GENTE DI MONTAGNA - Passeggiata fotografica e sonora
EVENTO DELL’ASSOCIAZIONE POZZALE VIVE
PROGETTO GENTE DI MONTAGNA – Passeggiata fotografica e sonora con guida nel centro storico
I SAPORI DI MONTAGNA – Cena degustazione su prenotazione
Martedì 5 agosto – ore 18.00
Piazza Margherita – Pozzale di Cadore
L’appuntamento, inserito tra le Buone pratiche di comunità della rassegna dell’Estate tizianesca, prevede una passeggiata per ammirare ed ascoltare Gente di montagna, la mostra fotografica e sonora permanente sui muri delle case di Pozzale di Cadore.
Il progetto Gente di montagna si propone di valorizzare i piccoli comuni montani, come Pozzale di Cadore, attraverso una mostra fotografica e sonora permanente. Grandi fotografie esposte sui muri delle case del paese, provenienti da varie regioni e paesi del mondo, raccontano la vita e le emozioni delle persone che abitano le montagne. Grazie all’intelligenza artificiale, le fotografie “parlano” e permettono di ascoltare suoni e storie legate a ogni immagine. In questo modo, la passeggiata fotografica diventa un’esperienza emozionante e unica.
L’iniziativa è curata dall’associazione Pozzale Vive, con il supporto del Comune di Pieve di Cadore e della Magnifica Regola di Pozzale. Il progetto mira a promuovere un turismo rigenerativo e sostenibile, che valorizza le bellezze dei borghi montani e favorisce lo sviluppo della comunità locale. La visita Pozzale di Cadore diviene un’occasione per lasciarsi incantare dalla magia della montagna e delle sue genti, attraverso le grandi fotografie sui muri delle case, i suoni e le storie che animano questo
luogo unico, per condurre un’esperienza tra natura, cultura e tradizioni.
La passeggiata sarà seguita da Sapori di montagna, una cena degustazione presso l’Agriturismo La Pausa (via Longiarù 74, Pozzale di Cadore).
Per info e prenotazione scrivere a: visite@tizianovecellio.it
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NOEMI OLIVOTTO, flauto traverso e FRANCESCO BACCICHET, chitarra in Concerto

Noemi Olivotto e Francesco Baccichet
NOEMI OLIVOTTO, flauto traverso e FRANCESCO BACCICHET, chitarra
Concerto con musiche di Schubert, Debussy, Ravel, Piazzolla, Bartok
Lunedì 4 agosto 2025 ore 21.00
Sala Congressi E. De Lotto – San Vito di Cadore
Il programma di questo concerto si snoda attraverso brani cameristici “salottieri”, di moda a Vienna nei primi del 1800 e danze di diverse culture come nel caso delle Danze popolari rumene di Bartok composte nel 1915 fino all’ Histoire du Tango (1986), una delle opere più conosciute di Astor Piazzolla.
Inizia infatti con 2 Valzer, n.1 e n. 6, tratti dalle “15 Danze originali” per violino (arr. flauto) e chitarra di F. Schubert per proseguire con la famosa Sonata “Arpeggione”, (strumento non più in uso, un misto tra chitarra e violoncello) sempre di Schubert.
Prosegue con 6 Danze popolari rumene per orchestra trascritte per flauto e chitarra ed infine 4 brani tratti da Histoire du Tango che rappresentano la trasformazione del Tango, una danza nata alla fine del XIX secolo a Buenos Aires per poi affermarsi nelle sale da ballo a Parigi e in altre città europee.
NOEMI OLIVOTTO consegue con il massimo dei voti la Laurea Magistrale in Musicologia e Beni Musicali – indirizzo flauto traverso presso l’Accademia Incontri col Maestro di Imola con Andrea Manco, attualmente Primo Flauto del Teatro alla Scala di Milano, e Maurizio Valentini. Si diploma al Triennio Accademico con il massimo dei voti sotto la guida del Mー Claudio Montafia. Noemi Olivotto ha recentemente conseguito diverse idoneità per flauto nell’ Orchestra FVG (2024), nell’ Orchestra Filarmonica FVG, nell’Orchestra giovanile transfrontaliera Tartini (2024), in collaborazione con la Fondazione Luigi Bon e nell’Orchestra giovanile Fontane di Roma (2024). Ha svolto il ruolo di primo flauto nell’Orchestra Dolomiti Symphonia di Belluno, nella produzione del 2024 della Tosca di Giacomo Puccini e in quella del 2025 del Concerto per pianoforte n. 24 K. 491 di Mozart. A soli 19 anni Noemi Olivotto si esibisce alla Carnegie Hall di New York, dopo aver vinto il secondo premio al Crescendo International Competition nel 2018.
FRANCESCO BACCICHET, nato a Vittorio Veneto, inizia a suonare alle scuole medie, tramite i corsi ad indirizzo musicale. Dopo i primi anni con Roberto Vettorello ha continuato a studiare con Simone Movio ed infine iscritto al Conservatorio di Venezia sotto la guida di Florindo Baldissera. Nel 2017 ho conseguito il Diploma Accademico di secondo livello in chitarra classica con il massimo dei voti e la lode. Ha approfondito molteplici aspetti del repertorio chitarristico, che spazia dalla musica rinascimentale fino a quella contemporanea, partecipando a vari corsi e masterclass con interpreti quali Elena Casoli, Giuseppe Carrer e Andrea Dieci, solo per citarne alcuni. Ha tenuto concerti sia come solista sia in varie formazioni, anche in ensemble orchestrali in occasione delle prime assolute di due opere di Luca Mosca, Il gioco del vento e della luna (2014) e L’Aura (2016).
Ingresso libero – Per info e prenotazioni: orchdolom.bl@virgilio.it
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ENRICO MARIA DAL POZZOLO - Paolo Veronese Serenissimo. Una vita (quasi) tranquilla
Paolo Veronese, Gentiluomo di ritorno dalla caccia, Maser, Villa Barbaro
ENRICO MARIA DAL POZZOLO
Paolo Veronese Serenissimo. Una vita (quasi) tranquilla
Lunedì 4 agosto – ore 18.00
Sala Don Pietro Alverà – Cortina d’Ampezzo
La figura di Paolo Veronese – che si sta celebrando in questi mesi in una grande mostra al Museo del Prado di Madrid – è stata sempre considerata in una prospettiva antitetica: colossale dal punto di vista artistico e anonima da quello biografico. E ciò nonostante la sua clamorosa convocazione dal Tribunale dell’Inquisizione a seguito dell’esecuzione di un’atipica Cena di Cristo posta nel refettorio della chiesa dei Santi Giovanni e Paolo di Venezia. Eppure, sulla base dei documenti ma anche sulle ali di una rigorosa immaginazione storica, è possibile comunque ridefinirla in termini di estremo interesse: una figura molto moderna, accorta, a un tempo mentalmente libera e attenta al particolare, soprattutto economico.
ENRICO MARIA DAL POZZOLO Nato a Padova, è professore di Storia dell’Arte Moderna, lavora dal 1999 all’Università di Verona. É specializzato in pittura veneta del Rinascimento e del Barocco. Ha al suo attivo più di quattrocento pubblicazioni scientifiche, tra volumi monografici (su artisti quali Lorenzo Lotto, Giovanni Bonconsiglio, Giorgione, Simone Peterzano, El Greco, Sebastiano del Piombo), ma anche su temi iconografici, di storia del mercato artistico e della falsificazione), articoli e saggi, curatela di convegni internazionali e di cataloghi di mostre, schede e recensioni. Ha curato mostre scientifiche a Venezia (Palazzo Ducale, Museo Correr), Roma (Palazzo Venezia, Castel Sant’Angelo), Madrid (Prado) e Londra (National Gallery of Art). All’attività di ricerca accademica, accompagna anche un aspetto di divulgazione, con conferenze e lezioni, due film-documentari (su Giorgione e Lorenzo Lotto), partecipazione a inchieste televisive (BBC1) e radiofoniche, e articoli su riviste e quotidiani (collabora alla pagina culturale de “La Repubblica”). È’ membro del Consiglio scientifico della Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore. Recentemente ha pubblicato il catalogo Lorenzo Lotto. Catalogo generale dei dipinti e insieme a Cristina Farnetti il volume Sebastiano del Piombo. Suoni e colori tra Venezia e Roma (1501-1511). Attualmente è consulente della Camera dei Deputati per iniziative legate alla valorizzazione del patrimonio storico-artistico istituzionale.
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CRISTINA FARNETTI - Dall’idea al colore: Tiziano in Francia dal Re Sole a Dumas

Ritratto di Tiziano Vecellio, part., Antoine Louis Romanet , Galerie du Palais Royal gravée d’après les Tableaux- Fondo Collezione di stampe da Tiziano della Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore
CRISTINA FARNETTI
Dall’idea al colore: Tiziano in Francia dal Re Sole a Dumas
Domenica 3 agosto 2025 ore 18.00
Magnifica Comunità di Cadore – Pieve di Cadore
Alexandre Dumas scrive all’inizio degli anni Quaranta dell’Ottocento una biografia di Tiziano. È una delle 24 che costituiscono la sezione dedicata ai pittori del XVI e XVII secolo della monumentale Galerie de Florence, una raccolta di oltre 300 incisioni di traduzione commentate dei dipinti degli Uffizi, introdotte da oltre 300 pagine di narrazione “pittoresca” di sua penna, dedicate alla storia dei Medici, della pittura e dei pittori. Dumas attinge largamente alle vite di Vasari e di Ridolfi, mentre, sorprendentemente, sembra lasciare in disparte la letteratura artistica francese che di Tiziano, tra il XVII secolo e i suoi giorni, aveva trattato, e che pure mostra per cenni, almeno in parte, di conoscere. L’incontro ne proporrà una selezione, spaziando dalle memorie di viaggiatori curieux alle riunioni dell’Académie royale de Peinture et Sculpture, dalle trattazioni più impegnate teoricamente alle raccolte di taglio più divulgativo. Con l’intento di individuare, nella ripetizione dei dati biografici ormai canonici, riflessi dei dibattiti via via in corso e incidentali giudizi personali degli autori.
CRISTINA FARENETTI unisce alla formazione musicale (Svizzera e Olanda) gli studi classici all’università di Roma (Filosofia; Filologia, letterature e storia dell’antichità). All’attività concertistica è seguita quella di ricerca archivistica e sulle intersezioni tra musica, filosofia e arte, confluita in saggi e edizioni critiche. Di recente ha curato la riedizione integrale in 7 volumi della Galerie de Florence di Alexandre Dumas (Parigi, Éd. du Chêne), l’edizione e traduzione italiana della vita di Giorgione dello stesso Dumas e, con Matteo Melchiorre, la mostra su Il Giorgione di Dumas, a Castelfranco Veneto. Ha collaborato con Enrico Maria Dal Pozzolo nella redazione del volume Sebastiano del Piombo. Suoni e colori tra Venezia e Roma (1501-1511). Lavora nella Direzione generale Archivi del Ministero della Cultura.
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MARIJA JELIC, soprano e CHIARA CASAROTTO, pianoforte in Concerto

MARIJA JELIĆ e CHIARA CASAROTTO
MARIJA JELIĆ, soprano e CHIARA CASAROTTO, pianoforte
Concerto con arie d’opera di Verdi e Puccini
Martedì 29 luglio 2025 ore 21.00
Sala Congressi E. De Lotto – San Vito di Cadore
Un programma con celebri arie dei due compositori di opere liriche più conosciuti nel mondo: Giuseppe Verdi e Giacomo Puccini.
Don Carlo, La forza del destino, Otello, Gianni Schicchi, Tosca, Boheme, Butterfly sono i titoli da cui sono tratte le arie per soprano che eseguirà Marija Jelic accompagnata al pianoforte da Chiara Casarotto.
MARIJA JELIĆ è un soprano serbo, nata a Belgrado. Dopo aver completato gli studi di master in musica, ha proseguito la sua formazione con Nelson Calzi, Bruna Baglioni e Fernando Cordeira Opa. Ha interpretato Micaëla (Carmen) e Stanka, Binicki (All’alba) al Teatro Nazionale di Belgrado, nonché Mimì (La Bohème), Aida (Aida) e Tosca (Tosca) al Teatro Nazionale Serbo di Novi Sad, come anche il ruolo di Elisabetta (Don Carlo) ecc. Ha partecipato a numerosi concerti in Azerbaigian, Argentina, Italia, Lettonia, Estonia, Germania, Messico, Bulgaria, Macedonia del Nord, Grecia, Stati Uniti, Croazia e Slovenia.
CHIARA CASAROTTO, diplomata in organo e composizione organistica con il massimo dei voti e la lode presso il conservatorio di Venezia B. Marcello sotto la guida del m° G. Libertucci, ha conseguito poi il Master di secondo livello presso la Kunst Universität di Graz. Inoltre ha studiato presso Hochschule für Musik di Monaco di Baviera e di Norimberga.
Come maestro collaboratore ha lavorato per il festival ‘Settimane musicali’ al Teatro Olimpico di Vicenza, il teatro Carlo Felice di Genova e lo Staatstheater Nürnberg in Germania. Presso la fondazione Arena di Verona è stata altro maestro al coro, incarico che ricopre attualmente presso il teatro la Fenice di Venezia. Ha lavorato con diversi direttori tra cui M.W. Chung, R. Böer, F. Chaslin, T. Koopman, D. Harding, S. Rolli.
Ingresso libero – Per info e prenotazioni: orchdolom.bl@virgilio.it
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MELISSA CONN e MARIO PIANA - Costruire a Venezia. I caratteri delle costruzioni lagunari

Ciclo dei Mesi, Venezia, Portale Basilica di San Marco
MELISSA CONN e MARIO PIANA
Evento Save Venice
Costruire a Venezia. I caratteri delle costruzioni lagunari
Venerdì 25 luglio 2025 ore 20.30
Castello di Lusa – Feltre
L’intervento illustrerà alcuni caratteri salienti dell’arte costruttiva veneziana: i materiali, le tecniche, le procedure di cantiere, gli artifici e gli espedienti esecutivi applicati dalle maestranze nell’erezione delle fabbriche lagunari verranno posti in relazione con gli aspetti distributivi e formali degli edifici, facendo emergere i rapporti di mutua dipendenza che intercorrono tra il dato costruttivo, l’organizzazione funzionale, il linguaggio dell’architettura.
MARIO PIANA Laureato nel 1974 presso l’Istituto Universitario di Architettura di Venezia, dal 1979 al 1998 ha lavorato come architetto presso la Soprintendenza ai B.A.A. di Venezia, svolgendo l’incarico di Soprintendente reggente negli anni 1981-82.
Da consulente UNESCO nel 1990 e 1994 ha affiancato le équipes locali impegnate nel restauro di alcune chiese di Quito (Equador) dissestate da un sisma, e, nel 1996, ha collaborato alla stesura del progetto di consolidamento strutturale della fortezza di San Juan de Ulùa a Veracruz (Messico).
Docente di Restauro Architettonico dal 1998 al 2022 presso l’Università IUAV di Venezia, è stato Direttore del primo triennio della Scuola di specializzazione in beni architettonici e del paesaggio. Dal 2010 fa parte del collegio docenti del Dottorato di storia dell’architettura. Autore di numerose pubblicazioni dedicate ai temi del restauro e alla storia delle tecniche edificatorie lagunari, dal 2004 è membro del Consiglio scientifico del CISA e dal 2018 socio dell’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti. Attualmente è proto della Basilica di San Marco.
Ha progettato e diretto numerosi interventi di restauro; tra tutti si ricordano il palazzo dei Grimani a S. M. Formosa, la scala Contarini del Bovolo, il castello di Rovigo, le Gaggiandre dell’Arsenale, il Peristilio, il Tablino e la Scala ovata del Convento della Carità, la cattedrale di Torcello, le basiliche dei Frari e della Salute, le chiese di S. Giorgio Maggiore e di S. M. dei Miracoli.
È autore di oltre cento pubblicazioni dedicate ai temi del restauro e alla storia delle tecniche costruttive.
MELISSA CONN è la direttrice dell’ufficio di Venezia di Save Venice e lavora per l’organizzazione dal 1989. Con 36 anni di esperienza nel campo della storia dell’arte veneziana e del restauro, Melissa supervisiona tutti i progetti di conservazione dell’organizzazione a Venezia ed è responsabile del percorso di conservazione di Save Venice “Women Artists of Venice”. Conn tiene regolarmente conferenze in Italia e negli Stati Uniti sui progetti di Save Venice. Residente a Venezia, è nata e cresciuta in Ohio e si è laureata in Storia dell’Arte alla Wake Forest University di Winston-Salem, nella Carolina del Nord.
Ingresso libero, su prenotazione: visite@tizianovecellio.it
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JULIETTE FERDINAND - “Ut pictura hortus” o il dialogo tra giardini dipinti e giardini reali in Veneto nel Cinquecento

Giardino Giusti (Verona)
JULIETTE FERDINAND
“Ut pictura hortus” o il dialogo tra giardini dipinti e giardini reali in Veneto nel Cinquecento
Giovedì 17 luglio 2025 ore 21.00
Sala Polifunzionale Via Tomaso Da Rin – Laggio di Cadore
La rappresentazione del giardino è un tema ricorrente nella pittura veneta del Cinquecento, che sia nei dipinti di scene sacre o nella raffigurazione di momenti di ozio e piacere, al punto di diventare uno dei soggetti che la caratterizzano. Troviamo così dei giardini nelle opere di Paolo Veronese, nei dipinti di Ludovico Pozzoserrato e Benedetto Caliari, in alcune scene di Tintoretto, e con Tiziano stesso nella serie delle Veneri con musicista.
In parallelo, nelle ville e i palazzi che fioriscono negli stessi anni, il giardino diventa un elemento architettonico, botanico e artistico imprescindibile per i patrizi veneziani e i nobili della terraferma. Possiamo allora chiederci se esiste una corrispondenza effettiva tra i giardini dipinti e quelli reali, o se dobbiamo capire la scelta dei pittori come l’espressione di una poetica del giardino immaginario, che superi in qualche modo la realtà.
L’intervento di Juliette Ferdinand propone di indagare questi temi attraverso una passeggiata artistica nei luoghi e nei dipinti che declinano la bellezza dei giardini veneti del Rinascimento.
Juliette Ferdinand è dottore di ricerca in storia dell’arte e insegna all’università di Verona. Dopo un dottorato sul ceramista francese Bernard Palissy, e una ricerca post doc sui giardini veneti, ha continuato le sue ricerche sull’arte del Cinquecento europeo, con un approccio interdisciplinare sull’impatto delle Riforma protestante sulle arti, il ruolo della figura dell’artigiano nello sviluppo delle scienze, e l’arte dei giardini. Oltre a pubblicazioni a carattere internazionale sulle relazioni tra arte e scienze e lo sviluppo dei giardini, ha curato gli atti di convegno From art to science. Experiencing the European garden 16th – 17th (Zel edizioni 2016), e pubblicato una monografia su Bernard Palissy intitolata Artisan des réformes. Bernard Palissy entre art, science et foi (De Gruyter 2019).
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FRANCESCO MORICI - Concerto per pianoforte

Francesco Morici
EVENTO DELL’ASSESSORATO ALLA CULTURA DEL COMUNE DI PIEVE DI CADORE
FRANCESCO MORICI pianoforte
Concerto con musiche di Beethoven, Chopin, Debussy, Ravel
Mercoledì 16 luglio 2025 ore 21.00
Auditorium Cos.Mo – Pieve di Cadore
Il programma inizia con la sonata op. 7 n.4 in Mi bemolle maggiore di L. v. Beethoven, considerata da molti critici il primo tra i grandi lavori del compositore e molto considerata dallo stesso autore.
Il secondo brano in programma prevede lo Scherzo n. 4 op.54 F. Chopin dal carattere giocoso ma anche appassionato in alcuni momenti e con caratteristiche quasi impressionistiche quindi futuristico.
Si prosegue poi con “Reflets dans l’eau” da Images premiere série di C. Debussy e che prevede una tecnica impeccabile da parte dell’esecutore.
Il programma termina con Ondine, il primo dei tre poemetti in prosa dalla raccolta Gaspard de la nuit di Aloysius Bertrand e musicati da M. Ravel.
FRANCESCO ALEXANDER MORICI è un giovane pianista maniaghese (PN), con doppia cittadinanza italo-americana. Ha iniziato a 7 anni a prendere lezioni di pianoforte con il prof. Antonello Guaianuzzi.
Ingresso libero – Per info e prenotazioni: orchdolom.bl@virgilio.it
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REBECCA CIVETTINI - Il Tiziano di Marco Boschini

Pietro Bellotti, Ritratto di Marco Boschini
REBECCA CIVETTINI
Il Tiziano di Marco Boschini
Giovedì 10 luglio 2025 ore 20.30
Museo del Cenedese – Piazza Flaminio 1, Vittorio Veneto (TV)
L’incontro tratterà della ricerca condotta da Rebecca Civettini che ha analizzato il poliedrico mondo di Marco Boschini (1602-1681), una figura centrale nella Venezia artistica e culturale del Seicento. Situato all’intersezione tra arte e commercio, Boschini ha forgiato connessioni significative con la nobiltà e la classe mercantile, ottenendo accesso a importanti collezioni d’arte e una profonda comprensione del mercato artistico. Sebbene la sua formazione includesse la pittura e l’incisione, i suoi contributi più rilevanti si trovano nei suoi scritti, tra cui La Carta del navegar pitoresco (1660) e Le Minere della pittura (1664). Un focus centrale della ricerca è la valutazione critica di Boschini dei maestri veneziani, in particolare Tiziano, che egli celebra come un “pilota” per le generazioni future. Attraverso un’analisi testuale e traduzioni dal dialetto veneziano, la ricerca evidenzia la coerenza del giudizio di Boschini su Tiziano e fornisce approfondimenti sulle tecniche di altri artisti come Giorgione e Veronese. Le sue opere documentano anche la ricezione e la conservazione dell’arte nel XVII secolo. In conclusione, la ricerca dimostra come le attività di Boschini come mercante, artista e scrittore siano state fondamentali nel plasmare il discorso artistico a Venezia, offrendo nuove prospettive su un periodo complesso e affascinante.
REBECCA CIVETTINI, nata a Brescia, consegue la laurea triennale in Beni Culturali presso l’Università di Verona. Approfondisce le conoscenze nel campo della diagnostica applicata alla storia dell’arte, dedicando la tesi agli studi sulle opere di Tiziano condotti dal laboratorio di restauro della National Gallery di Londra, con un focus particolare sulle opere che il maestro cadorino realizzò per il Camerino d’Alabastro di Alfonso I d’Este. Il suo percorso accademico è proseguito con la laurea magistrale, conseguita nel 2025, sempre presso l’Università di Verona. La tesi magistrale si è focalizzata sulla ricezione della figura e dei modelli di Tiziano nella Venezia del Seicento, un tema che ha affrontato attraverso l’analisi degli scritti di Marco Boschini. Questo lavoro le ha permesso di approfondire l’ambito della letteratura artistica, cimentandosi nella traduzione in lingua italiana dei passaggi relativi a Tiziano presenti nella Carta del navegar pitoresco (1660) di Boschini. Parallelamente al suo percorso di studi, dal 2022 collabora con Palazzo Maffei Fondazione Carlon.
Museo del Cenedese – Piazza Flaminio 1, Vittorio Veneto (TV)
Ingresso libero, su prenotazione: 388.4741241 – info.vittorioveneto@aqualab.it
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STEFANIA MASON - Paolo Veronese e i suoi committenti: presenze discrete, celebrative, criptate

STEFANIA MASON
Paolo Veronese e i suoi committenti: presenze discrete, celebrative, criptate
Martedì 24 giugno 2025 ore 18.30
Teatro Accademico – Castelfranco Veneto
Di fronte ai dipinti di Paolo Veronese ammiriamo la raffinatezza della composizione, la qualità dei colori, l’eleganza dei personaggi, il soggetto raffigurato, ma non sempre ci chiediamo a chi si deve quella particolare scelta del tema e quale personalità vi stia dietro. La lista delle tipologie dei committenti del pittore, nell’estensione geografica che va dalla città natale a quella di adozione, Venezia, dove si trasferisce definitivamente nel 1555, sarebbe molto lunga, poiché nessuno sembra sfuggire al fascino dell’inventiva e della tavolozza di Paolo, che si tratti di un dipinto devozionale da collocare su un altare o nel refettorio del proprio convento, di eternare la propria effigie in un ritratto, di comparire sotto mentite spoglie sulle pareti della propria confraternita. In questa occasione si cercherà di osservare e valutare in che modo i donatori (nobili, ricchi cittadini, mercanti o priori) compaiono come ritratti o si celano sotto i loro santi omonimi o gli stemmi della propria casata nei dipinti da loro commissionati, e pagati, e discernere quanto si deve al pittore e quanto alla volontà dei committenti il loro apparire e come apparire.
STEFANIA MASON è stata professore ordinario di Storia dell’arte moderna e direttore della Scuola di specializzazione in Storia dell’arte all’Università di Udine.
I suoi studi, rivolti soprattutto all’arte veneta del Rinascimento e alla storia del collezionismo, hanno portato a numerose pubblicazioni, alla cura di mostre in Italia e in Europa e a collaborazioni con importanti istituzioni come il Getty Research Institute di Los Angeles e all’INHA di Parigi.
È presidente del Consiglio Scientifico della Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore.
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