ENRICO MARIA DAL POZZOLO - Lorenzo Lotto: una scoperta e una ri-scoperta

ENRICO MARIA DAL POZZOLO

Lorenzo Lotto: una scoperta e una

ri-scoperta


Mercoledì 24 luglio ore 18.00
Foyer del Museo Paleontologico Zardini- Cortina d’Ampezzo  

Una in una magnifica residenza inglese, Charlecote Park, si conservano due tavole che fino a oggi sono state considerate di Tiziano, o della sua cerchia, ma che in effetti sono stati riconosciuti dal relatore come due originali di Lorenzo Lotto, realizzati verso il 1532, forse a Venezia, ma probabilmente destinati alle Marche: si tratta di lavori di straordinaria finezza che illustrano due episodi delle Storie di Sancone così come sono raccontate nell’Antico Testamento. Un’attribuzione, per certi aspetti, “facile” e per questo resa nota sulle pagine della più famosa rivista d’arte del mondo, il “Burlington Magazine”. Molto più “difficile”, invece, l’attribuzione di una tela raffigurante “San Girolamo nello studio”, più volte pubblicata come di Lorenzo Lotto, acquisita dal Museo Civico di Bassano del Grappa e però presto nascosta nei depositi del museo stesso, dove era stata relegata a seguito di una polemica suscitata da Vittorio Sgarbi, che aveva dichiarato falsa l’opera. Chi avrà ragione? E su che base si possono formulare giudizi su questo tipo di problemi?

Enrico Maria Dal Pozzolo, padovano, insegna Storia dell’arte moderna all’Università di Verona. Si occupa in prevalenza di pittura veneta dal XV al XVIII secolo. Ha scritto molti libri e saggi, apparsi su riviste nazionali e internazionali. Ha curato varie iniziative espositive, tra cui quella su Giorgione a Castelfranco Veneto (2009-10), una su Venezia e l’Egitto a Palazzo Ducale a Venezia (2012), una su Andrea Schiavone al Museo Correr a Venezia (2015), una sulla ritrattistica d’amore a Palazzo Venezia e a Castel Sant’Angelo a Roma (2018) e recentemente due su Lorenzo Lotto: a Macerata, sulla produzione marchigiana (per conto della Regione Marche), e al Prado di Madrid e alla National Gallery di Londra sui suoi Ritratti.


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GIULIANO PISANI - La Fornarina di Raffaello e le Veneri di Tiziano

GIULIANO PISANI

La Fornarina di Raffaello e le Veneri di Tiziano


Martedì 16 luglio ore 18.00
Foyer Museo Paleontologico Rinaldo Zardini – Cortina d’Ampezzo     

Giuliano Pisani fornisce un’interpretazione fortemente innovativa di uno dei più noti capolavori della storia dell’arte italiana, La Fornarina di Raffaello. Lo studioso ne indaga e ne ricostruisce la storia, arrivando a sorprendenti conclusioni, che demoliscono una serie di consolidati luoghi comuni. Una pars destruens cui segue l’interrogativo su che cosa rappresenti (e non su chi sia) la figura femminile protagonista della tavola del grande urbinate. Si intraprende così un viaggio straordinario nella cultura dell’epoca, filosofica e artistica, con accostamenti e raffronti con altri capolavori, dalla Nascita di Venere del Botticelli all’Amor sacro e amor profano di Tiziano.

Giuliano Pisani, filologo classico e storico dell’arte. Ha tenuto seminari e conferenze in numerose città italiane ed europee e in varie università italiane e straniere, ideatore del Premio letterario Campiello Giovani,  è tuttora Presidente del Comitato tecnico.
Da anni lavora alla realizzazione in Padova del Giardino dei Giusti del Mondo.
Con il libro “I volti segreti di Giotto. Le rivelazioni della Cappella degli Scrovegni”, che fornisce un’interpretazione fortemente innovativa del capolavoro giottesco, ha vinto il Premio del Libraio 2009 per la sezione Saggistica.
Recentemente ha curato per Bompiani un monumentale volume che accoglie Tutti i Moralia, di Plutarco (2017, pp. 1-3200) e le mostre veneziane Magister Giotto (2017) e Magister Canova (2018). Per il suo impegno culturale è stato nominato Cavaliere dell’ordine al Merito della Repubblica Italiana

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Leonardo Cinquecento – Film documentario

Leonardo Cinquecento – Film documentario 

Domenica 14 luglio ore 17.30
Casa Tiziano l’Oratore – Pieve di Cadore    

Pittura, scultura, disegno, letteratura, ingegneria, balistica, scienza, fisica, paesaggistica, geografia, anatomia, medicina, urbanistica. Questi sono alcuni dei temi trattati da Leonardo. Tematiche e spunti non facili da condensare. Il film di Francesco Invernizzi racconta la figura di Leonardo Da Vinci sviluppando l’interesse del genio declinato attraverso le più diverse discipline. Un uomo che ha avuto un “rapporto lungo e travagliato con il mondo” fin da ragazzo, già molto curioso. Leonardo era un attento osservatore di tutto quello che gli stava intorno. Ma essere spettatore non gli bastava. Così è diventato personaggio attivo nella cultura e nella ricerca del mondo.
Da sempre Leonardo utilizza mani e cervello: quegli elementi – la testa, la mano – che vediamo disegnati nei suoi Codici, i quaderni che raccolgono gli “appunti” minuziosi e preziosissimi che l’artista schizzava per studiare. Questo racconto su Leonardo procede sui due livelli di pensiero del personaggio toscano: quello poetico, filosofico e di studio, giungendo a quello del fare, delle realizzazioni delle opere d’arte e delle invenzioni.
Chiave del film è infatti il costante rimando ai giorni nostri, legando le intuizioni, gli studi e le creazioni di Leonardo – anche quelle non riuscite come le costruzioni delle ali di aliante per far volare l’uomo – alle realizzazioni pratiche. Leonardo ha indagato ogni campo: da quello artistico della formazione fiorentina, a quello del mastro della corte di Ludovico il Moro a Milano, dove ha realizzato studi di balistica per difendere le mura del Castello Sforzesco, con l’invenzione di elementi architettonici – dai fossati alle saldature ai passaggi sotterranei – fino alle opere ornamentali straordinarie come la Sala delle Asse, il grande affresco dedicato alla natura, amata da Leonardo. Ha studiato l’acqua nelle sue diverse applicazioni: come strumento di difesa e offesa, come vie di navigazione e finalizzate alla coltivazione. Natura e uomo erano i suoi interessi principali, tanto da studiare una città ideale, sviluppata in verticale, per migliorare le condizioni di vita urbana e di fruizione del contesto, come spiega anche Stefano Boeri mettendo a confronto il suo Bosco Verticale.
Studiosi, direttori di musei e tecnici di settore raccontano gli sviluppi delle opere di Leonardo alternando la produzione artistica, in particolare soffermandosi su capolavori come La Vergine delle Rocce – nelle due versioni esistenti -, l’Annunciazione, la Dama con l’Ermellino, la Belle Ferroniére, il Cenacolo in Santa Maria delle Grazie la Battaglia di Anghiari, il Cavallo monumentale distrutto nel 1499 con l’invasione dei francesi a Milano e, naturalmente, la Gioconda.
Uno scienziato che ha rivoluzionato la conoscenza: nella pittura e nei disegni applica gli studi di fisiognomica, e di gestualità fermando le reazioni di uomini e animali. E dove il disegno è la tecnica base di tutti i suoi progetti. Un altro elemento nella narrazione del film è il continuo rimando alla natura: gli stacchi sui paesaggi toscani, sulle vedute aeree della valle dell’Arno, porta lo spettatore a fare una pausa e pensare “Cosa direbbe oggi Leonardo nel vedere che tante delle sue intuizioni – sviluppate con ossessività e meticolosità come racconta Massimo Cacciari nel suo intervento – sono, di fatto, state realizzate?”


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UGO MORELLI - Creatività e esperienza estetica nel paesaggio e nell'arte

UGO MORELLI
Creatività e esperienza estetica nel paesaggio e nell’arte


Venerdì 12 luglio ore 18.00
Sala Magnifica Comunità di Cadore – Pieve di Cadore    

Creatività e esperienza estetica nel paesaggio e nell’arte
Siamo una specie naturalmente creativa, in grado di comporre e ricomporre in modi almeno in parte originali i repertori disponibili del mondo, in ogni campo. Non sempre però facciamo un uso adeguato della nostra capacità creativa. Quando accade, come nell’arte, nella scienza, nell’amore, nel sacro, nella politica, nel gioco, possiamo generare l’inedito, di cui oggi abbiamo particolare necessità e urgenza, soprattutto riguardo alla vivibilità nei luoghi, nei nostri paesaggi e sul pianeta che ci ospita. Allora la bellezza può divenire un parametro per esercitare la nostra responsabilità, se la intendiamo come l’esperienza di risonanza con gli altri e il mondo, particolarmente riuscita, in modo da estendere e arricchire il nostro mondo interno e le nostre possibilità individuali e collettive.

Ugo Morelli è professore di Psicologia del lavoro e dell’organizzazione e di Psicologia della creatività e dell’innovazione.
Le sue aree attuali di studio e ricerca riguardano le scienze psicologiche e della cognizione applicate al lavoro, all’organizzazione e alle forme di vita organizzativa, all’apprendimento, ai conflitti, alla formazione e all’esperienza estetica; sono i riferimenti fondativi delle sue attività di studio, ricerca e insegnamento, con riguardo particolare all’apprendimento umano, l’interazione mente-cultura e il miglioramento dei modelli e dei metodi dell’educazione e della formazione. Studia inoltre l’evoluzione psicologica e culturale delle forme di vita organizzativa.


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ANTONIO DE ROSSI - La montagna di Tiziano, un progetto per Monte Ricco di Pieve di Cadore

ANTONIO DE ROSSI

Riabitare l’Italia, pratiche di rigenerazione culturale

e di valorizzazione paesaggistica: La montagna di Tiziano,

un progetto per Monte Ricco di Pieve di Cadore

Giovedì 11 luglio ore 18.00
Sala Magnifica Comunità di Cadore – Pieve di Cadore    

Il saggio Riabitare l’Italia, le aree interne tra abbandoni e riconquiste (ed. Progetti Donzelli), curato da Antonio De Rossi, mette in luce un’Italia che soffre di più, quella delle aree interne che si confrontano con l’abbandono, ma che al contempo si riorganizzano grazie ai giovani e agli immigrati che si inventano innovative forme di imprenditorialità, mostrando una nuova consapevolezza ecologica. Nel libro si confrontano le riflessioni di storici, architetti, urbanisti, sociologi, antropologi, demografi, economisti ed ecologisti: ne esce la fotografia di un Paese diverso, dove i territori di margine si confrontano con la ingombrante dimensione metropolitana e propongono modelli di rigenerazione. Un invito a guardare l’Italia al contrario e a soffermarsi sulle periferie, che divengono forse decisive per vincere le sfide dei prossimi anni. In tale contesto trova posto il progetto curato sempre da De Rossi, finanziato dal Progetto S.T.R.E.A.M. – Sostenere il Turismo sostenibile, la Rigenerazione urbana e la promozione delle Arti in aree Montane, nell’ambito del secondo avviso del Programma di Cooperazione Transfrontaliera Interreg V-A Italia-Austria 2014-2020,avviato dalla Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore e denominato La montagna di Tiziano, che sarà presentato dallo stesso urbanista. Lo studio ha l’obiettivo di trasformare l’intera area di Monte Ricco nel rapporto con la struttura insediativa di Pieve di Cadore, interpretando il paesaggio con particolare riferimento alle Dolomiti, valorizzando al contempo l’opera e il rapporto con il luogo di Tiziano Vecellio. Il fine è quello di produrre nuovi significati del paesaggio e della montagna attraverso pratiche culturali, artistiche e paesaggistiche. Antonio De Rossi è professore ordinario di progettazione architettonica e urbana e dirige l’Istituto di Architettura montana, nonché la rivista Archalp. Il tutto al Politecnico di Torino.

Antonio Attilio De Rossi, nato a Torino, architetto, è professore ordinario in “Composizione architettonica e urbana” e Direttore del Centro di ricerca “Istituto di Architettura Montana presso il Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino, dove si occupa di trasformazioni della città e del territorio contemporaneo, con particolare riferimento ai temi del progetto urbano e infrastrutturale, della progettazione morfologica del paesaggio alla grande scala, della riqualificazione degli spazi dell’urbanizzazione recente e della dispersione insediativa, dell’architettura e dell’ambiente alpino. Sui temi dell’architettura e del paesaggio di montagna è considerato uno dei massimi esperti nazionali ed europei. E’ autore di più di 200 titoli scientifici – tra cui una quindicina di monografie –, e suoi progetti sono stati pubblicati su diverse pubblicazioni nazionali e straniere, come ad esempio “Lotus International” e la cinese “World Architecture”. Oltre che in Italia, dove ha tenuto circa 150 relazioni a convegni e seminari, è stato invitato a tenere conferenze in Francia e in Svizzera. Nel 2015, con il libro “La costruzione delle Alpi”, ha vinto il “Premio Mario Rigoni Stern per la letteratura multilingue delle Alpi” e il “Premio Acqui Storia – sezione storico scientifica”.


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MARIA TERESA SIVIERI - Re, regine, avventurieri, letterati ed artisti. Vite da raccontare

MARIA TERESA SIVIERI
Re, regine, avventurieri, letterati ed artisti. Vite da raccontare

Martedì 9 luglio ore 18.00
Sala Magnifica Comunità di Cadore – Pieve di Cadore    

Re, regine, avventurieri, letterati ed artisti esamina sei personaggi appartenenti a epoche diverse che condividono la fermezza di fare di un’idea lo scopo della loro vita. A fianco di Vasco Nuῆez de Balboa – che per primo dopo incredibili avventure assaggiò l’acqua salata dell’Oceano Pacifico – troviamo Ferdinando Magellano che con sovrumana audacia navigò in acque sconosciute, non fermandosi di fronte a niente perché doveva essere fedele a ciò che aveva promesso. Alvise Cornaro, letterato, agronomo, studioso di architettura, di ingegneria idraulica e di letteratura, ci offre a Padova una corte dove ospitava i più illustri ingegni del secolo XVI: Falconetto, Palladio, Sustris, Bembo, Ruzante e molti altri. Nel suo libro La vita sobria dà lezioni come vivere bene e a lungo. L’assassinio a Trieste di J.J. Winckelmann, il grande studioso delle antichità classiche, suscitò grande emozione ed incredulità nel mondo culturale del secolo XVIII, tanto da indurre la Sivieri a studiare gli atti del processo contro il suo uccisore, a ripercorrere le tappe della sua vita, nonché i rapporti con gli archeologi dell’epoca e i suoi studi nel campo della teoria dell’arte che pongono la basi del Neoclassicismo. La figura di Giuseppe Bonaparte viene proposta nel rapporto con il più famoso fratello, che dopo essere stato re di Napoli e di Spagna, finisce i suoi anni tranquillamente in Pennsylvania, come era nella sua indole. Infine conclude il volume Zita di Borbone Parma, l’ultima imperatrice austriaca, che con determinazione mira a costruire un solido futuro dei suoi otto figli con l’idea che il nome dell’impero asburgico andasse salvato.

Maria Teresa Sivieri, veronese di nascita ma padovana di adozione, dopo la laurea si è dedicata all’insegnamento, maturando un interesse per la ricerca storica, completata dai viaggi le hanno permesso di approfondire la conoscenza dei luoghi e delle culture. Ha pubblicato numerosi volumi per la casa editrice Cleup, tra i quali L’Adige racconta. Viaggio lungo il fiume tra natura, storia e arteViaggio in Myanmar. La Birmania dal feudalesimo alla dittatura attraverso il colonialismo; Bertha von SuttnerWangari Maathai: grazie a Donne Nobel per la Pace è stata invitata dal Comitato Nobel di Oslo ad assistere alla cerimonia del conferimento del Premio per la Pace.
Con Quattordici vite nel 2012 (ed. Luoghinteriori) si era classificata al primo posto per la sezione saggistica al Premio letterario “Città di Castello”, dove nel 2016 si è classificata al secondo posto della sezione saggistica con Alfonso Ceccarelli, la tragica fine del falsario umbro dispensatore di gloria e nobiltà.


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XAVIER SALOMON - Tiziano, Pietro Aretino e Francesco Marcolini: da Venezia a New York

Xavier Salomon
Tiziano, Pietro Aretino e Francesco Marcolini: da Venezia a New York

Giovedì 4 luglio 2019 ore 18.00
Sala Magnifica Comunità di Cadore – Pieve di Cadore    

Tra le opere più importanti del Rinascimento italiano del Museo newyorkese vi è il ritratto di Pietro Aretino, eseguito da Tiziano per l’editore Francesco Marcolini. L’effige del noto scrittore, satirista, libertino e “flagello dei principi”, è uno tra i quattro ritratti di Aretino eseguiti dal Cadorino. Xavier Salomon presenta la storia del ritratto, recentemente restaurato, e il suo rapporto con gli altri ritratti sempre eseguiti dal pittore.

L’incontro è reso possibile grazie alla collaborazione di Save Venice.

Xavier F. Salomon, esperto di arte europea Cinque e Seicentesca, ha studiato e si è specializzato Courtauld Institute di Londra. Ha lavorato al British Museum e alla National Gallery e nella stessa metropoli ha curato numerose e importanti mostre fino al trasferimento nel 2011 al Metropolitan di New York dove ha continuato a curare mostre, basti citare quella del Ritratto di Francesco I d’Este di Velasquez. Esperto di Paolo Veronese, gli si deve l’esposizione monografica del 2014 Veronese: Magnificence in Renaissance Venice della National Gallery di Londra. Dallo stesso anno è Peter Jay Sharp Chief Curator alla The Frick Collection di New York, dove si dedica a mostre sugli artisti italiani come Canova, Valadier, Tiepolo.
Attualmente collabora con il Burlington Magazine ed è consigliere di Save Venice. La sua principale area di specializzazione è relativa a Paolo Veronese e alla pittura veneziana del Cinquecento. Attualmente è impegnato a redigere il catalogo ragionato dei disegni di Veronese, nonché a quello dei dipinti spagnoli della Frick Collection.


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Il virtual tour www.uace.eu/tiziano-vecellio/

Il virtual tour www.uace.eu/tiziano-vecellio/


Tiziano Vecellio, il Forte di Monte Ricco di Pieve di Cadore, il Cadore uniti da un tour virtuale grazie al portale che permette di avvicinare il visitatore a Tiziano attraverso brevi video nei quali gli studiosi del Centro Studi raccontano esperienze, meriti e curiosità. Viene raccontato il modo in cui costruì e diffuse la sua fama attraverso l’uso delle stampe che riproducevano le sue opere. Il viaggio avviene tra quelle che appartengono alla Fondazione; tali stampe sono la dimostrazione di come il Maestro usasse la tecnica seriale per diffondere le proprie invenzioni pittoriche, che peraltro continuarono a essere riprodotte anche nei secoli successivi fino all’Ottocento. https://www.uace.eu/tiziano-vecellio/stampe/

Inoltre si offre l’opportunità di visitare con il virtual tour le chiese cadorine che ospitano le opere dei vecelliani, che diffusero localmente lo stile tizianesco (da Pieve di Cadore a Cortina d’Ampezzo, a Zoppé o a Padola di Comelico Superiore, passando per il centro Cadore). https://www.uace.eu/tiziano-vecellio/itinerario/

Naturalmente al Forte di Monte Ricco è stato dedicato un approfondimento per conoscere la storia del luogo, dall’età medievale alla sua attuale destinazione. E’ possibile anche ripercorrere la mostra d’arte contemporanea tenutasi al Forte nell’estate 2018, Brain Tooling, a cura di Dolomiti Contemporanee. https://www.uace.eu/tiziano-vecellio/contemporaneo/

Il virtual tour aereo sul centro storico di Pieve permette di vedere la sua piazza e il suo colle, Monte Ricco. https://www.uace.eu/tiziano-vecellio/videoguide/

L’intero apparato, che oltre all’aspetto culturale e comunicativo raccoglie anche un grande lavoro documentale di conservazione preventiva grazie ai sofisticati rilievi dei siti narrati, è stato realizzato interamente online, per facilitarne l’aggiornamento ma anche favorirne la diffusione, con l’obiettivo di stimolare la curiosità dei visitatori globali. I testi sono in italiano e in inglese.

il visitatore del Forte di Monte Ricco troverà un tablet per iniziare il suo tour tra il virtuale e il reale, ed è compreso nel biglietto d’ingresso.

 



Esposizione di stampe – Casa di Tiziano l’Oratore, Pieve di Cadore

Esposizione di stampe a Pieve di Cadore

Cornelis Cort da Tiziano Vecellio e bottega, Diana e Callisto, bulino su carta beige

Nel nome di Tiziano. Le più belle stampe dal maestro cadorino della Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore
Casa di Tiziano l’Oratore
Pieve di Cadore 17-25 maggio 2019


In occasione della Settimana della Cultura cadorina la Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore propone al pubblico una preziosa selezione di incisioni dal Vecellio dal titolo “Nel nome di Tiziano. Le più belle dal maestro cadorino della Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore di Pieve di Cadore”. L’esposizione, che si terrà presso la Casa di Tiziano l’Oratore, sede della Fondazione, è curata da Francesca Cocchiara, responsabile di tale raccolta, che per l’occasione ha selezionato una ventina tra le più significative riproduzioni tizianesche, scelte tra le oltre 190 stampe che costituiscono il nucleo della Fondazione uno dei più ricchi e importanti d’Italia, con pezzi di grande pregio artistico e di indiscusso valore storico, collezionistico e documentario, che spaziano dalla metà del XVI secolo – ancora in vita il maestro – fino agli inizi del XX. Tra gli incisori che spiccano in questa esposizione, proposti in ordine cronologico, non può mancare – innanzitutto – il fiammingo Cornelis Cort, che con Tiziano, negli anni di permanenza a Venezia, strinse un fortunato sodalizio, incidendone alcune delle più celebri invenzioni sotto il suo stretto controllo, come il magnifico bulino di Diana e Callisto, in esposizione, derivato da un prototipo pittorico oggi conservato a Vienna. Sono poi presenti il dalmata Martino Rota, con una delle prime trasposizioni grafiche del Martirio di San Pietro Martire, il veneziano Anton Maria Zanetti, che riproduce una delle figure dai perduti affreschi del Fondaco dei Tedeschi, nonché il veronese Domenico Cunego, responsabile dell’imponente Madonna in gloria con il Bambino e sei Santi, e il veneto Marco Comirato, con la bella acquaforte della Presentazione di Maria al Tempio, per finire con una graffiante puntasecca degli inizi del Novecento, raffigurante Cleopatra morente, di mano del tedesco William Unger, interessante perché desunta da un modello per secoli ritenuto di Tiziano, oggi invece ascritto al suo seguace olandese Lambert Sustris. Mercoledì 22 alle ore 18.00 si terrà la visita guidata dalla curatrice stessa. L’esposizione, che sarà aperta da venerdì 17 maggio, si concluderà domenica 26 (orario: tutti i giorni dalle 15.00 alle 18.30 con ingresso gratuito).


Casa di Tiziano l’Oratore:
per informazioni segreteria tel. 0435 501674;
e-mail
centrostudi@tizianovecellio.it


Workshop a Monte Ricco: progetti e pratiche contemporanee di rigenerazione del Patrimonio.

Workshop a Monte Ricco: progetti e pratiche contemporanee di rigenerazione del Patrimonio.

Un workshop di progettazione culturale integrata dedicato al Colle di Monte Ricco aperto a giovani architetti e artisti
Venerdì 12 / sabato 13 ottobre 2018 Forte di Monte Ricco – Pieve di Cadore  

La Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore, in collaborazione con Dolomiti Contemporanee organizza un workshop di progettazione nell’ambito del progetto europeo Interreg Italia-Austria V A 2014-2020 STREAM – Sostenere il Turismo sostenibile, la Rigenerazione urbana e la promozione delle Arti in aree Montane. Il workshop, della durata di due giorni, ha l’obiettivo di riflettere sullo sviluppo e l’implementazione dell’area di Monte Ricco in un’ottica di rigenerazione e valorizzazione, arte e cultura, architettura e paesaggio, favorendo al contempo nuove e inedite interazioni con il sottostante spazio urbano di Pieve di Cadore. Il workshop vedrà la partecipazione di artisti, architetti e docenti universitari e ha come obiettivo la prefigurazione di idee e di indirizzi progettuali per Monte Ricco. Al workshop possono partecipare gratuitamente un numero massimo di 15 giovani artisti e architetti, tramite l’invio del proprio curriculum vitae e portfolio.


Programma del workshop:

Sera di giovedì 11 – mattina venerdì 12 ottobre:

Arrivo dei giovani artisti e architetti selezionati a Pieve di Cadore, con ospitalità nelle residenze comunali per artisti presenti a Pieve oppure presso l’ex Villaggio Eni di Borca di Cadore dove è attivo Dolomiti Contemporanee

Venerdì 12 settembre, ore 9.30/12.30:

Avvio del workshop presso il Forte di Monte Ricco a Pieve di Cadore

9.30 Saluti delle Autorità

10.00 Presentazione del workshop. Intervengono:

Maria Giovanna Coletti, presidente Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore

Gianluca D’Incà Levis, curatore di Dolomiti Contemporanee,

Antonio De Rossi, direttore dell’Istituto di Architettura montana del Politecnico di Torino

11.00 Eugenio Padovan, archeologo

11.30 Moreno Baccichet, architetto urbanista esperto di approcci partecipati

14.30/18.30 Promenade alpinistico-progettuale a Monte Ricco e Pieve di Cadore (Batteria Castello, Parco del Roccolo, Falesie del Colle), Casa Natale di Tiziano e Museo dell’Occhiale

Sabato 13 settembre, ore 9.00/13.00 e 14.00/18.00:

Due sessioni di lavoro con i giovani architetti e artisti: confronto/elaborazione sui temi progettuali, restituzione testuale e grafica, realizzazione di un documento progettuale di sintesi.

Fine dei lavori con un brindisi collettivo

Il documento progettuale finale verrà presentato e discusso il 30 ottobre al Forte di Monte Ricco, dalle 16.30 alle 19.00, durante il finissage della mostra Brain-tooling; un momento di confronto pubblico, con la partecipazione degli abitanti e delle associazioni di Pieve di Cadore.


Comitato scientifico:

Maria Giovanna Coletti (Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore)

Antonio De Rossi (Politecnico di Torino)

Gianluca d’Incà Levis (Dolomiti Contemporanee)

Coordinamento:

Antonio De Rossi (Politecnico di Torino)

Conducono il workshop:

Antonio De Rossi (Politecnico di Torino)
Architetto, è professore ordinario di Composizione architettonica e urbana, e direttore del centro di ricerca Istituto di Architettura Montana, presso il Politecnico di Torino. E’ stato vicedirettore dell’Urban Center Metropolitano di Torino. Con La Costruzione delle Alpi (Donzelli, 2014), ha vinto l’edizione 2015 del Premio Mario Rigoni Stern per la letteratura multilingue delle Alpi.

Gianluca d’Incà Levis (Dolomiti Contemporanee)
Ideatore e curatore di Dolomiti Contemporanee, e direttore del Nuovo Spazio di Casso.
A partire dal 2010, ha avviato una serie di progetti curatoriali e di riflessioni che mettono in relazione, l’arte contemporanea, il recupero di spazi industriali o civili dismessi, e la montagna. Centrale l’idea di produrre immagini rinnovative, operando su ambiente naturale e paesaggio in modo critico e proiettivo, e rifiutandone le letture stereotipe. La pratica di Dolomiti Contemporanee, sperimentale e innovativa, alimenta una riflessione che tocca ed integra tra loro gli ambiti d’arte contemporanea, archeologia industriale e ambiente naturale, cultura d’innovazione, Paesaggio e Patrimonio, imprese creative, rebranding, rigenerazione e riuso, alpinismo culturale. Nel 2013 ha ideato e avviato il Concorso Artistico Internazionale Two Calls for Vajont. Nel 2014 ha ideato e avviato Progettoborca.

Moreno Baccichet (architetto)
Architetto, dottore di ricerca in Storia dell’architettura e dell’urbanistica, insegna Urbanistica e Pianificazione territoriale presso le Università di Ferrara, Udine e Venezia. Le sue ricerche sono tese a definire l’evoluzione degli insediamenti storici in Veneto e Friuli, e a proporre nuove pratiche per la pianificazione contemporane

Marta Allegri (artista)
Artista e docente di Teorie Plastiche Contemporanee presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia. Da sempre il suo lavoro artistico riflette sulle necessità e potenzialità dell’architettura e di spazi e siti abbandonati, nella logica di una loro valorizzazione culturale.


Come partecipare al workshop

La partecipazione al workshop per gli artisti e architetti è gratuita, e comprende l’ospitalità notturna per le sere di giovedì 11 e venerdì 12 ottobre.

Il curriculum vitae/portfolio va inviato alla Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore inviando una e-mail all’indirizzo

centrostudi@tizianovecellio.it

entro il giorno 21 settembre 2018.

Entro il giorno 30 settembre 2018 la Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore invierà risposta circa l’esito della candidatura rispondendo all’indirizzo e-mail usato per l’invio del curriculum vitae.


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