzata nelle rappresentazioni delle stagioni e dei mesi.
Al centro della mostra stanno le opere di Pieter Bruegel il Vecchio, Giuseppe Arcimboldo, Jacopo, Francesco e Leandro Bassano che saranno affiancate da calendari, manoscritti, trattati di agricoltura, strumenti scientifici, orologi e globi, oltre ad arazzi e sculture in una combinazione attraente e coinvolgente di diversi media.
FRANCESCA DEL TORRE ha studiato storia dell’arte all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Dopo aver collaborato con il Museo Civico di Treviso ed il Museo Archeologico Provinciale di Torcello è stata assistente del Direttore presso l’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Cini di Venezia. Ha partecipato alla realizzazione di diversi progetti espositivi presso il Kunsthistorisches Museum di Vienna dove ha condotto il progetto di ricerca sulle opere dei Bassano nelle collezioni imperiali. Dal 2011 è curatrice della pittura italiana del Rinascimento nello stesso museo. I suoi interessi spaziano tra la pittura veneziana del XVI secolo; la grafica e la pittura veneziana del XVIII secolo; il collezionismo d’arte in epoca moderna.
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Duo Tonon - Blanco in concerto

DUO BLANCO TONON
MATTIA TONON, violino e ALESSANDRO BLANCO, chitarra
Concerto con musiche di Paganini e Giuliani
Martedì 6 agosto 2024 ore 21.00
Chiesa di san Candido – Tai di Cadore
Il duo Mattia Tonon, violino e Alessandro Blanco, chitarra, propongono un programma ottocentesco con composizioni di due grandi musicisti che, nella storia musicale, hanno valorizzato questi due strumenti, sia nella cantabilità, sia nel virtuosismo.
Niccolò Paganini, (1782-1840), fu indubbiamente il più grande violinista dell’Ottocento. Era dotato di una tecnica straordinaria e le sue composizioni erano considerate ineseguibili da chiunque altro. Era velocissimo, compiva salti melodici di diverse ottave, eseguiva lunghi passi con accordi che coprivano tutte e quattro le corde ed alternava velocemente note eseguite con l’arco e note pizzicate alla mano sinistra. Famoso soprattutto per i 24 Capricci per violino solo ed i concerti per violino e orchestra, ha scritto però moltissime composizioni per musica da camera.
Mauro Giuliani (1781-1829) si mise ben presto in luce come straordinario virtuoso di uno strumento fino ad allora ritenuto marginale, folcloristico oppure riservato al privato svago musicale dilettantistico. Nel 1808 eseguì a Vienna per la prima volta il primo concerto per chitarra e orchestra op.30 con grande successo e che fece rivalutare questo strumento anche da grandi compositori come Beethoven. Era definito il “Paganini della chitarra” e conquistò la stima e l’amicizia di Paganini stesso.
Ingresso libero – Per info e prenotazioni: orchdolom.bl@virgilio.it
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MICHEL HOCHMANN - Tintoretto e il paesaggio
Jacopo Tintoretto, Santa Maria egiziaca, Scuola Grande di San Rocco, Venezia
MICHEL HOCHMANN
Tintoretto e il paesaggio
Lunedì 5 agosto 2024 ore 18.00
Magnifica Comunità di Cadore – Pieve di Cadore
Michel Hochmann affronterà una serie di questioni riguardanti il ruolo di Tintoretto nel campo della pittura di paesaggio, un tema che è stato oggetto di un recente convegno. Bisogna innanzitutto cercare di capire il ruolo dei collaboratori del pittore e di verificare le affermazioni di Carlo Ridolfi riguardanti la presenza di Fiamminghi nella sua bottega (quella di Paolo Fiammingo e di Maarten de Vos in particolare). Cercherà inoltre di descrivere come i paesaggi di Jacopo s’inseriscano nella tradizione veneziana in questo campo, i suoi rapporti con i suoi contemporanei (Tiziano e Lambert Sustris) e quali sono gli aspetti originali del suo approccio. Per concludere, tenterà di esplorare nuove domande riguardanti la pittura di paesaggio che sono emerse negli ultimi anni, il rapporto con la cartografia, per esempio, o la questione del paesaggio sacro, con un paragone tra le tele della sala terrena della Scuola di San Rocco e le stampe di Girolamo Muziano.
MICHEL HOCHMANN Président d’études all’Ecole Pratique des Hautes Etudes a Parigi, è grande specialista dell’arte del Rinascimento e di committenza e collezionismo a Venezia.
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NAIMA SAXOPHONE QUARTET in concerto
Naima Saxophone Quartet
Concerto con musiche di Bozza, Singelèe, Glazunov, Nyman
Sabato 3 agosto 2024 ore 21.00
Auditorium Cos.Mo – Pieve di Cadore
Il “Naima Saxophone Quartet” risponde all’esigenza artistica di quattro giovani musicisti che vogliono suonare insieme, tutti studenti della classe di saxofono del conservatorio J. Tomadini di Udine sotto la guida del maestro Fabrizio Paoletti. Il quartetto si forma all’inizio dell’anno accademico 2022-2023, con la scelta del nome “Naima” che deriva da una delle composizioni più celebri del sassofonista John Coltrane. Il gruppo propone brani tendenzialmente classici (ma non solo), e si esibisce in svariati concerti sul territorio friulano e anche fuori regione. I suoi componenti hanno partecipato a master con alcuni tra musicisti e sassofonisti più importanti del panorama musicale attuale, tra i quali si menzionano: Sergej Kolesov, Valentin Kovalev, Quartetto Saxofollia, Quartetto Accademia, Jacopo Taddei, Omar Zoboli. Tra i premi spicca il recente “3º premio” al concorso musicale internazionale di Palmanova ed. 2023 nella categoria musica da camera.
Il programma del concerto del 3 agosto comprende: DOMENICO SCARLATTI (1685-1757) Tre Pezzi – K427, K474, K519, J.B. SINGELEE’ (1812-1875) Premier Quatour op.53, E. BOZZA (1905-1991) Andante et Scherzo, ALEXANDER GLAZUNOV (1865-1936) Quartetto op.109 ), PEDRO ITURRALDE (1929-2020) Pequena Czarda, MICHAEL NYMAN (1944 – )Songs for Tony.
Ingresso libero – Per info e prenotazioni: orchdolom.bl@virgilio.it
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QUINTETTO per clarinetto e archi in concerto
QUINTETTO per clarinetto e archi
Concerto con musiche di Brahms
Venerdì 2 agosto 2024 ore 21.00
Chiesa di san Bartolomeo – Nebbiù di Cadore
Il quintetto con clarinetto ed archi di J. Brahms op. 115 in Si minore, scritto nell’estate del 1891, è un’opera straordinaria, una delle più alte di tutta la letteratura musicale. È interessante una citazione di Massimo Mila (1910-1988) grande studioso ed insegnante di Storia della Musica al Conservatorio Verdi di Torino, che così scrive in un saggio su Brahms:” Il tessuto fitto ed omogeneo della variazione si stende con una continuità che fa pensare alla fluidità del colore di Tiziano quasi centenario, dove tutti i grumi sono disciolti, ogni residuo di materia è scomparso e il colore non è più che una luce ovunque diffusa, che invade ogni aspetto del creato. Così la musica del Quintetto fluisce con altrettanta piana naturalezza, la musica non ha più nulla della fragilità dei solidi ma presenta piuttosto la docile duttilità degli elementi liquidi o gassosi…”.
Quando Brahms entra in contatto con l’eccellente orchestra di Meninge in Germania, che eseguì per prima la Sinfonia n.4, ascolta l’eccellente clarinettista Muhlfeld e resta colpito dalla bravura e dal suono di questo musicista. Anche da questa positiva impressione nasce l’ispirazione di comporre un quintetto con uno strumento a fiato dal timbro vellutato, scuro e malinconico ma trattato al pari degli archi con cui dialoga.
Ingresso libero – Per info e prenotazioni: orchdolom.bl@virgilio.it
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GABRIELE MATINO E MELISSA CONN - Attorno alla Pala di Vinigo. Francesco Vecellio tra pittura e mercatura
Francesco Vecellio e bottega (?), Madonna col Bambino tra San Giovanni Evangelista e San Giovanni Battista, Chiesa di San Giovanni Battista, Vinigo di Cadore
EVENTO SAVE VENICE
GABRIELE MATINO E MELISSA CONN
Attorno alla Pala di Vinigo. Francesco Vecellio tra pittura e mercatura
Venerdì 2 agosto 2024 ore 18.00
Chiesa di San Giovanni Battista – Vinigo di Cadore
Nel 2011, nella rivista scientifica Studi Tizianeschi della Fondazione Centro Studi Tiziano e Pieve di Cadore compariva il Regesto per Francesco Vecellio a cura di Gabriele Matino ed Elia D’Incà. Questo lavoro raccoglieva e riordinava tutti i documenti allora conosciuti sul fratello di Tiziano con l’obiettivo di gettare le basi per una migliore comprensione della sua figura storica e artistica. A distanza di tredici anni, uno dei due autori torna sull’argomento per riesaminare il ruolo di Francesco all’interno della bottega di Tiziano, dove all’arte si sovrapponevano attività complementari come il commercio di legname. La presentazione ruoterà attorno ad alcune delle opere più note di Francesco – come le portelle d’organo della chiesa veneziana di San Salvador e della Pala di Sedico, entrambe restaurate da Save Venice – per poi concentrarsi sulla Pala di Vinigo e il suo contesto.
GABRIELE MATINO è Research Associate di Save Venice e curatore indipendente. Ha conseguito il Ph.D. in Art History alla University of Nottingham (2014), e ha insegnato alla University of Nottingham (2013-14) e alla University of York (2018-19). Tra le borse di studio più recenti ricevute ci sono la 3-year European Union Research Scholarship (2009) e la Gladys Krieble Delmas Foundation Grant for Independent Research in Venice and the Veneto (2014). Come Curatorial Fellow di Save Venice ha curato la mostra Arte, fede e medicina nella Venezia di Tintoretto (2018-19), e sempre come borsista di Save Venice (Research Fellow) ha pubblicato assieme alla Prof.ssa Patricia Fortini Brown il volume Carpaccio a Venezia. Itinerari (2020). Più recentemente ha curato assieme a Frederick Ilchman, Robert Echols e Andrea Bellieni la mostra a Palazzo Ducale Venetia 1600. Nascite e Rinascite (2021-22). Attualmente sta lavorando con Davide Gasparotto a un volume dedicato ai grandi restauri di Save Venice sull’opera di Tiziano, e agli atti del convegno internazionale su Vittore Carpaccio (2023) assieme a Peter Humfrey.
MELISSA CONN, storica dell’arte e direttrice di Save Venice, comitato privato internazionale di salvaguardia per Venezia.
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STEFANIA MASON - Un magico "ponte" tra Tiziano e Rubens. La fortuna di un dipinto perduto

Tiziano Vecellio, Disegno preparatorio per la Battaglia di Cadore, 1537, Parigi, Musée du Louvre, Département des Arts graphiques
STEFANIA MASON
Un magico “ponte” tra Tiziano e Rubens. La fortuna di un dipinto perduto
Segue inaugurazione mostra Casa natale
Giovedì 1° agosto 2024 ore 17.00
Sala Magnifica Comunità di Cadore – Pieve di Cadore
Stefania Mason introduce alla mostra-dossier, di cui è curatrice, dal titolo Un magico “ponte” tra Tiziano e Rubens. La fortuna di un dipinto perduto, che la Magnifica Comunità di Cadore ospita nella Casa natale del pittore per il mese d’agosto, rinnovando la collaborazione con la Fondazione dedicata a Tiziano, che mette a disposizione le opere e cura i contenuti.
Per la curatrice l’esposizione diviene l’occasione di riconsiderare l’intenzione di Tiziano, dallo stesso mai esplicitata su quale fatto bellico si sia ispirato per eseguire il dipinto. Con un’attenta ricostruzione delle fonti, la studiosa giunge alla conclusione che il pittore rappresenta non altro che il glorioso fatto d’arme del 1508, con il quale la Serenissima sconfigge le truppe imperiali di Massimiliano I. Pertanto, quella dipinta da Tiziano è proprio la Battaglia di Cadore. Si avvalora così l’attribuzione avanzata da Lionello Puppi nel 2009, in occasione del Convegno per celebrare la ricorrenza dei cinquecento anni.
La mostra porta all’attenzione come le invenzioni pittoriche del Cadorino abbiamo ispirato gli artisti europei dei secoli successivi, soprattutto Rubens. Diviene inoltre l’occasione per contestualizzare la supposta intenzione del pittore di riprendere quell’impresa avvenuta nel “suo” Cadore. La storia, con il supporto delle immagini, viene raccontata e documentata con chiarezza nel piccolo, ma pregiato, catalogo che accompagna l’esposizione. Anche questo è merito dell’impegno di Stefania Mason, nella veste di presidente del Consiglio scientifico della Fondazione.
Tutto ciò è merito dalla donazione di Fabio Zanella, in memoria dei genitori Luisa e Sincero e del lascito di Giovanni Maria Susin, artefici di due azioni lungimiranti e generose destinate al Cadore.
Infine, riprendendo il “magico ponte” e superata la sua immagine sempre emozionante, vi è lo spazio per una riflessione sul suo significato metaforico, attribuendogli una connotazione positiva: non più luogo di scontro violento, di morte e di divisione, ma elemento simbolico per costruire legami, per superare il vecchio e andare verso il nuovo, per riunire ciò che è separato e diverso. Che sia un auspicio nei nostri tempi.
L’esposizione chiarisce quale sia stata la fonte di ispirazione per Rubens, un dettaglio che in questo intervento non si svela per lasciare al visitatore il piacere della scoperta.
STEFANIA MASON è stata professore ordinario di Storia dell’arte moderna e direttore della Scuola di specializzazione in Storia dell’arte all’Università di Udine.
I suoi studi, rivolti soprattutto all’arte veneta del Rinascimento e alla storia del collezionismo, hanno portato a numerose pubblicazioni, alla cura di mostre in Italia e in Europa e a collaborazioni con importanti istituzioni come il Getty Research Institute di Los Angeles e all’INHA di Parigi.
È presidente del Consiglio Scientifico della Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore.
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TIZIANO SENZA FINE - Proiezione docufilm

Tiziano Vecellio, Amor sacro e Amor profano, 1515 ca., Galleria Borghese, Roma
Tiziano senza fine
Proiezione Docufilm
Martedì 30 luglio 2024 ore 18.00
Casa di Tiziano l’Oratore – Pieve di Cadore
Dopo le proiezioni nazionali di Palazzo Reale di Milano, del teatro di Ca’ Foscari a Venezia, di Apriti Cinema presso gli Uffizi, della Galleria Borghese, dei Musei Civici agli Eremitani di Padova, dopo quelle internazionali all’Istituto Italiano di Cultura di Vienna e all’Institut Catholique di Parigi, il Docufilm Tiziano senza fine, prodotto dalla Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore e Land Comunicazioni, sarà per la seconda volta ospitato a Pieve di Cadore, presso la Casa di Tiziano l’Oratore, sede della Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore. La riproposta della proiezione cadorina è motivata dal fatto che dal 2022, quando il film è stato realizzato, ad oggi, ben tre opere sono state restaurate: l’Assunta dei Frari, la Madonna di Sedico e quella di Pieve. Pertanto si è scelto di procedere alla sostituzione delle immagini inserendo le opere restaurate. La tecnologia digitale lo ha permesso.
In soli 52 minuti viene raccontata la grandezza di un artista come Tiziano, lasciando parlare soprattutto le sue opere. Con semplicità narrativa e precisione storica il docufilm ne svela le radici, i contesti, i rapporti, la fortuna e pure le pene. Tiziano senza fine è un racconto della produzione artistica del maestro senza dimenticare una narrazione accurata delle sue vicende private, i rapporti con i committenti e la sua vita pubblica.
Le sue opere custodite in musei, palazzi e chiese, in Italia così come all’estero continuano ad affascinare, a raccontare e a ispirare di generazione in generazione.
I due registi, Luca e Nono Criscenti, hanno realizzato un racconto visivo accompagnato dalla narrazione di tre autorevoli storici dell’arte, Enrico Maria Dal Pozzolo, Augusto Gentili e Stefania Mason, a cui va aggiunta la quarta voce, quella della musica di Matteo D’Amico.
Il risultato filmico si sgrana tra sguardi, voci, suoni: un insieme per entrare nella vita, privata e pubblica, e nell’opera di Tiziano, dai suoi primi passi ai suoi ultimi segni sulla tela. Un racconto, sui luoghi dei suoi giorni – le montagne del suo Cadore, i colori della sua Venezia – e con le sue opere, viste là dove si conservano, nelle chiese, nei palazzi, nei musei di mezzo mondo. La sua vita, la sua pittura: i personaggi che ha ritratto e i ritratti di sé stesso, le sfide, gli amori, le pene. Un percorso cronologico, con le voci dei tre studiosi che si alternano agli sguardi sui dipinti, colti nell’intero e sezionati nei dettagli, alla ricerca della loro identità. Sguardi senza voci, accompagnati dai suoni. Non tutte le opere, non un catalogo, ma quasi tutti i capolavori, scelti per tratteggiare al meglio le fasi della storia di Tiziano.
Quando scende dalle montagne del Cadore è solo un ragazzo. Arriva in una Venezia al culmine della sua gloria portando negli occhi i colori della sua terra. E riesce a raccogliere l’eredità di una grande tradizione pittorica, assorbendo le novità di Giovanni Bellini e lavorando fianco a fianco con Giorgione agli affreschi del Fondaco dei tedeschi.
Da quel momento Tiziano non si ferma più, attraversa tutto il Rinascimento, contribuendo a scriverne la storia, per lasciare un’eredità che verrà raccolta dai più grandi maestri della pittura europea, da Rubens a Caravaggio, da Rembrandt a Velazquez, da Delacroix agli impressionisti francesi.
Un viaggio nel mondo di Tiziano, «il pittore più geniale e più innovativo» (Stefania Mason), «l’erede della cultura umanistica veneziana» (Enrico Maria Dal Pozzolo) e un artista che «dura secoli e rimane per secoli» (Augusto Gentili).
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FRANCESCO MORICI - Concerto per pianoforte

Francesco Morici, pianista
FRANCESCO MORICI
Concerto per pianoforte con musiche di Scarlatti, Mozart, Liszt, Skrjabin
Domenica 28 luglio 2024 ore 21.00
Sala Polifunzionale – San Vito di Cadore
Francesco Morici, giovane pianista ventenne, ci propone un viaggio musicale nel tempo, composizioni dal 1700 al 1900.
Iniziando con una Sonata in Si minore di Domenico Scarlatti, nato nel 1685 (lo stesso anno di nascita di Handel e Bach) concepita per il clavicembalo ma eseguita oggi con il pianoforte siamo nei primi decenni del 1700, si passa nel 1774 anno di composizione della Sonata KV 281 di W. A. Mozart, dallo stile formale classico e trasparente.
E’ stata scritta invece nel 1830 la Sonata in Re minore di F. Liszt S.161 con il titolo “Aprés une Lecture du Dante”. Ritenuto uno dei più grandi virtuosi del pianoforte, a Liszt si attribuisce il merito di avere sviluppato la tecnica pianistica.
Termina questo viaggio con la Sonata n. 4 di Skriabin, composta nel 1903. Considerato da molti il più grande compositore simbolista russo, fu un innovatore e controverso artista.
Francesco Alexander Morici, a sette anni inizia a prendere lezioni di pianoforte con il prof. Antonello Guaianuzzi alla filarmonica di Maniago (PN). Nel 2018 supera con un dieci l’esame pre-accademico di primo livello del Conservatorio J. Tomadini di Udine in pianoforte e continua tuttora il suo percorso da privatista di studi classici. Dal dicembre 2019 è seguito del Maestro Sebastian Di Bin e dalla Maestra Irina Ovtchinnikova. Ha partecipato ai concerti proposti da Piano City Pordenone nel 2020, 2021, 2022. Nel 2021 ha vinto quattro medaglie di Platino nei concorsi Global International Music Competition e AQOYMF, è valutato il 9° degli 11 migliori finalisti nel Concorso Italo Americano Music Contest. Nel 2023 ha vinto il terzo premio al Concorso Internazionale Musicale Città di Cervignano nella categoria E.
Ingresso libero – Per info e prenotazioni: orchdolom.bl@virgilio.it
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MELISSA CONN E NORA GIETZ - A tu per tu con Giulia Lama

Restauro dipinto Giulia Lama © Save Venice
EVENTO SAVE VENICE
MELISSA CONN E NORA GIETZ
A tu per tu con Giulia Lama
Giovedì 25 luglio 2024 ore 18.00
Magnifica Comunità di Cadore – Pieve di Cadore
Save Venice, l’organizzazione non-profit dedicata alla conservazione dell’arte e dell’architettura a Venezia, ha lanciato nel 2021 “Women Artists of Venice” (WAV), un programma volto a studiare, preservare e valorizzare le opere di artiste e artigiane premoderne, tra le quali Rosalba Carriera (1673-1757) e Giulia Lama (1681-1747). Questo ambizioso progetto mette insieme il restauro e la ricerca scientifica, e ha come obiettivo la divulgazione dei nuovi risultati e scoperte attraverso conferenze, pubblicazioni ed esposizioni. Il settore della conservazione è coordinato da Melissa Conn, mentre quello della ricerca è guidato dalla Prof.ssa Tracy Cooper, con il supporto di Nora Gietz per la ricerca archivistica e storico-artistica.
Dall’ 8 febbraio all’ 8 giugno 2024, Save Venice ha sostenuto la mostra “A tu per tu con Giulia Lama: una donna artista del Settecento veneziano”, che ha presentato cinque tele di Giulia Lama recentemente restaurate grazie al programma Women Artists of Venice (WAV) di Save Venice. La mostra ha avuto due sedi espositive. I Quattro Evangelisti, provenienti dalla chiesa di San Marziale, erano esposti alla Pinacoteca Manfrediniana; la Vergine in preghiera, normalmente collocata nella chiesa di Santa Maria Assunta a Malamocco, era visibile nella Sacrestia della Basilica della Salute. La mostra ha offerto l’eccezionale opportunità di poter osservare da vicino le opere restaurate prima del loro definitivo ritorno nelle rispettive sedi.
Melissa Conn e Nora Gietz parleranno di Giulia Lama e la sua vita artistica a Venezia, spiegando i risultati dei restauri delle opere e le problematiche della ricerca archivistica.
Save Venice è la principale organizzazione non-profit americana dedicata alla salvaguardia del patrimonio storico artistico di Venezia. Fondata nel 1971, in seguito alle devastanti inondazioni del 1966, ad oggi Save Venice ha finanziato il restauro di quasi 2.000 opere d’arte. Con sedi a New York e Venezia, Save Venice finanzia borse di studio, mostre e pubblicazioni. Dal 2015 presso l’ufficio veneziano è stata istituita la Rosand Library & Study Center, punto di riferimento per la ricerca sull’arte, la storia e la conservazione veneziana. Dopo le inondazioni di novembre e dicembre 2019, Save Venice ha attivato il “Immediate Response Fund”, un fondo per finanziare interventi urgenti di messa in sicurezza e restauro di opere d’arte ed edifici veneziani danneggiati dall’acqua e dall’umidità.
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