CONFERENZA CONCLUSIVA DEL PROGETTO S.T.R.E.A.M.

CONFERENZA CONCLUSIVA DEL PROGETTO S.T.R.E.A.M. NELL’AMBITO DEL PROGETTO INTERREG V-A ITALIA-AUSTRIA 2014-2020

Giovedì 17 dicembre 2020 ore 16.30 – 19.00
Diretta Youtube e Facebook   

Con il mese di dicembre 2020 giunge a completa realizzazione il progetto S.T.R.E.A.M., finanziato dal Fondo europeo di sviluppo regionale nell’ambito del Programma di cooperazione Interreg V-A Italia – Austria 2014-2020. Nello specifico il progetto S.T.R.E.A.M (acronimo di Sostenere il Turismo sostenibile, la Rigenerazione urbana e la promozione delle Arti in aree Montane) ha come obiettivo lo sviluppo sostenibile e inclusivo dell’area transfrontaliera grazie alla valorizzazione dei siti di interesse culturale per mezzo di prodotti innovativi, così da aumentare la fruibilità e il potenziale attrattivo turistico del patrimonio culturale.

Alla Fondazione Tiziano, partner nel progetto, è spettata l’organizzazione dell’incontro conclusivo, che si terrà in modalità a distanza giovedì 17 dicembre 2020 dalle ore 16.30 dal titolo “Arte e cultura come volano per i territori montani: una sfida possibile?”.

All’evento prenderanno parte tutti i rappresentanti istituzionali e nella tavola rotonda verranno narrate le esperienze condotte dai partner, dal Comune capofila di Sarmede, da quelli di Tramonti e di St. Veit in Carinzia e dal Comitato Provinciale Unpli di Treviso. La Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore racconterà le esperienze di valorizzazione condotte a Pieve di Cadore in collaborazione con Dolomiti Contemporanee e degli itinerari turistici.

Verrà presentato il modello di funzionamento della residenza d’artista fondamentale per la realizzazione dei laboratori e workshop destinati alla formazione di giovani artisti e musicisti, come esempio di buona pratica tra pubblico e privato.

Interverranno i rappresentanti delle Regioni Veneto e Carinzia, nonché il presidente delle Pro Loco del Veneto.

Sarà possibile partecipare all’incontro attraverso Facebook e Youtube sui link riportati nella locandina allegata. Un servizio di traduzione simultanea faciliterà l’ascolto da parte del pubblico.

Alle 16.30 di giovedì 17 dicembre, quindi! L’appuntamento sarà anche l’occasione per ascoltare alcuni brani musicali del gruppo Tramandi, il laboratorio nato dal progetto al quale ha partecipato il compositore cadorino Andrea Da Cortà. Un intermezzo musicale con il violino sarà eseguito da Corinna Canzian, che presenterà le esperienze passate e i progetti futuri con progetti di formazione tutti musica e paesaggio e non solo per ragazzi.

Non ci resta che dare appuntamento online per giovedì 17 dicembre dalle ore 16.30!

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DALLA NATIONAL GALLERY DI LONDRA A PIEVE DI CADORE

Dalla National Gallery di Londra a Pieve di Cadore

Tiziano, Diana e Atteone, 1556-1559, National Gallery, Londra


Il 17 novembre si è concluso il ciclo di giornate di studio promosse dalla National Gallery di Londra e dedicate a Tiziano dal titolo Poetry in paint: Titian’s late mythologies. Le tre giornate (3, 10, 17 novembre) hanno visto riunirsi, intorno ad una tavola rotonda virtuale, importanti studiosi per conversare sulla storia, il contesto in cui sono stati creati i dipinti a soggetto mitologico – anche conosciuti come Poesie – che Tiziano ha realizzato per Filippo II a partire dal 1551. La serie di conferenze si inserisce nell’ambito della mostra organizzata dalla National dal titolo Titian: Love Desire Death, temporaneamente chiusa al pubblico a causa del Covid-19, ma prorogata fino al 17 gennaio 2021, nella quale vengono riuniti per la prima volta in oltre quattrocento anni i sei dipinti commissionati al Cadorinus da Filippo II di Spagna che rappresentano i miti classici di derivazione ovidiana. I dipinti provenienti da Boston, Edimburgo, Madrid e Londra così riuniti offrono una rara occasione per i visitatori di immergersi completamente nella grande abilità, sensibilità e drammaticità proprie di Tiziano.

Le giornate di studio sono state un’importante occasione per approfondire alcune tematiche tizianesche: dalle tecniche pittoriche ai processi creativi, passando per le influenze letterarie, fino ad arrivare all’influenza dei dipinti tizianeschi in artisti dell’epoca, come quelli attivi nelle Fiandre (alla corte di Bruxelles ad esempio) e immediatamente successivi (si veda il caso di Velázquez).

Thomas Dalla Costa, autore del saggio Venere e Adone di Tiziano. Arte, cultura e società tra Venezia e l’Europa, ha partecipato alle giornate e ha coordinato brillantemente gli interventi che si sono succeduti. Bernard Aikema, presidente del Consiglio scientifico della Fondazione Tiziano, ha partecipato portando il saluto della Fondazione e del Cadore a tutti gli studiosi riuniti, che hanno espresso il desiderio di visitare e di condividere i paesaggi dei luoghi natali del grande pittore.

Ora la Fondazione e Pieve di Cadore attendono gli studiosi per condurli nella natura che Tiziano ha più volte richiamato nei suoi dipinti.


L'IMPORTANZA DI TENERE APERTI I MUSEI

L’importanza di tenere aperti i musei


Tiziano, Omaggio a Venere, 1518-1519, Museo del Prado, Madrid

L’archeologo e storico dell’arte Salvatore Settis ha recentemente proposto al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, con un appello pubblicato sul Corriere della Sera, di riaprire i musei e riaprirli gratis. Secondo lo studioso la scelta del Governo di chiudere i musei ignora il grande bisogno dei cittadini di avvicinarsi alla cultura. “La memoria culturale”, scrive Settis, “ci ricorda quel che eravamo e ci proietta verso il futuro. Ci dona ricchezza interiore, speranza, creatività. Non sana le ferite, ma le cura e le allevia”.

Chiudere le istituzioni museali significa “confinare” e costringere le opere ad una vita solitaria tra le mura dei musei. Qualche eccezione alla chiusura nel panorama europeo esiste: rimane aperto il Museo del Prado, come altri musei spagnoli, che nel rispetto della sicurezza sanitaria consente ai visitatori di apprezzare e trovare “conforto” tra le proprie sale espositive. Tra i numerosi capolavori che i visitatori possono ammirare, vi sono le opere di Tiziano Vecellio, che sono circa una quarantina. Ricordiamo il celeberrimo ritratto di Carlo V a cavallo (1548), Venere e Adone (1554) la prima delle Poesie tizianesche realizzata per il re di Spagna, Filippo II, o ancora Danae e la pioggia d’oro (1560-1565).

Tra le opere custodite c’è L’omaggio a Venere, dove una moltitudine di amorini si raduna intorno alla statua della dea per fare delle offerte di frutta. Il dipinto iniziato nel 1518 rappresenta il primo contributo di Tiziano per il Camerino d’Alabastro di Alfonso I d’Este, duca di Ferrara e successivamente finito nelle collezioni della casa reale spagnola. Ispirato al sesto libro delle Immagini di Filostrato, l’Omaggio a Venere rappresenta il primo tentativo del pittore ispirato all’antico.

L’attenzione è tutta concentrata sulla folta schiera di amorini che occupano gran parte della metà inferiore della tela, ma anche il paesaggio sullo sfondo, grazie alle grandi abilità di Tiziano, non rimane un elemento di secondaria importanza. Un capolavoro che il visitatore potrà ammirare quasi in solitudine così da lasciarsi trasportare dall’atmosfera di festa e dalla vitalità degli amorini.

Il rapporto che si crea tra il visitatore e l’opera d’arte diviene oggi importante, quindi mantenere aperto un museo in tempo di pandemia significa offrire un’occasione creativa, nonché una chiave per comprendere culture, origini, evoluzione sociale e il mondo che ci circonda. Così il Museo del Prado con la sua apertura sembra voglia inviare un forte monito: l’arte è stata, è e sarà in grado sempre di curare l’anima e la mente e potrà aiutare il mondo a mantenere accesa la fiducia nel futuro.

 

 


Tiziano a Treviso: il restauro del Cristo Risorto

Tiziano a Treviso: il restauro del Cristo Risorto

 

Per il fianco del Duomo sopra la Scala del Sacramento è il Salvatore risorgente con cherubinetti sotto a’ piedi”.

Così affermava, nel 1648, il trattatista Carlo Ridolfi autore delle Meraviglie dell’arte ricordando le prime opere attribuibili a Tiziano Vecellio. La facciata interessata dall’affresco affidato a Tiziano nel 1516-1517, è quella di un piccolo edificio posto tra l’abside del Battistero di San Giovanni e il campanile del Duomo di Treviso.

Purtroppo oggi restano poche tracce della decorazione che, già nel 1935, Luigi Coletti definì “pressoché indecifrabile”. Eruditi trevigiani, soprattutto dell’Ottocento, hanno lasciato alcune testimonianze scritte a cui si aggiunge uno schizzo a penna, pur molto sommario, di Giovan Battista Cavalcaselle – conservato presso la Biblioteca Marciana a Venezia – che abbozza la figura e la composizione.

Sulla parete si intravedono il torso, le gambe e il braccio destro. Si può leggere il costato, il perizoma bianco con un piccolo panneggio leggermente svolazzante verso destra e tracce dell’azzurro chiaro del cielo.

Il Cristo Risorto, in piedi forse sul coperchio della sua tomba, doveva apparire come una figura monumentale, presentato in atteggiamento di “eroica maestà”, trionfante sulla morte. La mano sinistra reggeva l’asta con il vessillo crociato, mentre il braccio destro era alzato in segno di benedizione.

Nel 2018 l’Associazione Amici dei Musei e dei Monumenti di Treviso ha incaricato l’arch. Rossella Riscica, il restauratore Antonio Bigolin e la storica dell’arte Chiara Voltarel di realizzare il progetto di restauro che è stato successivamente approvato dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Venezia e le province di Belluno, Padova e Treviso ed oggi, grazie a un contributo comunale, al supporto di CentroMarca Banca e a CEV Spa, Impresa di Costruzioni Edili di Treviso, partner tecnico che mette a disposizione i ponteggi ed eseguirà gratuitamente gli interventi edili, è possibile aprire il cantiere di restauro affidato alla restauratrice Francesca Faleschini.

Il contributo si deve a Letizia Lonzi

 

 


UN CONCORSO DI PITTURA SU TIZIANO VECELLIO IN CINA

Un concorso di pittura su Tiziano Vecellio in Cina

Promuovere il Cadore in Cina attraverso Tiziano Vecellio: questa è la finalità di una collaborazione che vede come promotrici la Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore e l’International College dell’Accademia Centrale di Belle Arti di Pechino. L’iniziativa gode del patrocinio della Regione del Veneto, della Magnifica Comunità di Cadore e del Magnifico Comune di Pieve di Cadore.

Il progetto prevede di far conoscere l’opera del grande pittore in Cina, nell’ambito di uno scambio culturale tra Italia e Cina, nonché di promuovere la terra natale del pittore insieme al paesaggio delle Dolomiti.

L’iniziativa si attua mediante un concorso di pittura riservato ai soli artisti residenti in Cina con il vincolo di partecipare mediante opere riconducibili al mondo tizianesco.

La giuria è composta in parte da membri dell’Accademia di Belle Arti pechinese, come il  Direttore, Liu Gang e in parte da membri espressi dalle istituzioni cadorine: per la Fondazione tizianesca, Maria Giovanna Coletti e Bernard Aikema; per la Magnifica Comunità, Matteo Da Deppo; per il Comune di Pieve, Laura Zandonella.

Entro il mese di ottobre la giuria dovrà selezionare in modalità remota le opere vincitrici, che saranno pubblicizzate attraverso i siti della Fondazione e dell’Accademia pechinese.

Appena la situazione sanitaria lo permetterà, si spera entro il 2021, il progetto assumerà la sua forma fisica con il trasferimento delle opere vincitrici a Pieve di Cadore per essere esposte negli spazi del Forte di Monte Ricco. Nell’occasione, insieme alla delegazione cinese, si procederà alla cerimonia di premiazione degli artisti.

All’Associazione Culturale per gli Scambi Artistici, diretta da Giandomenico Padovan, si deve la creazione dei rapporti tra i partner e la collaborazione di importanti media partner, come quella delle due riviste d’arte Clatia e Collections, con il compito di divulgare i diversi momenti della collaborazione.

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QUARTETTO D'ARCHI “MOODY” - CONCERTO CON MUSICHE DI HAYDN E BEETHOVEN

QUARTETTO D’ARCHI “MOODY”

Concerto con musiche di Haydn e Beethoven


Domenica 23 agosto ore 21.00

Forte di Monte Ricco – Pieve di Cadore   

Il quartetto d’archi Moody nasce nel 2012 dall’incontro di quattro colleghi e amici che si sono conosciuti durante gli studi e che si sono ritrovati, a distanza di anni, quasi per caso. E’ composto da Mattia Tonon (violino primo), Ilaria Zanella (violino secondo), Lucia Zigoni (viola) ed Erica Scapin (violoncello), tutti musicisti diplomati brillantemente presso i Conservatori “A. Steffani” di Castelfranco Veneto e “G. Tartini” di Trieste che nel corso degli anni hanno avuto modo di sperimentarsi, anche individualmente, in diversi contesti cameristici e sinfonici ed in palcoscenici prestigiosi fra cui il “Teatro Alla Scala” di Milano ed il Teatro “G. Verdi” di Trieste.

Eseguiranno:

Il quartetto per archi in Do maggiore n.3 op.76 Hob.III:77 detto “Kaiserquartett” di F. J. Haydn
Scritto nel 1797, in una raccolta di sei quartetti, è diventato celebre per l’utilizzazione come tema del secondo movimento della melodia dell’inno austriaco (poi tedesco) “Gott erhalte den Kaiser”, composto da Haydn su un testo del poeta L. Haschka ed eseguito per la prima volta il 12 Febbraio del 1797, in occasione del compleanno dell’imperatore Francesco II, il primo degli Asburgo ad apprezzare la musica di Haydn.

Quartetto per archi n. 4 in Do minore, op. 18 n. 4 di L.v. Beethoven (omaggio per il 250° della nascita)
Scritto nel 1800, all’età di trent’anni, è scritto nella tonalità preferita da Beethoven. Infatti sono in do minore il primo Trio dell’op. 1, il Trio per archi op. 9 n. 3, la Sonata per pianoforte op. 10 n. 1, la Sonata per pianoforte op. 13, conosciuta universalmente come “Patetica” e la 5 Sinfonia.

Su prenotazione telefonare a 3331542749 orchdolom.bl@virgilio.it

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STEFANIA MASON - CARPACCIO TRA VENEZIA E L’ORIENTE

STEFANIA MASON

Carpaccio tra Venezia e l’Oriente 


Giovedì 20 agosto ore 18.00

Sala Cultura Don Pietro Alverà – Cortina d’Ampezzo   

Pochi visitatori lasciano oggi Venezia senza aver subito il fascino dei dipinti di Carpaccio: i suoi colori, i suoi soggetti costituiti da cerimonie cittadine e rivisitazioni personalissime delle vite dei santi, la sua  ricchezza compositiva, tutto riflette la nostra nozione della cultura lagunare di fine Quattrocento come nelle scene di uno spettacolo teatrale.
Entreremo nel suo mondo, nella sua messa in scena di una Venezia verosimile e di un suo particolare Oriente  in particolare attraverso i cicli da lui eseguiti per due Scuole piccole, una devozionale e l’altra di una comunità straniera.

Stefania Mason è stata professore ordinario di Storia dell’arte moderna e direttore della Scuola di specializzazione in Storia dell’arte all’Università di Udine. Le sue ricerche si sono indirizzate soprattutto alla pittura e alla grafica veneta, tra Quattrocento e Seicento, dagli artisti forestieri attivi a Venezia, a Carpaccio, allo studio sistematico di Palma il Giovane, alla bottega di Jacopo Bassano, a Sebastiano Mazzoni e alla pittura su pietra nera. Ha ideato e diretto il progetto “Il collezionismo artistico a Venezia dalle origini al Settecento”, curando i tre volumi (2007, 2008, 2009) che danno conto degli esiti delle ricerche. Ha curato Rencontres à Venise, l’esposizione sulla pittura veneta del Seicento tenutasi al Palais Fesch di Ajaccio nel 2018 e partecipato con due saggi alle mostre di Colonia/Parigi e Venezia/Washington (2018-2019) dedicate a Tintoretto. Fa parte del comitato scientifico delle riviste “Arte Veneta”, “Studi tizianeschi”, ArtsItalies” ed è membro del Consiglio accademico dell’Ateneo Veneto.

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STEFANIA MASON - VENEZIA, LA PESTE E LA SUA ICONOGRAFIA

STEFANIA MASON

Venezia, la peste e la sua iconografia


Mercoledì 19 agosto ore 21.00

Sala Consiliare Norma Cossetto – Calalzo di Cadore   

L’impatto delle terribili epidemie di peste che si abbatterono su Venezia nel corso della seconda pandemia (1348-1720) sarà restituito attraverso le figurazioni artistiche che nel corso dei secoli interpretarono nell’immaginario collettivo le paure e le speranze di fronte a un fenomeno così devastante: dai santi taumaturghi più invocati nelle pale e nella devozione privata (Sebastiano e Rocco), alla presenza dello Stato garante della salute pubblica attraverso figure simboliche, dalla personificazione della peste stessa alla rappresentazione realistica dei suoi effetti.

Stefania Mason è stata professore ordinario di Storia dell’arte moderna e direttore della Scuola di specializzazione in Storia dell’arte all’Università di Udine. Le sue ricerche si sono indirizzate soprattutto alla pittura e alla grafica veneta, tra Quattrocento e Seicento, dagli artisti forestieri attivi a Venezia, a Carpaccio, allo studio sistematico di Palma il Giovane, alla bottega di Jacopo Bassano, a Sebastiano Mazzoni e alla pittura su pietra nera. Ha ideato e diretto il progetto “Il collezionismo artistico a Venezia dalle origini al Settecento”, curando i tre volumi (2007, 2008, 2009) che danno conto degli esiti delle ricerche. Ha curato Rencontres à Venise, l’esposizione sulla pittura veneta del Seicento tenutasi al Palais Fesch di Ajaccio nel 2018 e partecipato con due saggi alle mostre di Colonia/Parigi e Venezia/Washington (2018-2019) dedicate a Tintoretto. Fa parte del comitato scientifico delle riviste “Arte Veneta”, “Studi tizianeschi”, ArtsItalies” ed è membro del Consiglio accademico dell’Ateneo Veneto.

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GIULIO BONO E ALBERTO NARDI - I SEGRETI DELL'ASSUNTA DI TIZIANO AI FRARI

GIULIO BONO E ALBERTO NARDI

I segreti dell’Assunta di Tiziano ai Frari

Martedì 18 agosto ore 18.00
Auditorium Cos.Mo – Pieve di Cadore  

L’incontro ripercorrerà un rapido viaggio nel tempo che dal 1516 conduce fino ai giorni nostri svelando alcuni fra i molti “segreti” celati da uno dei dipinti più noti al mondo.
Partendo da alcune notizie che riguardano la genesi dell’opera e percorrendo le vicende storiche e conservative che ne hanno interessato e condizionato lo stato di salute si giungerà alle motivazioni che hanno richiesto il nuovo intervento di assistenza, ora in corso.

In sostegno di una cautelata trasmissione al futuro dell’inestimabile capolavoro, il restauro diretto da Giulio Manieri Elia e interamente sostenuto da Save Venice si svolge sotto l’alta sorveglianza del Ministero per i beni e le attività culturali e dell’Ufficio per i beni culturali ecclesiastici della Curia Patriarcale.

Giulio Bono è un conservatore d’arte residente a Venezia. Sin dal 1991 opera autonomamente per numerose Istituzioni e Fondazioni italiane e straniere. Nel corso degli ultimi 20 anni si è occupato di interventi conservativi su dipinti mobili su tavola e tela del XV° XVI° e XVII° secolo tra i quali opere di Jacobello del Fiore, Alvise Vivarini, Gentile Bellini, Piero della Francesca, Giorgione da Castelfranco, Sebastiano del Piombo, Tiziano Vecellio, Moretto da Brescia, Jacopo Tintoretto, Paolo Veronese, Luca Giordano e altri. Nel corso degli ultimi 10 anni si è occupato di studi sulle condizioni conservative e interventi su dipinti tizianeschi veneziani tra i quali la “Presentazione della Vergine al Tempio” presso le Gallerie dell’Accademia, la  “Pala Pesaro” presso la Basilica dei Frari e l’ ”Annunciazione” presso la Scuola Grande di San Rocco.

Alberto Nardi, membro del Consiglio Direttivo di Save Venice dal 2010, residente a Venezia.

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SILVIA RINALDI - LE EMOZIONI SONORE

SILVIA RINALDI

Le emozioni sonore – Laboratorio per bambini (6 /10 anni)

 

Martedì 18 e venerdì 21 agosto dalle ore 16.00 alle ore 17.00
Parco Roccolo – Pieve di Cadore
(In caso di maltempo il laboratorio si svolgerà presso la sala della Proloco Tiziano)

Questo laboratorio è un’occasione per poter esplorare le proprie emozioni, la propria sensibilità, oltre che la propensione personale anche tramite l’interazione bambino-genitore.
Il suono, la voce, il movimento corporeo, rievocano i ricordi e questi, a loro volta, evocano le emozioni.
Non è necessaria alcuna conoscenza della musica, solo il desiderio di sperimentare e divertirsi!
Si consiglia ad ogni partecipante (genitore compreso) un abbigliamento comodo e di dotarsi di tappetino da yoga o asciugamano/coperta per potersi distendere sull’erba.


Silvia Rinaldi
, diplomata in violino al Conservatorio B. Marcello di Venezia, ha svolto attività di concertista suonando in tournée con le più importanti orchestre europee.
Insegna violino e pianoforte e da anni svolge laboratori didattici rivolti ai bambini con grande passione, certa dell’importanza che la musica, il suono, il ritmo e il movimento siano fondamentali per la formazione e lo sviluppo della loro crescita e curiosità.

Su prenotazione telefonare a 3473234312   silviarinaldi67@gmail.com

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