REBECCA CIVETTINI - Il Tiziano di Marco Boschini

Pietro Bellotti, Ritratto di Marco Boschini
REBECCA CIVETTINI
Il Tiziano di Marco Boschini
Giovedì 10 luglio 2025 ore 20.30
Museo del Cenedese – Piazza Flaminio 1, Vittorio Veneto (TV)
L’incontro tratterà della ricerca condotta da Rebecca Civettini che ha analizzato il poliedrico mondo di Marco Boschini (1602-1681), una figura centrale nella Venezia artistica e culturale del Seicento. Situato all’intersezione tra arte e commercio, Boschini ha forgiato connessioni significative con la nobiltà e la classe mercantile, ottenendo accesso a importanti collezioni d’arte e una profonda comprensione del mercato artistico. Sebbene la sua formazione includesse la pittura e l’incisione, i suoi contributi più rilevanti si trovano nei suoi scritti, tra cui La Carta del navegar pitoresco (1660) e Le Minere della pittura (1664). Un focus centrale della ricerca è la valutazione critica di Boschini dei maestri veneziani, in particolare Tiziano, che egli celebra come un “pilota” per le generazioni future. Attraverso un’analisi testuale e traduzioni dal dialetto veneziano, la ricerca evidenzia la coerenza del giudizio di Boschini su Tiziano e fornisce approfondimenti sulle tecniche di altri artisti come Giorgione e Veronese. Le sue opere documentano anche la ricezione e la conservazione dell’arte nel XVII secolo. In conclusione, la ricerca dimostra come le attività di Boschini come mercante, artista e scrittore siano state fondamentali nel plasmare il discorso artistico a Venezia, offrendo nuove prospettive su un periodo complesso e affascinante.
REBECCA CIVETTINI, nata a Brescia, consegue la laurea triennale in Beni Culturali presso l’Università di Verona. Approfondisce le conoscenze nel campo della diagnostica applicata alla storia dell’arte, dedicando la tesi agli studi sulle opere di Tiziano condotti dal laboratorio di restauro della National Gallery di Londra, con un focus particolare sulle opere che il maestro cadorino realizzò per il Camerino d’Alabastro di Alfonso I d’Este. Il suo percorso accademico è proseguito con la laurea magistrale, conseguita nel 2025, sempre presso l’Università di Verona. La tesi magistrale si è focalizzata sulla ricezione della figura e dei modelli di Tiziano nella Venezia del Seicento, un tema che ha affrontato attraverso l’analisi degli scritti di Marco Boschini. Questo lavoro le ha permesso di approfondire l’ambito della letteratura artistica, cimentandosi nella traduzione in lingua italiana dei passaggi relativi a Tiziano presenti nella Carta del navegar pitoresco (1660) di Boschini. Parallelamente al suo percorso di studi, dal 2022 collabora con Palazzo Maffei Fondazione Carlon.
Museo del Cenedese – Piazza Flaminio 1, Vittorio Veneto (TV)
Ingresso libero, su prenotazione: 388.4741241 – info.vittorioveneto@aqualab.it
SCARICA LA SCHEDA IN FORMATO PDF
STEFANIA MASON - Paolo Veronese e i suoi committenti: presenze discrete, celebrative, criptate

STEFANIA MASON
Paolo Veronese e i suoi committenti: presenze discrete, celebrative, criptate
Martedì 24 giugno 2025 ore 18.30
Teatro Accademico – Castelfranco Veneto
Di fronte ai dipinti di Paolo Veronese ammiriamo la raffinatezza della composizione, la qualità dei colori, l’eleganza dei personaggi, il soggetto raffigurato, ma non sempre ci chiediamo a chi si deve quella particolare scelta del tema e quale personalità vi stia dietro. La lista delle tipologie dei committenti del pittore, nell’estensione geografica che va dalla città natale a quella di adozione, Venezia, dove si trasferisce definitivamente nel 1555, sarebbe molto lunga, poiché nessuno sembra sfuggire al fascino dell’inventiva e della tavolozza di Paolo, che si tratti di un dipinto devozionale da collocare su un altare o nel refettorio del proprio convento, di eternare la propria effigie in un ritratto, di comparire sotto mentite spoglie sulle pareti della propria confraternita. In questa occasione si cercherà di osservare e valutare in che modo i donatori (nobili, ricchi cittadini, mercanti o priori) compaiono come ritratti o si celano sotto i loro santi omonimi o gli stemmi della propria casata nei dipinti da loro commissionati, e pagati, e discernere quanto si deve al pittore e quanto alla volontà dei committenti il loro apparire e come apparire.
STEFANIA MASON è stata professore ordinario di Storia dell’arte moderna e direttore della Scuola di specializzazione in Storia dell’arte all’Università di Udine.
I suoi studi, rivolti soprattutto all’arte veneta del Rinascimento e alla storia del collezionismo, hanno portato a numerose pubblicazioni, alla cura di mostre in Italia e in Europa e a collaborazioni con importanti istituzioni come il Getty Research Institute di Los Angeles e all’INHA di Parigi.
È presidente del Consiglio Scientifico della Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore.
SCARICA LA SCHEDA IN FORMATO PDF
ENRICO MARIA DAL POZZOLO - La mostra su Paolo Veronese al Prado

Paolo Veronese, Conversione di Maria Maddalena, Londra, The National Gallery
ENRICO MARIA DAL POZZOLO
La mostra su Paolo Veronese al Prado
Martedì 17 giugno 2025 ore 18.30
Duomo di Castelfranco Veneto
Enrico Maria Dal Pozzolo presenta la mostra monografica Paolo Veronese (1528-1588) esposta al museo del Prado di Madrid (27 maggio – 21 settembre 2025) di cui è curatore insieme al direttore del Prado, Miguel Falomir.
L’esposizione comprende più di cento opere provenienti dalla collezione del museo madrileno e da diverse istituzioni culturali internazionali.
Paolo Caliari è stato uno dei protagonisti del Rinascimento maturo italiano. Figlio di un umile scalpellino, si legò presto a Michele Sanmicheli e Andrea Palladio e, dal 1553, da Verona si recò a Venezia, per lavorare in due luoghi simbolici della Serenissima: Palazzo Ducale e la Libreria Marciana. Decorò quasi integralmente la chiesa di San Sebastiano e nel refettorio del convento benedettino di San Giorgio Maggiore lasciò un’enorme tela, raffigurante le Nozze di Cana, che per secoli fu considerato il più bel quadro di Venezia. La sua decorazione ad affresco della villa di Maser è una delle meraviglie della cultura figurativa di ogni tempo. Il suo principale carattere artistico è che seppe ricreare una visione illusoria di realtà capillarmente rappresentata in termini miracolosamente mimetici.
La mostra conclude il processo di studio e rivalutazione della collezione di pittura veneziana del Rinascimento del Prado, una delle più belle al mondo, e sottolinea l’importanza di Veronese nella collezione del museo, data la sua influenza in Spagna, dove le sue opere erano molto apprezzate da monarchi e collezionisti. La mostra si concentra su tre temi principali: il processo creativo di Veronese; la sua gestione della bottega che organizzava con grande capacità; la rappresentazione delle aspirazioni delle élite veneziane, riflessa nel suo stile cosmopolita che attirava le corti europee.
ENRICO MARIA DAL POZZOLO Nato a Padova, è professore di Storia dell’Arte Moderna, lavora dal 1999 all’Università di Verona. É specializzato in pittura veneta del Rinascimento e del Barocco. Ha al suo attivo più di quattrocento pubblicazioni scientifiche, tra volumi monografici (su artisti quali Lorenzo Lotto, Giovanni Bonconsiglio, Giorgione, Simone Peterzano, El Greco, Sebastiano del Piombo), ma anche su temi iconografici, di storia del mercato artistico e della falsificazione), articoli e saggi, curatela di convegni internazionali e di cataloghi di mostre, schede e recensioni. Ha curato mostre scientifiche a Venezia (Palazzo Ducale, Museo Correr), Roma (Palazzo Venezia, Castel Sant’Angelo), Madrid (Prado) e Londra (National Gallery of Art). All’attività di ricerca accademica, accompagna anche un aspetto di divulgazione, con conferenze e lezioni, due film-documentari (su Giorgione e Lorenzo Lotto), partecipazione a inchieste televisive (BBC1) e radiofoniche, e articoli su riviste e quotidiani (collabora alla pagina culturale de “La Repubblica”). È’ membro del Consiglio scientifico della Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore. Recentemente ha pubblicato il catalogo Lorenzo Lotto. Catalogo generale dei dipinti e insieme a Cristina Farnetti il volume Sebastiano del Piombo. Suoni e colori tra Venezia e Roma (1501-1511). Attualmente è consulente della Camera dei Deputati per iniziative legate alla valorizzazione del patrimonio storico-artistico istituzionale.
Per informazioni e prenotazioni: Segreteria Chiese aperte +39 3887924641 – chieseapertetreviso@gmail.com
SCARICA LA SCHEDA IN FORMATO PDF
STEFANIA MASON - Alla ricerca dell’album disperso: Palma il Giovane nella collezione Sagredo. Un libro, una storia (Zel Edizioni)
Jacopo Palma il Giovane, Autoritratto allo specchio, Oxford, Ashmolean Museum
STEFANIA MASON
Alla ricerca dell’album disperso: Palma il Giovane nella collezione Sagredo
Un libro, una storia (Zel Edizioni)
Giovedì 12 giugno 2025 ore 18.30
Sala Convegni Palazzo Giacomelli – Treviso
Un nobile veneziano, la sua ossessione per i disegni, la vendita degli eredi, la dispersione: ricostruiamo insieme il filo rosso che lega un grande disegnatore a Zaccaria Sagredo (1653-1729), che aveva riversato tutte le sue energie nella passione per i disegni creando una straordinaria raccolta nota in tutta Europa. Tra gli album da lui impaginati con cura e amore il “Tomo sesto”, dedicato a Palma il Giovane, dal palazzo veneziano di Santa Sofia emigrò a Londra dove nel 1764 viene venduto e smembrato. È partita così la “caccia al tesoro”, con l’aiuto del metodo particolare di catalogazione di Sagredo, per cercare di ricostruire l’album e insieme di comprendere le scelte del proprietario nell’impaginazione e il suo livello di connoiseurship. Attraverso la varietà per tecnica e cronologia dei fogli, reperiti in musei europei e statunitensi, in collezioni private e sul mercato antiquario, in gran parte inediti, sarà possibile seguire l’intero percorso artistico di Palma disegnatore.
STEFANIA MASON è stata professore ordinario di Storia dell’arte moderna e direttore della Scuola di specializzazione in Storia dell’arte all’Università di Udine.
I suoi studi, rivolti soprattutto all’arte veneta del Rinascimento e alla storia del collezionismo, hanno portato a numerose pubblicazioni, alla cura di mostre in Italia e in Europa e a collaborazioni con importanti istituzioni come il Getty Research Institute di Los Angeles e all’INHA di Parigi.
È presidente del Consiglio Scientifico della Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore.
Per informazioni e prenotazioni: Segreteria Chiese aperte +39 3887924641 – chieseapertetreviso@gmail.com
SCARICA LA SCHEDA IN FORMATO PDF
Stefania Mason, I disegni di Palma il Giovane nella collezione Sagredo
Stefania Mason, I disegni di Palma il Giovane nella collezione Sagredo. «Tomo sesto»
Il delicato compito di portare a termine quello che è considerato il testamento artistico di Tiziano, la drammatica Pietà ora alle Gallerie dell’Accademia, fu affidato a Palma il Giovane, considerato suo erede, e ne è testimonianza l’iscrizione apposta sulla tela sotto il corpo di Cristo: “quod Titianus inchoatum reliquit/Palma reverenter absolvit deoq. Dicavit opus”.
Ma la “reverenza” del giovane artista verso il maestro cadorino era cominciata ancora nella sua adolescenza quando fu visto copiare il Martirio di san Lorenzo ai Gesuiti, un gesto che gli avrebbe cambiato la vita, e si sarebbe conclusa con l’inserimento del busto di Tiziano accanto al proprio e a quello di Palma il Vecchio nel suo cenotafio ai Santi Giovanni e Paolo.
A questo artista e a un’intrigante vicenda collezionistica è dedicato ora il volume di Stefania Mason, presidente del consiglio scientifico della Fondazione Tiziano, pubblicato da Zel Edizioni nel dicembre 2024.
Seguendo le sigle (“G.P.”=Giacomo Palma) e i numeri progressivi iscritti a penna da un grande collezionista, il nobile veneziano Zaccaria Sagredo (1653-1729), sui suoi disegni nell’album a lui dedicato, disperso all’asta londinese nel 1764, l’autrice ha cercato di ricomporre per quanto possibile il«tomo sesto», come segnato nell’inventario della raccolta Sagredo prima della vendita da parte delle eredi, attraverso anni di ricerche nei gabinetti di disegni europei e statunitensi, nel mercato antiquario, nelle collezioni private. La sequenza dei 123 fogli ritrovati ci permette di seguire l’intero percorso artistico di Palma il Giovane e di comprendere come per lui l’esercizio del disegno resti fondamentale in tutte le fasi della lunga carriera e insieme di apprezzare tramite la successione dei numeri sui verso, la scelta del collezionista nella mise en page dei fogli.
Antonio De Rossi e Laura Mascino - Riabitare la montagna contemporanea. Progetti di rigenerazione sulle Alpi e gli Apennini
ANTONIO DE ROSSI E LAURA MASCINO
Riabitare la montagna contemporanea. Progetti di rigenerazione sulle Alpi e gli Appennini
Sabato 19 ottobre 2024 ore 18.00
Magnifica Comunità di Cadore – Pieve di Cadore
E’ possibile pensare a una nuova abitabilità della montagna e a un nuovo protagonismo delle terre alte, oltre le consuete pratiche di consumo turistico e di valorizzazione territoriale? Attraverso il racconto di una serie di progetti di rigenerazione che stanno coordinando in piccole realtà delle Alpi e degli Appennini, Antonio De Rossi e Laura Mascino mostrano come oggi si sia aperta una nuova fase, dove la montagna può essere vista anche come uno spazio di opportunità, e non solo di marginalità.
Antonio De Rossi, architetto, è professore ordinario e direttore della rivista internazionale “ArchAlp” presso il Politecnico di Torino. E’ autore di diversi libri sulle Alpi e le aree interne, e con i suoi progetti di architettura e rigenerazione ha conseguito diversi premi e riconoscimenti.
Laura Mascino, architetta, si occupa di tematiche di welfare e di rigenerazione, e insegna presso lo IUAV di Venezia, dopo anni di attività didattica presso il Politecnico di Milano. Ha vinto premi e concorsi di architettura, realizzando progetti in Italia, Gran Bretagna, Giappone.
SCARICA LA SCHEDA IN FORMATO PDF
Stefania Mason rieletta presidente del Consiglio scientifico

Stefania Mason
Stefania Mason rieletta presidente del Consiglio scientifico
Il 23 settembre è stata riconfermata la fiducia con un voto unanime a Stefania Mason come presidente del Consiglio scientifico per il triennio 2024-2027 con una generale espressione di apprezzamento per il suo precedente operato.
Presente dal 2005 nel Consiglio della Fondazione, Stefania Mason è stata professore ordinario di Storia dell’arte moderna e direttore della Scuola di specializzazione in Storia dell’arte all’Università di Udine.
Studiosa di pittura e grafica veneta, ha al suo attivo numerosissime pubblicazioni, monografie e cataloghi ragionati, ricordiamo in particolare quello monumentale su Palma il Giovane, ma anche i contributi su Carpaccio, Bassano, Tiziano, Paolo Fiammingo, Sebastiano Mazzoni, Veronese, ha collaborato o curato grandi mostre (Colonia/Parigi; Ajaccio 2018; Venezia/Washington 2018) e partecipato a numerosi convegni internazionali (Braunschweig, Parigi, Nantes, Bordeaux, Cambridge, New York).
Ha ideato e diretto il progetto “Il collezionismo artistico a Venezia dalle origini al Settecento”, per la Fondazione Venezia, culminato nei tre volumi (2007, 2008, 2009).
Ha fatto parte dell’Advisory Committee del Getty Research Institute, di Los Angeles, ed è stata Chercheur invité all’Institut National d’Histoire de l’Art di Parigi nel 2011 per il programma RETIF (Répertoire des tableaux italiens des collections publiques françaises).
Fa parte del comitato scientifico di « Arte Veneta », « ArtItalies » ed è socia dell’Ateneo Veneto.
In qualità di presidente, nel triennio 2021-2024 ha curato il volume collettaneo sul restauro della Madonna con il Bambino e i santi Tiziano e Andrea di Tiziano della chiesa arcipretale di Pieve di Cadore. In occasione dell’Estate 2023 ha ideato e coordinato il catalogo e la mostra (in collaborazione con la Magnifica Comunità) Tiziano, Valentin Lefèvre e il paesaggio e nell’Estate 2024 Un magico “ponte” da Tiziano a Rubens. La fortuna di un dipinto perduto ai fini della valorizzazione del patrimonio delle stampe della Fondazione.
Quanto alla rivista “Studi Tizianeschi”, sono usciti regolarmente i numeri XII e XIII ed è in preparazione un ricco n. XIV per l’inizio del 2025.
Su sua iniziativa è stata stilata una Convenzione-quadro con le Gallerie dell’Accademia di collaborazione per la promozione e valorizzazione del patrimonio artistico e culturale.
E’ inoltre alla firma una Convention de Partenariat con l’Institut Catholique de Paris per stages di formazione di studenti dell’ICP e la collaborazione scientifica, di cui hanno usufruito già quattro studenti francesi, lavorando sotto la guida sua e della professoressa Laura de Fuccia per l’ICP.
Nel discorso programmatico indirizzato ai soci e ai membri del Consiglio scientifico, Stefania Mason si dice onorata del rinnovo dell’incarico che svolgerà mantenendo il doppio indirizzo negli studi, internazionale e locale, valorizzando i beni del territorio con la conclusione, tra l’altro, del lavoro sulle Dimore storiche del Cadore.
Tra i suoi auspici è la ripresa della collana in linea con le precedenti pubblicazioni monografiche, possibilmente sull’importante tema di Tiziano e il paesaggio, nonché l’incrementazione del patrimonio delle stampe, che rende la Fondazione unica in Italia per la specificità della raccolta, e la sua fruibilità attraverso un database aggiornato tecnologicamente.
SYLVIA FERINO PAGDEN - I selfie di Sofonisba Anguissola (e di altre donne pittrici)

Sofonisba Anguissola, Autoritratto, 1558, Galleria Colonna, Collezione Principessa Colonna, Roma
SYLVIA FERINO PAGDEN
I selfie di Sofonisba Anguissola (e di altre donne pittrici)
Martedì 3 settembre 2024 ore 18.00
Museo Civico di Palazzo Fulcis – Belluno
Oggi i numerosi autoritratti di Sofonisba Anguissola (1532/35 -1625) sono considerati tra le opere più significative di tutta la sua produzione. Il suo volto diventa così una sineddoche dell’intero suo lavoro, in quanto identificazione della sua vita con la sua produzione artistica.
Come prima donna pittrice in Italia, poteva contare su pochi modelli e, pertanto, i suoi autoritratti giocano un ruolo particolare rispetto alle concezioni e ai pregiudizi dell’epoca sulla creatività femminile, diffusi già a partire dalle biografie di Giorgio Vasari.
Una riflessione sulla cultura odierna dei selfie, in cui si attribuisce anche alle donne una particolare creatività, potrebbe offrire inedite prospettive di lettura.
SYLVIA FERINO Direttrice della Gemäldegalerie del Kunsthistorisches Museum di Vienna fino al 2014, nel 2015/16 è stata Rudolf Wittkower-Professor alla Bibliotheca Hertziana, Roma.
Ha studiato Storia dell’arte all’Università di Vienna e al Bryn Mawr College, Pennsylvania ottenendo il Magister Artium e il Dottorato. Research Fellowships presso la Scuola Normale Superiore di Pisa e al St. Hugh’s College Oxford, al Kunsthistorisches Institut di Firenze e alla Bibliotheca Hertziana (Max Planck- Institut) a Roma, al Getty Center for the Arts and the Humanities. Docente presso le Università di Perugia, Zurigo, Vienna.
Come responsabile della pittura italiana del Rinascimento ha curato numerose mostre e ha diretto progetti scientifici presso il Kunsthistorisches Museum finanziati da vari fondi austriaci della ricerca.
È membro di commissioni internazionali e comitati scientifici. Le sono stati conferiti vari premi e onorificenze internazionali, fra i quali anche quello dell’ordine di Ufficiale della Repubblica Italiana.
Per informazioni e prenotazioni: 0437 913323 – prenotazionimuseo@comune.belluno.it.
SCARICA LA SCHEDA IN FORMATO PDF
FRANCESCO DI MAURO - Paesaggi in bianco e nero. Natura e civiltà nella grafica veneziana del ‘500

Cornelis Cort, Ruggero libera Angelica, 1565, incisione a bulino
FRANCESCO DI MAURO
Paesaggi in bianco e nero. Natura e civiltà nella grafica veneziana del ‘500
Venerdì 23 agosto 2024 ore 18.00
Magnifica Comunità di Cadore – Pieve di Cadore
La componente paesaggistica non sempre viene adeguatamente messa in risalto per quel che concerne l’analisi dell’arte veneziana a cavallo tra Quattro e Cinquecento. La cosa non è da ricondurre solamente ad una presunta mancanza da parte della moderna critica, ma anche ad una serie di ragioni storico-sociali che hanno portato in primis ad un progressivo attestarsi del “paesaggio veneto” come concetto culturale, e in secundis ad un’evoluzione della pratica artistica che a tal proposito ancora non è del tutto indagata.
Parallelamente alla pocanzi citata evoluzione in ambito artistico, si riscontra la presenza di un maggior numero di testimonianze su stampa che riportano temi legati al paesaggio, trovando nell’attività grafica di Tiziano Vecellio l’apice espressivo in tal senso. L’intervento propone di delineare i tratti distintivi del concetto di “paesaggio” nella società veneziana tra ‘400 e ‘500, ponendo le basi per indagare le principali testimonianze grafiche inerenti, con un focus particolare sull’attività del cadorino.
FRANCESCO DI MAURO ha conseguito nel 2021 la laurea triennale in “Economia e gestione dei beni e delle attività culturali” con una tesi sul rapporto tra Tiziano Vecellio e l’incisore olandese Cornelis Cort.
SCARICA LA SCHEDA IN FORMATO PDF
BERNARD AIKEMA - Il caso Giorgione

Giorgione, Tre filosofi, particolare, 1506-1508 ca, Kunsthistorisches Museum, Vienna
BERNARD AIKEMA
Il caso Giorgione
Mercoledì 21 agosto 2024 ore 18.00
Magnifica Comunità di Cadore – Pieve di Cadore
Bernard Aikema presenterà il volume recentemente pubblicato dal titolo Il caso Giorgione, edito da Libri Scheiwiller.
Giorgione, artista emblematico quanto enigmatico della cui vita si sa poco o nulla, è in realtà un’invenzione seicentesca, il risultato di un vero e proprio complotto per creare e lanciare il “marchio Giorgione”, messo in atto negli anni in cui il traffico di opere d’arte a Venezia aveva raggiunto la sua massima espansione.
Ripercorrendo le fonti in un’analisi precisa e cogente, Bernard Aikema sfata il mito del pittore di Castelfranco, dimostrando con logica inoppugnabile come la sua figura sia il risultato di una mirata e concertata “operazione di marketing”, per poi ricostruire accuratamente l’attività dei pittori del “gruppo Giorgione”, espressione di un nuovo e dinamico rapporto interattivo fra opera d’arte e pubblico.
Un volume ampiamente documentato e fortemente innovativo che si legge come un romanzo, o meglio come un autentico giallo, firmato da uno dei massimi storici dell’arte viventi.
BERNARD AIKEMA. Laureato ad Amsterdam, professore all’Università di Nimega (Olanda) e Lovanio (Belgio), è stato guest professor a Princeton e ad Harvard, ha tenuto conferenze sull’arte veneta in molti paesi europei e nel nord America, è autore di oltre 100 pubblicazioni in inglese e italiano sulla pittura e il disegno veneziani. I metodi di ricerca spaziano dalla filologia all’iconologia, alla storia sociale dell’arte. È stato ideatore e co-curatore di mostre che si sono tenute alla Fondazione Cini, ad Amsterdam e a New York. Nel ’99 a Venezia a Palazzo Grassi cura “Il Rinascimento a Venezia e la pittura del Nord”; ha avviato l’attività della Fondazione Tiziano e Cadore impostando i metodi di ricerca del Centro Studi, del quale è stato presidente del Consiglio scientifico dal 2003 al 2020; a Roma nel 2010, alla Galleria Borghese la mostra “Lucas Cranach. L’altro Rinascimento”; a Verona al Palazzo della Gran Guardia “Paolo Veronese, l’illusione della realtà” (2014). Nel 2017 ha curato la mostra per Palazzo Ducale “Jheronimus Bosch e Venezia” ed è stato supervisore dell’esposizione “Tiziano, Tintoretto, Veronese”, allestita al Museo Puskin di Mosca. Nel 2018 ha curato a Palazzo Reale di Milano “Albrecht Dürer e il Rinascimento tra Germania e Italia” e nel 2022, sempre a Palazzo Reale di Milano, “Bosch e un altro Rinascimento” e nel 2024 presso il Castello del Buonconsiglio di Trento, Dürer e gli altri. I Rinascimenti alla riva dell’Adige.
SCARICA LA SCHEDA IN FORMATO PDF


















