Con Francesco Miari Fulcis a Villa di Modolo

Villa di Modolo – Belluno                                                          

Con Francesco Miari Fulcis a Villa di Modolo

Domenica 26 luglio 2026  ore 18.00
Villa di Modolo – Belluno 

La Fondazione di Studi Tiziano e Cadore propone una visita a Villa di Modolo, una delle più importanti ville storiche della provincia di Belluno, immersa nel paesaggio della Valbelluna e ai piedi delle Dolomiti.
Edificata a partire dal Seicento e ridefinita nelle forme attuali nel 1806 per volontà di Andrea Miari, la Villa rappresenta uno dei più significativi esempi di villa veneta in ambiente alpino. Da oltre sette secoli legata alla famiglia Miari Fulcis, la dimora custodisce una storia che intreccia vicende politiche, culturali e scientifiche del territorio bellunese, testimoniata dall’architettura, dagli eleganti saloni, dalla barchessa, dal parco storico e dalle celebri meridiane volute dal conte Francesco Miari Fulcis, professore di geodesia all’Università di Padova.
La visita offrirà l’opportunità di conoscere un luogo che racconta il dialogo tra cultura, paesaggio e tradizione agricola, oggi restituito al pubblico grazie a un attento progetto di valorizzazione che ne ha riaperto gli spazi storici e il borgo rurale.
Un’occasione speciale per scoprire un patrimonio di grande fascino, dove la storia delle antiche famiglie venete si intreccia con quella della Valbelluna e con la bellezza di uno dei contesti paesaggistici più suggestivi del Veneto.

Evento su prenotazione: modolo@contemiarifulcis.it

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ENSEMBLE ARS VULGARIS - Concerto Echi dei Luoghi Passati


Robindro Nikolich: Clarinetti
Luca Chiavinato: Oud Liuti e qanun

ENSEMBLE ARS VULGARIS

Robindro Nikolich: Clarinetti
Luca Chiavinato: Oud Liuti e qanun

Concerto Echi dei Luoghi Passati

Mercoledì 22 luglio 2026 ore 21.00
Auditorium Cos.Mo – Pieve di Cadore

Concerto degli allievi dell’accademia dell’Ars Vulgaris

Giovedì’ 23 Luglio ore 21.00A
uditorium Cos.Mo. – Pieve Di Cadore

L’Accademia internazionale “Ars Vulgaris” approda per la prima volta a Pieve di Cadore

Dal 20 al 23 luglio, quattro giorni di masterclass e tre concerti tra interculturalità, musica di confine e impegno sociale, in collaborazione con la Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore.

Quest’estate, dal 20 al 23 luglio, Pieve di Cadore ospiterà per la prima volta la Masterclass musicale “Accademia dell’Ars Vulgaris”, un collettivo internazionale con sede a Barcellona, fondato da Robindro Nikolich, e comprendente musicisti provenienti da diverse radici culturali. Il gruppo esplora i territori di confine fra musica colta e tradizione orale, attraverso un dialogo vivo tra stili, epoche e geografie. Untold Cities è stata la prima produzione dell’ensemble, un viaggio immaginario tra città dimenticate, sommerse e inventate, luoghi interiori dove si intrecciano sogni, memorie e musiche. Ha fatto seguito “El Nuevo Mundo”, produzione in cui Ars Vulgaris ha esplorato le commistioni tra musica sud americana e spagnola nel periodo barocco, “Forgotten Voices of Klezmer” dedicata al Klezmer della tradizione Ottocentesca ed infine “Il Fiato Che Resta – Musiche erranti e Voci d’esilio”, commissionata dal Bologna Festival e dedicata a musiche dei territori dell’Europa orientale, dei Balcani e del Mediterraneo orientale.

“Queste musiche – come i popoli da cui provengono – non hanno mai voluto fermarsi in un solo luogo: viaggiano spinte dallo spirito umano, come un vento che attraversa confini senza chiedere permesso” – si legge nelle note di presentazione de Il Fiato che Resta.

Nel concerto del 22 luglio, pensato in forma di Duo, Robindro Nikolich (clarinetto, chalumeau e clarinetti storici) e Luca Chiavinato (Oud, Liuti e Qanun) ci accompagneranno in un viaggio musicale, che attraverserà epoche e confini.  “Queste musiche – come i popoli da cui provengono – non hanno mai voluto fermarsi in un solo luogo: viaggiano spinte dallo spirito umano, come un vento che attraversa confini senza chiedere permesso” (Da Il Fiato che Resta). Ogni melodia è una storia non raccontata, un’eco che cerca il suo spazio per vibrare.

Il 23 luglio gli allievi dell’Accademia dell’Ars Vulgaris si esibiranno in un concerto presso l’Auditorium Cos.Mo.

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PAOLO BARBISAN - I polittici e Tiziano


Tiziano Vecellio, Polittico Averoldi,1522, Brescia, Collegiata dei Santi Nazaro e Celso

PAOLO BARBISAN

I polittici e Tiziano

Domenica 19 luglio ore 18.00
Chiesa di Santa Maria Assunta – Lentiai  

ll polittico nell’arte veneziana rappresenta un capitolo affascinante: una struttura tradizionale destinata a resistere molto più a lungo rispetto a Firenze o alla Toscana che si evolve in modo del tutto unico. A Murano, la bottega di Antonio, Bartolomeo e Alvise Vivarini domina la produzione per decenni. Il vero punto di svolta avviene con Giovanni Bellini che, pur mantenendo la struttura a scomparti separati nel Polittico di San Vincenzo Ferrer nella Basilica dei Santi Giovanni e Paolo inizia a superare la divisione attraverso un’unica fonte luminosa e orizzonte paesaggistico e nel Trittico dei Frari del 1488 innova questa tipologia, superandola di fatto, con l’introduzione dello spazio unificato dietro le figure sacre e del tonalismo della tecnica ad olio. Anche in pieno Cinquecento Tiziano con la sua bottega non disdegnerà di produrre grandi opere d’arte in forma di polittico per rispondere al gusto di una committenza ancora attestata su un gusto conservatore. Il celeberrimo polittico commissionato a Tiziano da Altobello Averoldi a Brescia, uno dei capolavori del maestro non è che il primo di altri disseminati nei territori della Serenissima, tra i quali anche il grande polittico della parrocchiale di Lentiai.

PAOLO BARBISAN, storico dell’arte, è docente di Storia dell’Arte Sacra e Tutela dei Beni Culturali Ecclesiastici presso lo Studio Teologico di Treviso-Vittorio Veneto, docente di Storia dell’Arte e Cristianesimo presso l’ISSR Giovanni Paolo I. È Direttore dell’Ufficio Arte Sacra e Beni Culturali della Diocesi di Treviso, è incaricato dei Beni Culturali e dell’Edilizia di Culto per la Conferenza Episcopale Triveneta.

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ROSELLA MAMOLI ZORZI - Alla ricerca del segreto dei paesaggi di Tiziano nelle passeggiate in Cadore del pittore americano Eugene Benson


Tiziano Vecellio, Presentazione di Maria al Tempio, Venezia, Gallerie dell’Accademia

ROSELLA MAMOLI ZORZI
Alla ricerca del segreto dei paesaggi di Tiziano nelle passeggiate in Cadore del pittore americano Eugene Benson

Sabato 18 luglio ore 11.00
Casa Tiziano l’Oratore – Pieve di Cadore

Così scrive Eugene Benson in Art and Nature in Italy (1882), nel capitolo intitolato “La terra di Tiziano”:  “Sono passato per la parte più interessante della zona delle Dolomiti, la parte qualche volta chiamata “la terra di Tiziano”, perché non è solo il luogo della sua nascita ma il paesaggio è parte dell’ispirazione del suo genio. Le rocce a pinnacolo che svettano nelle più strane e solenni forme, cozzando contro il cielo all’imbrunire in grandi masse azzurre e violette, ora attraversate da nubi orizzontali spinte dal mare, ora incoronate da grandi forme fulgenti di splendore marino, hanno un carattere maestoso, una grandezza mai vista se non negli sfondi di Tiziano.
Vale la pena di camminare in questa regione, non fosse che per scoprire l’ispirazione e le origini dell’opera di un grande pittore, e per vedere immediatamente quanto generoso, naturale ed espressivo sia il modo in cui tratta la natura un grande artista.
Tiziano esprime il sentimento della forma e ne rende l’impressione del colore piuttosto che copiare tante rocce brute e tanti boschi.
Il sentimento del colore di Tiziano non ha origine a Venezia. Dobbiamo guardare l’opera di Tintoretto per vedere la dolcezza di cieli marini e grigi, e del Veronese per la gioia della radiosità argentea. Il colore di Tiziano, ricco, solenne, profondo, è sfiorato dalle tenebre delle montagne, viene dai cieli delle montagne, le pendici delle montagne del Cadore e dell’Ampezzo.”

L’intervento illustrerà le passeggiate di Eugene Benson (1835-1908) a Pieve di Cadore e in altre zone circostanti, per chiedersi quale origine hanno i paesaggi di Tiziano. Poi si darà un breve excursus biografico dell’autore e pittore americano che morì a Venezia nel 1908, dopo aver vissuto vent’anni a Palazzo Soranzo Cappello su Rio Marin.

ROSELLA MAMOLI ZORZI è professoressa emerita di studi americani all’Università di Venezia, Ca’ Foscari; ha diretto il Master in traduzione letteraria dall’inglese. È stata presidente del Comitato di Venezia della Società Dante Alighieri.

Da molti anni si occupa dei rapporti tra scrittori americani e pittori veneziani: tra le sue ultime pubblicazioni Tiziano e gli scrittori anglo-americani dell’Ottocento, Venezia, Supernova, 2026; Carpaccio e gli scrittori anglo-americani dell’Ottocento a Venezia, Venezia, Supernova, 2023, anche in inglese: Carpatcher or Carpaccio? Carpaccio and 19th Century Anglo-American Writers in Venice; From Darkness to Light. Writers in Museums 1798-1898, ed. by Rosella Mamoli Zorzi and Katherine Manthorne, Cambridge, OpenBook Publishers, 2019; ed. italiana a cura di Rosella Mamoli Zorzi, Katherine Manthorne e Serena Fornasiero, Roma, Società Dante Alighieri, 2022; Meraviglia e ironia, con Henry James e Mark Twain al Palazzo Ducale di Venezia, Venezia, Supernova, 2018, anche in inglese: Wonder and Irony, with Henry James and Mark Twain in the Venice Ducal Palace;“Quasi un profeta”, Henry James su Tintoretto, Venezia, Supernova, 2018, anche in inglese: “Almost a Prophet”, Henry James on Tintoretto. Ha curato, con Simone Francescato, The Aspern Papers and Other Tales, Cambridge University Press, 2022. Ha curato diversi volumi di lettere inedite di Henry James e mostre con il Museo Isabella Stewart Gardner di Boston, con la Biblioteca Nazionale Marciana, e con altre istituzioni.

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Con Isabella Collalto de Croÿ al Castello di San Salvatore


Castello di San Salvatore, Susegana (Treviso)                                                          

Con Isabella Collalto de Croÿ al Castello di San Salvatore

Intervento di Danilo Riponti

Giovedì 9 luglio 2026  ore 17.30
Castello di San Salvatore – Susegana (Treviso)

Nel 1245 il conte Schenella III della Nobile Famiglia dei Collalto acquistò la collina di San Salvatore, nei pressi di Susegana, da parte del podestà di Treviso Alberico da Romano.
La collina consentiva di dominare con eccezionale visuale, dagli evidenti risvolti strategico-militari l’intera pianura in direzione Treviso, sino ed oltre il Piave.
Ben presto intraprese l’edificazione di  un nuovo castello,  probabilmente sulle tracce di precedenti strutture militari con funzioni di vigilanza : il castello di San Salvatore viene completato da Rambaldo VIII , forse il massimo esponente di questa nobilissima Famiglia, che lo trasformò  in palazzo residenziale principale, lasciando al Castello di S. Giorgio in  Collalto  un esclusivo ruolo militare.
Dal 1312, per merito di Rambaldo VIII, la contea di San Salvatore e Collalto ottenne piena giurisdizione politica e amministrativa, come attesta un documento dell’Imperatore Arrigo VII. Autonomia che, sia pur in forma ridotta, fu rispettata anche da Venezia, alla quale tutte le contee di terraferma veneta si ‘donarono’ fin dal 1400. Autonomia che rimase fino all’ingresso degli austriaci, dopo la caduta della Serenissima e la breve stagione napoleonica.
La fortezza di S. Salvatore godeva fama di inespugnabilità, assolvendo efficacemente alla funzione di vigilanza e controllo del territorio.
Nel 1378 si registrò un assalto delle truppe Ungare guidate dall’odiato Gherardo da Camino. Un nuovo tremendo assedio avviene nel 1412 ad opera del condottiero Pippo Spano. Il famoso condottiero sfogò la sua rabbia assediando e distruggendo il Castello del Credazzo, nei pressi di Farra di Soligo, già possedimento dei Collalto. Il Castello di S. Salvatore, che può essere considerato dei più vasti, importanti e ben conservati complessi fortificati d’Italia, domina ancor oggi la pianura della Sinistra Piave.

DANILO RIPONTI, nato a Venezia, è un professionista nel campo del diritto e delle scienze criminologiche. Dopo aver conseguito la laurea in Giurisprudenza all’Università di Trieste, ha pubblicato una tesi in Procedura Penale che ha ricevuto riconoscimenti dal Ministro della Giustizia di allora. Ha una carriera di circa 30 anni come cultore di Antropologia Criminale e Criminologia e attualmente insegna all’Università di Trieste, oltre ad essere avvocato specializzato in diritto penale dell’economia.

Riponti ha ricoperto ruoli significativi come V. Pretore Onorario e V. Procuratore Onorario della Repubblica, ha pubblicato numerosi studi su criminalità economica e di strada e ha collaborato con le forze dell’ordine italiane. Ha anche ricevuto diverse onorificenze, tra cui quelle di Cavaliere e Ufficiale dell’Ordine “Al Merito della Repubblica Italiana”.

È coinvolto in molteplici associazioni e fondazioni, inclusa l’Accademia Italiana della Vite e del Vino, e ha ricoperto ruoli di rilievo in ambiti quali la legislazione vitivinicola e la responsabilità medica.

Riponti è appassionato di storia e cultura giapponese, praticante di Karate da oltre 40 anni e attualmente insegna in corsi universitari sulla criminologia e mediazione penale. Inoltre, ha recentemente assunto il ruolo di consulente per la Commissione Parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti.

Visita su prenotazione: visite@tizianovecellio.it  

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ALESSANDRA GEROMEL - Ricami e botteghe nella Venezia del Rinascimento: la lettera di Hyeronimo


Ricami della pianeta della chiesa di San Martino di Rasai di Seren del Grappa (Belluno)

ALESSANDRA GEROMEL

Ricami e botteghe nella Venezia del Rinascimento: la lettera di Hyeronimo

Venerdì 3 luglio 2026 ore 20.45
Museo Diocesano Belluno – Feltre, Feltre

L’incontro approfondirà l’attività dei ricamatori attivi a Venezia fra Quattrocento e inizi del Cinquecento attraverso l’analisi diretta di un nucleo di ricami rinvenuti in Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia.

La presenza di architetture sormontate da una o più cupole, all’interno delle quali sono rappresentati vescovi, dottori della chiesa, evangelisti e santi titolari, caratterizza e identifica la produzione veneziana, come documentato nei dipinti coevi con particolare riferimento alla produzione di Cima da Conegliano.

Lo studio ha come obiettivo quello di smontare idealmente questi manufatti, per analizzare e comprendere le tecniche di esecuzione, i materiali, il disegno preparatorio e i segreti di bottega, nel tentativo di ricostruire la storia del ricamo a Venezia, incredibilmente povera di fonti documentarie.

Lo straordinario rinvenimento di una lettera, impiegata come materiale di imbottitura nei ricami della pianeta della chiesa di San Martino di Rasai – attualmente al Museo Diocesano di Feltre – permette di fare luce sulla figura di Hieronymo, recamator con bottega al ponte di san Lio in Venetia attivo nel primo quarto del XVI secolo.

ALESSANDRA GEROMEL, storica del tessuto, allieva di Doretta Davanzo Poli e di Paolo Peri, è ricercatrice indipendente e conferenziera, e si occupa di studiare e catalogare tessuti e paramenti antichi per conto di musei, diocesi e privati.

Fra le collaborazioni si ricordano quelle con il Museo del tessuto liturgico di Brescia, il Castello Sforzesco di Milano, il Castello del Buonconsiglio di Trento, il Museo di San Pio X di Salzano, il Museo del tessile di Ala, la Diocesi di Treviso e quella di Vittorio Veneto.

Al lavoro di studiosa, affianca quello di docente di storia del tessuto e analisi e riconoscimento dei tessuti antichi.

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THOMAS DALLA COSTA - Tiziano, il paesaggio tra il Veneto e l'Europa


Tiziano Vecellio, Noli me tangere, Londra, The National Gallery

THOMAS DALLA COSTA
Tiziano, il paesaggio tra il Veneto e l’Europa

Martedì 30 giugno 2026 ore 18.00
Museo Civico – Palazzo Fulcis – Belluno

Il fondamentale ruolo di Tiziano nello sviluppo di una nuova visione paesaggistica nell’arte veneta ed europea, destinata a lasciare il segno fino al Settecento inoltrato, è generalmente riconosciuto ma non ancora studiato a fondo né adeguatamente valorizzato. Sebbene non esistano catalogo tizianesco dipinti che possano essere inquadrati come paesaggi autonomi, in cui la natura ricopre un ruolo predominante rispetto alla presenza di figure umane o alla historia in essi affrontata, l’ambientazione naturalistica che funge da cornice per le sue opere ha sempre un peso considerevole. È già nella fase iniziale della carriera del cadorino, e in particolare in opere grafiche quali disegni, incisioni e xilografie, che si rileva un cospicuo interesse per il paesaggio. Si tratta di composizioni che rientrano tout court nel genere del paesaggio con figure secondarie, e che furono prodotte non solo dallo stesso maestro ma anche da una serie di collaboratori. Tuttavia, uno degli aspetti più interessanti di questa tipologia di opere è quello relativo all’impatto che queste ebbero sulle successive generazioni di artisti, anche fuori dai confini italiani, da Rembrandt e Rubens a Fragonard e Watteau, fornendo un contributo fondamentale alla nascita del genere del paesaggio.

THOMAS DALLA COSTA, storico dell’arte e curatore, si è formato presso l’Università di Verona, dove ha conseguito il Dottorato di ricerca nel 2012. Ha lavorato presso la National Gallery di Londra, e ha curato e contribuito a diverse esposizioni, in Italia e all’estero: Verona, Londra, Mosca, Madrid, Vienna. Ha pubblicato numerosi contributi in riviste, libri e cataloghi di mostra, riguardanti: la storia della critica e della pittura veneta tra XV e XVII secolo; l’organizzazione delle botteghe artistiche venete; l’uso e la funzione rivestita dal disegno nei processi creativi degli artisti veneziani del Cinque e Seicento. Ha altresì all’attivo la curatela o co-curatela di volumi che si concentrano sulle succitate tematiche, come il recente Venetian Disegno. New Frontiers 1420-1620, curato con Maria Aresin (Paul Holberton Publishing, 2024), oltre a essere autore del volume monografico intitolato “Venere e Adone” di Tiziano. Arte, cultura e società tra Venezia e l’Europa (Marsilio, 2019). Attualmente è responsabile scientifico delle attività di ricerca ed espositive legate alle celebrazioni per il 450° anniversario della morte di Tiziano.

Ingresso libero fino a esaurimento posti con prenotazione obbligatoria: 0437 913323 prenotazionimuseo@comune.belluno.it

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THOMAS DALLA COSTA - Il paesaggio in Tiziano: nuovi orizzonti


Tiziano Vecellio, Battesimo di Cristo, Roma, Musei Capitolini

THOMAS DALLA COSTA
Il paesaggio in Tiziano: nuovi orizzonti

Lunedì 29 giugno 2026 ore 20.30
Museo del Cenedese  – Vittorio  Veneto (TV)

La codificazione del paesaggio come genere artistico indipendente si verifica tra la fine del Cinque e l’inizio del Seicento, eppure uno degli aspetti distintivi della poetica di Tiziano risiede nella centralità che egli affida all’elemento paesaggistico, e al suo dialogo con la figura umana. Sebbene non esistano nel corpus tizianesco dipinti che possano essere catalogati come paesaggi autonomi, infatti, l’ambientazione naturalistica che funge da cornice per le sue opere riveste un ruolo primario sin dagli esordi, e lungo tutta la carriera. Per lui il paesaggio non è solo elemento decorativo, ma costituisce una componente visiva imprescindibile delle sue creazioni, ne permea profondamente la struttura compositiva, rivelando un’evoluzione stilistica che riflette l’innovativa concezione della natura come parte integrante della narrazione artistica. La conferenza intende mettere in risalto le novità introdotte da Tiziano in termini di utilizzo e significato del paesaggio nelle sue opere, e capire se e in che modo egli contribuì alla nascita di una nuova tipologia pittorica.

THOMAS DALLA COSTA, storico dell’arte e curatore, si è formato presso l’Università di Verona, dove ha conseguito il Dottorato di ricerca nel 2012. Ha lavorato presso la National Gallery di Londra, e ha curato e contribuito a diverse esposizioni, in Italia e all’estero: Verona, Londra, Mosca, Madrid, Vienna. Ha pubblicato numerosi contributi in riviste, libri e cataloghi di mostra, riguardanti: la storia della critica e della pittura veneta tra XV e XVII secolo; l’organizzazione delle botteghe artistiche venete; l’uso e la funzione rivestita dal disegno nei processi creativi degli artisti veneziani del Cinque e Seicento. Ha altresì all’attivo la curatela o co-curatela di volumi che si concentrano sulle succitate tematiche, come il recente Venetian Disegno. New Frontiers 1420-1620, curato con Maria Aresin (Paul Holberton Publishing, 2024), oltre a essere autore del volume monografico intitolato “Venere e Adone” di Tiziano. Arte, cultura e società tra Venezia e l’Europa (Marsilio, 2019). Attualmente è responsabile scientifico delle attività di ricerca ed espositive legate alle celebrazioni per il 450° anniversario della morte di Tiziano.

Ingresso libero su prenotazione: 3884741241 – info.vittorioveneto@aqualab.it

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ENRICO MARIA DAL POZZOLO - La magia della pittura veneziana nella Carta di Marco Boschini (1660)


Enrico Maria Dal Pozzolo e Margherita Stevanato

ENRICO MARIA DAL POZZOLO
La magia della pittura veneziana nella Carta di Marco Boschini (1660) con letture di Margherita Stevanato

Giovedì 25 giugno 2026 ore 20.45
Teatro Accademico – Castelfranco Veneto (TV)

Vissuto intorno alla metà del XVII secolo, Marco Boschini era un pittore, incisore ed esperto di pittura, noto soprattutto per alcuni testi dedicati al patrimonio culturale veneziano: due guide ai luoghi pubblici – le Minere (1664) e le Ricche Minere (1674) – ma soprattutto la Carta del navegar pitoresco, un poema in versi scritto in un’elegantissima lingua veneziana, pubblicato nel 1660 e subito inviato in dono al Cardinal Leopoldo de Medici. È un’opera straordinaria, non solo per la qualità della scrittura, ma anche per la quantità di informazioni che fornisce sui protagonisti della scuola pittorica veneta del ‘500 e del ‘600. Presentandola al cardinale, il fiorentino Paolo del Sera gli raccomandava di “farselo leggere da un veneziano nativo”, perché potesse apprezzare le “cose bellissime e spiritosissimi concetti dove si tratta di Tiziano, di Paolo Veronese, del Tintoretto e d’altri di prima classe”. In questa piece – riduzione di un più ampio lavoro teatrale condotto dallo storico dell’arte Enrico Maria Dal Pozzolo, con letture dell’attrice Margherita Stevanato – attraverso le parole di Boschini nella Carta si documenta il grande amore che i veneti ebbero per la pittura veneziana del Rinascimento, partendo da una strana vicenda occorsa nel 1675: un clamoroso tentativo di truffa ai danni di Leopoldo sventato da Marco Boschini – che del Cardinale era consulente – e dal suo amico, pittore e falsario, Pietro della Vecchia.

Un estratto visivo dello spettacolo si ha qui: https://www.youtube.com/watch?v=sSPFJqRFfFg

ENRICO MARIA DAL POZZOLO È professore associato di Storia dell’Arte Moderna presso l’Università di Verona, dove insegna Storia dell’Arte Moderna. Si occupa prevalentemente di pittura veneta dell’età rinascimentale e barocca. Ha pubblicato numerosi contributi scientifici e ha curato vari convegni – tra cui quello su Marco Boschini a Verona nel 2014, per conto della Regione del Veneto – e mostre, a Venezia (Palazzo Ducale, Museo Correr), Roma (Palazzo Venezia, Castel Sant’Angelo), Londra (National Gallery) e Madrid (Museo del Prado). Nel 2009 ha curato la mostra su Giorgione a Castelfranco Veneto. Scrive su Repubblica e ha collaborato con la Rai e la BBC. Dal 2025 al 2027 è consulente della Camera dei Deputati per il patrimonio storico-artistico di Montecitorio.

 MARGHERITA STEVANATO Attrice e autrice di spettacoli, divide l’impegno tra teatro tradizionale e teatro sperimentale. Ha progettato e realizzato spettacoli di teatro musicale come: Per Euridice, rivisitazione del mito di Orfeo, per il quale ha collaborato con Claudio Ambrosini. Dal suo interesse per la riscoperta di figure di artiste complesse ma tuttora poco note sono nati, su testi di Luciano Menetto, Un amore di Gaspara Stampa e Frau Schumann, dedicato alla figura di Clara Wieck, moglie di Robert Schumann. Ha poi scritto e interpretato Un genio inesplorato – Ludwika Chopin racconta, in cui la vita del grande maestro è narrata attraverso gli occhi della sorella. Continua è comunque anche la sua attività di lettrice, in cui unisce didattica e divulgazione presso enti pubblici e privati, come il ciclo d’incontri Leggere in giardino (alla quinta edizione) per la Fondazione Querini Stampalia di Venezia.

Prenotazione consigliata tel. 0423.735626 e info@museocasagiorgione.it
Fino al 23/06: per i prenotati sarà possibile ritirare il proprio biglietto dalle ore 16.00 alle ore 20.15 del 25/06.
Sarà possibile acquistare il biglietto anche il giorno dello spettacolo dalle ore 16.00 presso la biglietteria del teatro, fino ad esaurimento dei posti disponibili.

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GIANLUCA POLDI - Giorgione, tecnica pittorica e analisi scientifica. Status quaestionis


Giorgione, Fregio, Castelfranco Veneto, particolare – foto Gianluca Poldi – Segrate, Milano

GIANLUCA POLDI
Giorgione, tecnica pittorica e analisi scientifica. Status quaestionis

Lunedì 22 giugno 2026 ore 18.30
Museo Casa Giorgione – Castelfranco Veneto (TV)

La conferenza presenta una linea di ricerca che parte dal Fregio orientale in casa Marta a Castelfranco Veneto, in specie dalla parte finale dell’opera, legata allo studio dell’artista, in cui si raffigurano numerosi strumenti pittorici e due dipinti, uno dei quali presentato allo stato di abbozzo. Considerando gli aspetti eminentemente grafici del fregio si propone un raffronto con il disegno sottostante i dipinti di Giorgione, recuperato anche dall’autore grazie a un impiego ragionato della riflettografia infrarossa. Si presentano materiali in parte inediti, che permettono di tracciare forti legami tra alcuni dipinti giovanili, ante 1500 circa, sia del pittore di Castelfranco o a lui attribuiti, sia dibattuti dalla critica tra Giorgione e Sebastiano del Piombo.

GIANLUCA POLDI, laureato in fisica, dottore di ricerca in Scienza per i beni culturali (Firenze) e in Lettere (Bergamo), si occupa di analisi scientifiche su opere d’arte. Libero professionista, consulente per enti pubblici e privati e docente a contratto presso la Scuola di Specializzazione in Storia dell’Arte dell’Università degli Studi di Udine. Ha insegnato e collaborato con varie università italiane (Urbino, Bergamo, Verona, Milano), pubblicando oltre 250 tra saggi, libri e articoli scientifici inerenti soprattutto analisi scientifiche e tecnica pittorica, con una particolare attenzione ad artisti del XV-XVI secolo, specie di area veneta e lombarda, del tardo XIX e delle avanguardie italiane.

Prenotazione consigliata: Tel. 0423/735626 info@museocasagiorgione.it

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