GIUSEPPE BARBERA E PATRIZIA BOSCHIERO - I giardini del tè di Dazhangshan

GIUSEPPE BARBERA E PATRIZIA BOSCHIERO

I giardini del tè di Dazhangshan
Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino 2019


Venerdì 2 agosto ore 18.00
Sala Magnifica Comunità di Cadore – Pieve di Cadore    

Il Comitato scientifico della Fondazione Benetton Studi Ricerche dedica all’unanimità la trentesima edizione del Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino 2019 a I giardini del tè di Dazhangshan, situati nella contea di Wuyuan, nella parte nord-orientale della provincia del Jiangxi, nella Cina meridionale. Ai piedi della montagna di Dazhangshan, un vasto sistema di rilievi collinari, più o meno ripidi, accoglie in questa regione le coltivazioni del tè: campi ondulati, inconfondibili per il disegno ordinato delle piantagioni che scorrono in forma di siepi parallele, e a tratti interrompono la copertura del manto boschivo o la distesa delle risaie nei fondivalle.
La pianta del tè (Camellia sinensis) – che in quest’area della Cina ha avuto buona parte delle sue origini storiche – dà forma e sostanza a un paesaggio contemporaneo che qui è stato in grado di raccogliere il senso della storia e di proiettare nel futuro il valore di un ambiente rurale nel quale l’uomo stabilisce una relazione di armonia con la natura.
La cura dell’uomo e le modalità attuali di conduzione agricola fanno sì che questo paesaggio si riveli con una particolare qualità estetica e manifesti connessioni profonde con tradizioni culturali antiche e insieme una significativa e puntuale adesione ai criteri agroecologici delle coltivazioni biologiche più attente. La sua costituzione e le modalità di lavoro dell’Associazione dei coltivatori di tè biologico di Dazhangshan hanno consentito, nel 2001, di ottenere il riconoscimento dell’Organizzazione del Commercio Equo Internazionale FLO (Fairtrade Labelling Organizations International), anche grazie alla “Legge sull’autogoverno della popolazione rurale della Repubblica Popolare Cinese”.

Giuseppe Barbera è professore ordinario di Colture Arboree all’Università di Palermo. Si occupa di alberi, sistemi e paesaggi agrari. Tra i suoi libri, “Tuttifrutti. Viaggio tra gli alberi da frutto mediterranei, fra scienza e letteratura” (Oscar Mondadori, Premio Giardini Hanbury, Grinzane Cavour. 2007) e “Abbracciare gli alberi” (Il Saggiatore, 2017). Per il FAI ha curato il recupero della Kolymbetra nella Valle dei Templi e del giardino Donnafugata nell’isola di Pantelleria. È socio onorario AIAPP.

Patrizia Boschiero ha una formazione in campo umanistico e musicale; laureata in Lettere all’Università Ca’ Foscari di Venezia nel 1990, ha frequentato corsi di specializzazione in redazione e coordinamento editoriale della Scuola di Editoria Piamarta a Milano (1991). Dopo alcune esperienze di lavoro di redazione con radiogiornali locali e diverse case editrici e riviste, nonché di insegnamento, dal 1992 inizia a collaborare con la Fondazione Benetton Studi Ricerche, il cui settore edizioni coordina dal 1993. Dal 1994 è curatrice, con Domenico Luciani fino al 2014, con Luigi Latini dal 2015, e con i diversi esperti ogni volta coinvolti, dei dossier monografici dedicati annualmente ai luoghi designati dal Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino; dal 2008 è membro interno del Comitato scientifico della Fondazione, nel cui ambito si occupa in particolare delle edizioni e del coordinamento delle attività del Premio Carlo Scarpa. Ha all’attivo coordinamento e organizzazione di conferenze e seminari anche internazionali legati ai diversi ambiti di ricerca della Fondazione.

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MATTEO MANCINI - Tiziano e Leone Leoni. In Viaggio con il Principe Filippo D’Asburgo

Enrico Maria Dal Pozzolo presenta

MATTEO MANCINI

Tiziano e Leone Leoni.
In Viaggio con il Principe Filippo D’Asburgo


Mercoledì 31 luglio ore 18.00
Magnifica Comunità di Cadore – Pieve di Cadore

In coincidenza con il giorno di Tutti i Santi del 1548 il giovane rampollo di Carlo V salpava dal Golfo di Roses presso Girona con destinazione a Genova, la prima tappa del suo periplo per i domini dei regni di suo padre, come recita l’inizio del frontespizio del Felicíssimo Viaje, la dettagliata cronaca di quel viaggio scritta da Juan Cristobal Calvete de Estrella, e soprattutto, pubblicata già nel 1552 a ridosso del rientro in Spagna del principe.

Una cronaca che ci ha raccontato – per filo e per segno – i trasferimenti, le feste, gli archi di trionfo, la presenza presso la corte del principe di protagonisti e personaggi secondari, ma che ha occultato un episodio centrale per la Storia dell’Arte del Cinquecento: durante circa due mesi della comitiva che accompagnava Filippo fecero parte due degli artisti più importanti dell’epoca, Tiziano Vecellio e Leone Leoni.
Comprendere l’importanza di quella doppia presenza si trasforma – nelle pagine di questo libro – in una avvincente avventura per i suoi protagonisti ma anche, e soprattutto, per provare a sciogliere alcuni dei nodi essenziali, tra silenzi, omissioni e fantasmi, di una delle relazioni di committenza tra le più importanti del Cinquecento che ebbe come protagonisti, per quasi trent’anni, proprio il giovane principe d’Asburgo e il pittore di Pieve di Cadore.

 Matteo Mancini (Roma 1968) dal 1999 è docente di Storia dell’Arte, prima all’Università di Venezia “Ca’ Foscari” e attualmente presso l’Università Complutense di Madri, dove è profesor Títular. E’ stato coordinatore delle attività culturali del Museo Nazionale del Prado e coordinatore della comunicazione e della diffusione delle mostre del Patrimonio Nazionale spagnolo.

Dedica i suoi studi e le sue ricerche alla pittura veneziana tra Cinque e Seicento e i suoi legami/conseguenze nella/sulla pittura spagnola ed europea dello stesso periodo. E’autore di numerosi articoli e libri dedicati a questi argomenti e, più in generale, alla Storia dell’Arte dell’Età Moderna, nonché alla valorizzazione e tutela del patrimonio artistico. Ha collaborato alla realizzazione di numerose mostre, come Carolus a Toledo, Der Späte Tizian a Vienna e a Venezia, La materia de los sueños a Valladolid, Cortes del Barocco a Madrid e Roma.

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ENRICO MARIA DAL POZZOLO - Lorenzo Lotto. Viaggio nella crisi del Rinascimento

ENRICO MARIA DAL POZZOLO

Lorenzo Lotto. Viaggio nella crisi del Rinascimento- Proiezione

 

Sabato 27 luglio ore 21.00
Auditorium Sala Cos.Mo – Pieve di Cadore

 “Lorenzo Lotto – Viaggio nella crisi del Rinascimento

Il film documentario diretto da Luca Criscenti che narra in maniera intrecciata, con riprese originali realizzate in un coinvolgente formato cinematografico digitale in 4K. Lo fa partendo dalla conclusione della vita dell’artista, dal suo rifugio, nel Santuario di Loreto, dove Lotto morì silenziosamente, a 76 anni, nel 1556. Veneziano d’origine – ma attivo a Treviso, a Roma, a Bergamo e soprattutto nelle Marche – Lotto ebbe una produzione intensissima, caratterizzata sempre da una creatività sorprendente e arguta. Nel film si presentano una sessantina di opere, tra tele, ritratti e pale d’altare: circa un terzo dei suoi lavori giunti fino a noi. Lavori che si mostrano nel loro contesto, nei luoghi dove si conservano e per i quali, molto spesso, sono stati realizzati, e che documentano i voli pindarici di un uomo che gustò il successo e la sconfitta, e che assistette inerme alla crisi dei valori del Rinascimento italiano nei quali si era formato.  Il film è stato realizzato nell’ambito del progetto espositivo “Lorenzo Lotto. Il Richiamo delle Marche”, anche in funzione della collaborazione internazionale che l’evento ha sviluppato con il Museo del Prado Madrid e con la National Gallery di Londra, dove il documentario è stato proiettato in gennaio a latere della mostra sui ritratti del maestro: Lorenzo Lotto. The portraits.

Enrico Maria Dal Pozzolo, padovano, insegna Storia dell’arte moderna all’Università di Verona. Si occupa in prevalenza di pittura veneta dal XV al XVIII secolo. Ha scritto molti libri e saggi, apparsi su riviste nazionali e internazionali. Ha curato varie iniziative espositive, tra cui quella su Giorgione a Castelfranco Veneto (2009-10), una su Venezia e l’Egitto a Palazzo Ducale a Venezia (2012), una su Andrea Schiavone al Museo Correr a Venezia (2015), una sulla ritrattistica d’amore a Palazzo Venezia e a Castel Sant’Angelo a Roma (2018) e recentemente due su Lorenzo Lotto: a Macerata, sulla produzione marchigiana (per conto della Regione Marche), e al Prado di Madrid e alla National Gallery di Londra sui suoi Ritratti


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MASSIMILIANO MARAFON PECORARO - Palermo. La dimora del principe virtuoso

MASSIMILIANO MARAFON PECORARO

Palermo. La dimora del principe virtuoso: archivi, cantieri e protagonisti nel secolo dei Lumi


Venerdì 26 luglio ore 18.00
Sala Magnifica Comunità di Cadore – Pieve di Cadore    

Palermo è oggi una capitale del Rococò con numerose dimore nobiliari rimaste pressoché intatte nei secoli e mantenute dai proprietari in perfetto stato di conservazione. Massimiliano Marafon Pecoraro traccia un itinerario affascinante che dal XVIII termina nel XIX secolo, analizzando i rapporti tra esigenti committenti e validi artisti con risultati sorprendenti tali da allinearsi alle dimore delle grandi capitali europee dell’epoca.

Massimiliano Marafon Pecoraro (Palermo 1973), storico dell’arte specializzato in arte siciliana, è docente all’Università di Palermo e ricercatore molto attivo e autore di molti volumi, tra i quali Palazzo Alliata di Pietratagliata, Ernesto Basile, è divenuto l’autorevole esperto delle dimore palermitane, per le quali ha partecipato a convegni e scritto su riviste scientifiche. E’ membro del Centro Studi sul collezionismo in Europa dell’Università di Vienna. Socio fondatore della Settimana delle Culture di Palermo, è curatore degli archivi Alliata Marassi di Pietratagliata, Termine Licata di Baucina e Francavilla.

 


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ENRICO MARIA DAL POZZOLO - Lorenzo Lotto: una scoperta e una ri-scoperta

ENRICO MARIA DAL POZZOLO

Lorenzo Lotto: una scoperta e una

ri-scoperta


Mercoledì 24 luglio ore 18.00
Foyer del Museo Paleontologico Zardini- Cortina d’Ampezzo  

Una in una magnifica residenza inglese, Charlecote Park, si conservano due tavole che fino a oggi sono state considerate di Tiziano, o della sua cerchia, ma che in effetti sono stati riconosciuti dal relatore come due originali di Lorenzo Lotto, realizzati verso il 1532, forse a Venezia, ma probabilmente destinati alle Marche: si tratta di lavori di straordinaria finezza che illustrano due episodi delle Storie di Sancone così come sono raccontate nell’Antico Testamento. Un’attribuzione, per certi aspetti, “facile” e per questo resa nota sulle pagine della più famosa rivista d’arte del mondo, il “Burlington Magazine”. Molto più “difficile”, invece, l’attribuzione di una tela raffigurante “San Girolamo nello studio”, più volte pubblicata come di Lorenzo Lotto, acquisita dal Museo Civico di Bassano del Grappa e però presto nascosta nei depositi del museo stesso, dove era stata relegata a seguito di una polemica suscitata da Vittorio Sgarbi, che aveva dichiarato falsa l’opera. Chi avrà ragione? E su che base si possono formulare giudizi su questo tipo di problemi?

Enrico Maria Dal Pozzolo, padovano, insegna Storia dell’arte moderna all’Università di Verona. Si occupa in prevalenza di pittura veneta dal XV al XVIII secolo. Ha scritto molti libri e saggi, apparsi su riviste nazionali e internazionali. Ha curato varie iniziative espositive, tra cui quella su Giorgione a Castelfranco Veneto (2009-10), una su Venezia e l’Egitto a Palazzo Ducale a Venezia (2012), una su Andrea Schiavone al Museo Correr a Venezia (2015), una sulla ritrattistica d’amore a Palazzo Venezia e a Castel Sant’Angelo a Roma (2018) e recentemente due su Lorenzo Lotto: a Macerata, sulla produzione marchigiana (per conto della Regione Marche), e al Prado di Madrid e alla National Gallery di Londra sui suoi Ritratti.


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GIULIANO PISANI - La Fornarina di Raffaello e le Veneri di Tiziano

GIULIANO PISANI

La Fornarina di Raffaello e le Veneri di Tiziano


Martedì 16 luglio ore 18.00
Foyer Museo Paleontologico Rinaldo Zardini – Cortina d’Ampezzo     

Giuliano Pisani fornisce un’interpretazione fortemente innovativa di uno dei più noti capolavori della storia dell’arte italiana, La Fornarina di Raffaello. Lo studioso ne indaga e ne ricostruisce la storia, arrivando a sorprendenti conclusioni, che demoliscono una serie di consolidati luoghi comuni. Una pars destruens cui segue l’interrogativo su che cosa rappresenti (e non su chi sia) la figura femminile protagonista della tavola del grande urbinate. Si intraprende così un viaggio straordinario nella cultura dell’epoca, filosofica e artistica, con accostamenti e raffronti con altri capolavori, dalla Nascita di Venere del Botticelli all’Amor sacro e amor profano di Tiziano.

Giuliano Pisani, filologo classico e storico dell’arte. Ha tenuto seminari e conferenze in numerose città italiane ed europee e in varie università italiane e straniere, ideatore del Premio letterario Campiello Giovani,  è tuttora Presidente del Comitato tecnico.
Da anni lavora alla realizzazione in Padova del Giardino dei Giusti del Mondo.
Con il libro “I volti segreti di Giotto. Le rivelazioni della Cappella degli Scrovegni”, che fornisce un’interpretazione fortemente innovativa del capolavoro giottesco, ha vinto il Premio del Libraio 2009 per la sezione Saggistica.
Recentemente ha curato per Bompiani un monumentale volume che accoglie Tutti i Moralia, di Plutarco (2017, pp. 1-3200) e le mostre veneziane Magister Giotto (2017) e Magister Canova (2018). Per il suo impegno culturale è stato nominato Cavaliere dell’ordine al Merito della Repubblica Italiana

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Leonardo Cinquecento – Film documentario

Leonardo Cinquecento – Film documentario 

Domenica 14 luglio ore 17.30
Casa Tiziano l’Oratore – Pieve di Cadore    

Pittura, scultura, disegno, letteratura, ingegneria, balistica, scienza, fisica, paesaggistica, geografia, anatomia, medicina, urbanistica. Questi sono alcuni dei temi trattati da Leonardo. Tematiche e spunti non facili da condensare. Il film di Francesco Invernizzi racconta la figura di Leonardo Da Vinci sviluppando l’interesse del genio declinato attraverso le più diverse discipline. Un uomo che ha avuto un “rapporto lungo e travagliato con il mondo” fin da ragazzo, già molto curioso. Leonardo era un attento osservatore di tutto quello che gli stava intorno. Ma essere spettatore non gli bastava. Così è diventato personaggio attivo nella cultura e nella ricerca del mondo.
Da sempre Leonardo utilizza mani e cervello: quegli elementi – la testa, la mano – che vediamo disegnati nei suoi Codici, i quaderni che raccolgono gli “appunti” minuziosi e preziosissimi che l’artista schizzava per studiare. Questo racconto su Leonardo procede sui due livelli di pensiero del personaggio toscano: quello poetico, filosofico e di studio, giungendo a quello del fare, delle realizzazioni delle opere d’arte e delle invenzioni.
Chiave del film è infatti il costante rimando ai giorni nostri, legando le intuizioni, gli studi e le creazioni di Leonardo – anche quelle non riuscite come le costruzioni delle ali di aliante per far volare l’uomo – alle realizzazioni pratiche. Leonardo ha indagato ogni campo: da quello artistico della formazione fiorentina, a quello del mastro della corte di Ludovico il Moro a Milano, dove ha realizzato studi di balistica per difendere le mura del Castello Sforzesco, con l’invenzione di elementi architettonici – dai fossati alle saldature ai passaggi sotterranei – fino alle opere ornamentali straordinarie come la Sala delle Asse, il grande affresco dedicato alla natura, amata da Leonardo. Ha studiato l’acqua nelle sue diverse applicazioni: come strumento di difesa e offesa, come vie di navigazione e finalizzate alla coltivazione. Natura e uomo erano i suoi interessi principali, tanto da studiare una città ideale, sviluppata in verticale, per migliorare le condizioni di vita urbana e di fruizione del contesto, come spiega anche Stefano Boeri mettendo a confronto il suo Bosco Verticale.
Studiosi, direttori di musei e tecnici di settore raccontano gli sviluppi delle opere di Leonardo alternando la produzione artistica, in particolare soffermandosi su capolavori come La Vergine delle Rocce – nelle due versioni esistenti -, l’Annunciazione, la Dama con l’Ermellino, la Belle Ferroniére, il Cenacolo in Santa Maria delle Grazie la Battaglia di Anghiari, il Cavallo monumentale distrutto nel 1499 con l’invasione dei francesi a Milano e, naturalmente, la Gioconda.
Uno scienziato che ha rivoluzionato la conoscenza: nella pittura e nei disegni applica gli studi di fisiognomica, e di gestualità fermando le reazioni di uomini e animali. E dove il disegno è la tecnica base di tutti i suoi progetti. Un altro elemento nella narrazione del film è il continuo rimando alla natura: gli stacchi sui paesaggi toscani, sulle vedute aeree della valle dell’Arno, porta lo spettatore a fare una pausa e pensare “Cosa direbbe oggi Leonardo nel vedere che tante delle sue intuizioni – sviluppate con ossessività e meticolosità come racconta Massimo Cacciari nel suo intervento – sono, di fatto, state realizzate?”


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UGO MORELLI - Creatività e esperienza estetica nel paesaggio e nell'arte

UGO MORELLI
Creatività e esperienza estetica nel paesaggio e nell’arte


Venerdì 12 luglio ore 18.00
Sala Magnifica Comunità di Cadore – Pieve di Cadore    

Creatività e esperienza estetica nel paesaggio e nell’arte
Siamo una specie naturalmente creativa, in grado di comporre e ricomporre in modi almeno in parte originali i repertori disponibili del mondo, in ogni campo. Non sempre però facciamo un uso adeguato della nostra capacità creativa. Quando accade, come nell’arte, nella scienza, nell’amore, nel sacro, nella politica, nel gioco, possiamo generare l’inedito, di cui oggi abbiamo particolare necessità e urgenza, soprattutto riguardo alla vivibilità nei luoghi, nei nostri paesaggi e sul pianeta che ci ospita. Allora la bellezza può divenire un parametro per esercitare la nostra responsabilità, se la intendiamo come l’esperienza di risonanza con gli altri e il mondo, particolarmente riuscita, in modo da estendere e arricchire il nostro mondo interno e le nostre possibilità individuali e collettive.

Ugo Morelli è professore di Psicologia del lavoro e dell’organizzazione e di Psicologia della creatività e dell’innovazione.
Le sue aree attuali di studio e ricerca riguardano le scienze psicologiche e della cognizione applicate al lavoro, all’organizzazione e alle forme di vita organizzativa, all’apprendimento, ai conflitti, alla formazione e all’esperienza estetica; sono i riferimenti fondativi delle sue attività di studio, ricerca e insegnamento, con riguardo particolare all’apprendimento umano, l’interazione mente-cultura e il miglioramento dei modelli e dei metodi dell’educazione e della formazione. Studia inoltre l’evoluzione psicologica e culturale delle forme di vita organizzativa.


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ANTONIO DE ROSSI - La montagna di Tiziano, un progetto per Monte Ricco di Pieve di Cadore

ANTONIO DE ROSSI

Riabitare l’Italia, pratiche di rigenerazione culturale

e di valorizzazione paesaggistica: La montagna di Tiziano,

un progetto per Monte Ricco di Pieve di Cadore

Giovedì 11 luglio ore 18.00
Sala Magnifica Comunità di Cadore – Pieve di Cadore    

Il saggio Riabitare l’Italia, le aree interne tra abbandoni e riconquiste (ed. Progetti Donzelli), curato da Antonio De Rossi, mette in luce un’Italia che soffre di più, quella delle aree interne che si confrontano con l’abbandono, ma che al contempo si riorganizzano grazie ai giovani e agli immigrati che si inventano innovative forme di imprenditorialità, mostrando una nuova consapevolezza ecologica. Nel libro si confrontano le riflessioni di storici, architetti, urbanisti, sociologi, antropologi, demografi, economisti ed ecologisti: ne esce la fotografia di un Paese diverso, dove i territori di margine si confrontano con la ingombrante dimensione metropolitana e propongono modelli di rigenerazione. Un invito a guardare l’Italia al contrario e a soffermarsi sulle periferie, che divengono forse decisive per vincere le sfide dei prossimi anni. In tale contesto trova posto il progetto curato sempre da De Rossi, finanziato dal Progetto S.T.R.E.A.M. – Sostenere il Turismo sostenibile, la Rigenerazione urbana e la promozione delle Arti in aree Montane, nell’ambito del secondo avviso del Programma di Cooperazione Transfrontaliera Interreg V-A Italia-Austria 2014-2020,avviato dalla Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore e denominato La montagna di Tiziano, che sarà presentato dallo stesso urbanista. Lo studio ha l’obiettivo di trasformare l’intera area di Monte Ricco nel rapporto con la struttura insediativa di Pieve di Cadore, interpretando il paesaggio con particolare riferimento alle Dolomiti, valorizzando al contempo l’opera e il rapporto con il luogo di Tiziano Vecellio. Il fine è quello di produrre nuovi significati del paesaggio e della montagna attraverso pratiche culturali, artistiche e paesaggistiche. Antonio De Rossi è professore ordinario di progettazione architettonica e urbana e dirige l’Istituto di Architettura montana, nonché la rivista Archalp. Il tutto al Politecnico di Torino.

Antonio Attilio De Rossi, nato a Torino, architetto, è professore ordinario in “Composizione architettonica e urbana” e Direttore del Centro di ricerca “Istituto di Architettura Montana presso il Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino, dove si occupa di trasformazioni della città e del territorio contemporaneo, con particolare riferimento ai temi del progetto urbano e infrastrutturale, della progettazione morfologica del paesaggio alla grande scala, della riqualificazione degli spazi dell’urbanizzazione recente e della dispersione insediativa, dell’architettura e dell’ambiente alpino. Sui temi dell’architettura e del paesaggio di montagna è considerato uno dei massimi esperti nazionali ed europei. E’ autore di più di 200 titoli scientifici – tra cui una quindicina di monografie –, e suoi progetti sono stati pubblicati su diverse pubblicazioni nazionali e straniere, come ad esempio “Lotus International” e la cinese “World Architecture”. Oltre che in Italia, dove ha tenuto circa 150 relazioni a convegni e seminari, è stato invitato a tenere conferenze in Francia e in Svizzera. Nel 2015, con il libro “La costruzione delle Alpi”, ha vinto il “Premio Mario Rigoni Stern per la letteratura multilingue delle Alpi” e il “Premio Acqui Storia – sezione storico scientifica”.


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MARIA TERESA SIVIERI - Re, regine, avventurieri, letterati ed artisti. Vite da raccontare

MARIA TERESA SIVIERI
Re, regine, avventurieri, letterati ed artisti. Vite da raccontare

Martedì 9 luglio ore 18.00
Sala Magnifica Comunità di Cadore – Pieve di Cadore    

Re, regine, avventurieri, letterati ed artisti esamina sei personaggi appartenenti a epoche diverse che condividono la fermezza di fare di un’idea lo scopo della loro vita. A fianco di Vasco Nuῆez de Balboa – che per primo dopo incredibili avventure assaggiò l’acqua salata dell’Oceano Pacifico – troviamo Ferdinando Magellano che con sovrumana audacia navigò in acque sconosciute, non fermandosi di fronte a niente perché doveva essere fedele a ciò che aveva promesso. Alvise Cornaro, letterato, agronomo, studioso di architettura, di ingegneria idraulica e di letteratura, ci offre a Padova una corte dove ospitava i più illustri ingegni del secolo XVI: Falconetto, Palladio, Sustris, Bembo, Ruzante e molti altri. Nel suo libro La vita sobria dà lezioni come vivere bene e a lungo. L’assassinio a Trieste di J.J. Winckelmann, il grande studioso delle antichità classiche, suscitò grande emozione ed incredulità nel mondo culturale del secolo XVIII, tanto da indurre la Sivieri a studiare gli atti del processo contro il suo uccisore, a ripercorrere le tappe della sua vita, nonché i rapporti con gli archeologi dell’epoca e i suoi studi nel campo della teoria dell’arte che pongono la basi del Neoclassicismo. La figura di Giuseppe Bonaparte viene proposta nel rapporto con il più famoso fratello, che dopo essere stato re di Napoli e di Spagna, finisce i suoi anni tranquillamente in Pennsylvania, come era nella sua indole. Infine conclude il volume Zita di Borbone Parma, l’ultima imperatrice austriaca, che con determinazione mira a costruire un solido futuro dei suoi otto figli con l’idea che il nome dell’impero asburgico andasse salvato.

Maria Teresa Sivieri, veronese di nascita ma padovana di adozione, dopo la laurea si è dedicata all’insegnamento, maturando un interesse per la ricerca storica, completata dai viaggi le hanno permesso di approfondire la conoscenza dei luoghi e delle culture. Ha pubblicato numerosi volumi per la casa editrice Cleup, tra i quali L’Adige racconta. Viaggio lungo il fiume tra natura, storia e arteViaggio in Myanmar. La Birmania dal feudalesimo alla dittatura attraverso il colonialismo; Bertha von SuttnerWangari Maathai: grazie a Donne Nobel per la Pace è stata invitata dal Comitato Nobel di Oslo ad assistere alla cerimonia del conferimento del Premio per la Pace.
Con Quattordici vite nel 2012 (ed. Luoghinteriori) si era classificata al primo posto per la sezione saggistica al Premio letterario “Città di Castello”, dove nel 2016 si è classificata al secondo posto della sezione saggistica con Alfonso Ceccarelli, la tragica fine del falsario umbro dispensatore di gloria e nobiltà.


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