I MUSICI BAROCCHI DI VENEZIA IN CONCERTO


I Musici Barocchi di Venezia

EVENTO DELL’ASSESSORATO ALLA CULTURA DEL COMUNE DI PIEVE DI CADORE

I Musici Barocchi di Venezia in concerto
ENZO CAROLI, flauto traversiere
CECILIA ZANOTTO, violino barocco
CHIARA SARTORATO, viola
ALBERTO CASARIN, viola da gamba

Martedì 18 agosto 2026 ore 21.00
Chiesa di S. Bartolomeo – Nebbiù di Cadore

Questo concerto prevede un programma molto particolare da ascoltarsi poiché si tratta di composizioni che vengono eseguite raramente nei concerti di musica da camera: l’opera integrale dei quartetti per flauto traverso e archi composti da Domenico Cimarosa, nato ad Aversa (NA) nel 1749 e morto a Venezia nel 1801. Considerato uno dei maggiori musicisti italiani del Classicismo ha dato grande impulso allo sviluppo dell’opera buffa, celebre “Il matrimonio segreto” ma ha scritto anche musica sacra, vocale e strumentale.

I musici barocchi di Venezia nascono dall’incontro del flautista Enzo Caroli con musicisti veneziani che hanno studiato tutti al Conservatorio Benedetto Marcello. I componenti, accomunati dall’ interesse e dalla passione per il barocco suonato con strumenti d’epoca, hanno un curriculum di prestigio internazionale con esperienze che spaziano dal concertismo, alla didattica, all’esperienza orchestrale e discografica.

Per info: orchdolom.bl@virgilio.it

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NINA KUDIš - Un omicidio, un esilio, una commissione. Alvise Gozzi e la pala di Tiziano


Tiziano Vecellio, Pala Gozzi, Ancona, Pinacoteca civica Francesco Podesti

NINA KUDIš

Un omicidio, un esilio, una commissione. Alvise Gozzi e la pala di Tiziano

Martedì 18 agosto 2026 ore 18.00
Auditorium Cos.Mo – Pieve di Cadore

Sulla celebre Pala Gozzi, o meglio Gozze, molto è stato scritto anche nel recente catalogo dell’esposizione a Pieve di Cadore. Nel corso dei decenni, numerosi e autorevoli storici dell’arte hanno analizzato lo stile, l’iconografia, il contesto storico, culturale e artistico della realizzazione dell’opera nell’ambito della produzione tizianesca e della pittura veneziana del primo quarto del XVI secolo. Tuttavia, la figura del committente, Alvise Gozze, ossia Lujo Gučetić, nobile e mercante raguseo stabilitosi ad Ancona, nonostante sia raffigurato nella pala con un ritratto di grande intensità espressiva, è rimasta in secondo piano rispetto alle analisi storico-artistiche del capolavoro di Tiziano. La presente conferenza si propone di approfondire le ragioni della sua permanenza ad Ancona, le motivazioni che lo portarono a commissionare a Tiziano la pala d’altare e, più in generale, la sua personalità nel contesto delle relazioni commerciali tra Ragusa e Ancona, della storia e dell’importanza della sua famiglia nella Repubblica di Ragusa. Verranno inoltre esaminati gli usi e i costumi della società ragusea, il ruolo dell’aristocrazia nella Repubblica di Ragusa in rapporto a quella veneziana. Infine, tutti questi elementi contribuiranno a una migliore comprensione di ogni aspetto dello straordinario e altamente suggestivo ritratto di Alvise Gozzi realizzato da Tiziano e permetteranno una lettura innovativa dell’iconografia dell’opera.

Nina Kudiš è professoressa ordinaria (tenured professor) presso il Dipartimento di Storia dell’Arte della Facoltà di Lettere e filosofia dell’Università di Fiume. Si è laureata in Storia dell’Arte e Lingua e Letteratura Inglese presso l’Università di Zagabria, dove ha conseguito anche il dottorato di ricerca. È stata la prima direttrice del neo-istituito Dipartimento di Storia dell’Arte dell’Università di Fiume da maggio 2003 a marzo 2006. Ha svolto attività di tutoraggio e co-tutoraggio di tesi di dottorato presso le Università di Zagabria, Zara e Lubiana. È stata coordinatrice e collaboratrice di diversi progetti di ricerca croati e internazionali. Ha vinto numerosi premi per il suo lavoro di ricerca (Accademia Croata delle Scienze e delle Arti, Associazione Museale Croata, Società Croata degli Storici dell’Arte, Università di Fiume). Il suo ambito di ricerca è la pittura veneziana dalla fine del XVI all’inizio del XVIII secolo in Istria e Dalmazia (coautrice del premiato libro Istria Pittorica, Trieste-Rovigno 2005), ma anche a Venezia, nel Veneto e altrove. Le sue opere e i suoi lavori sono disponibili sui seguenti siti web: https://uniri.academia.edu/NinaKudis e https://www.croris.hr/osobe/profil/12789.

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SILVIA TESSARI - Concerto per pianoforte


Silvia Tessari

SILVIA TESSSARI, pianoforte

Concerto con musiche di Schubert, Schumann, Liszt, Chopin, Rachmaninov

Lunedì 17 agosto 2026 ore 21.00
Sala Sala Congressi E. De Lotto – San Vito di Cadore

Protagonista della serata la pianista Silvia Tessaril. Il brano d’apertura sarà il celebre Carnevale di Vienna op.26 di Schumann cui seguirà l’Improvviso in la bemolle maggiore op.142 n. 2 di Franz Schubert. Di Franz Liszt, grande virtuoso del pianoforte che ha composto innumerevoli capolavori di grande virtuosismo per il pianoforte, sarà eseguita la Ballade n. 2. Il programma proseguirà con il famoso Volo del calabrone di N. Rimsky- Korsakov nella trascrizione di S. Rachmaninov. Seguirà la” Danza rituale del fuoco” dello spagnolo Manuel De Falla per terminare con la Ballade n.1 op.23 di F. Chopin.

Silvia Tessari, pianista, si è diplomata con il massimo dei voti al conservatorio di Padova a soli diciassette anni. Si è perfezionata in esecuzione pianistica con vari Maestri (Giorgio Lovato, Petrushansky, Margarius, Risaliti, Lonquich, Slesarev, Pressler…) e ha ottenuto con 10/10 il diploma di alto perfezionamento dell’Accademia di Santa Cecilia a Roma. Premiata in numerosi concorsi in Italia e all’ estero si è esibita in tutta Italia, Spagna, Grecia, Germania, Austria, Regno Unito, al conservatorio di Mosca, in Georgia, Cina, Thailandia e Corea del Sud. Negli Stati Uniti ha debuttato in Virginia, Oklahoma, Cleveland, Washington D.C. e New York City (per tre volte ha suonato alla Carnegie Hall, ricevendo recensioni lusinghiere).

Per info: orchdolom.bl@virgilio.it

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FRANCESCO DI MAURO - Il significato simbolico delle piante nella pittura del Quattrocento veneziano


Iacopo Robusti, detto il Tintoretto, Fuga in Egitto, Venezia, Scuola Grande di San Rocco

FRANCESCO DI MAURO

Il significato simbolico delle piante nella pittura del Quattrocento veneziano

Venerdì 14 agosto – ore 18.00
Chiesa di San Giovanni Battista – Vinigo di Cadore 

Nel corso del Quattrocento veneziano, la progressiva apertura dell’immagine sacra alla natura non si esaurisce in una maggiore attenzione descrittiva verso il mondo visibile. Fiori, alberi, erbe, frutti e arbusti diventano strumenti attraverso cui la pittura costruisce ulteriori livelli di significato, trasformando il dato vegetale in una presenza capace di dialogare con le figure, orientare la meditazione dell’osservatore e ampliare la densità simbolica della scena.

Si prenderà in esame questa lenta maturazione dello sguardo botanico nella pittura veneziana del XV secolo, osservando come l’elemento naturale venga progressivamente sottratto alla funzione di semplice ornamento o riempitivo marginale. Nei dipinti dei grandi maestri del Quattrocento, la pianta posta ai piedi di una Vergine, l’albero che accompagna la solitudine di un santo, il prato fiorito, il giardino chiuso o la vegetazione apparentemente secondaria non costituiscono dettagli neutri, ma frammenti di un più ampio sistema visivo, in cui natura, teologia, devozione e cultura umanistica concorrono alla definizione del senso dell’opera.

Attraverso un percorso tra immagini sacre, narrazioni devozionali e paesaggi ancora in formazione, Di Mauro mostrerà come la componente botanica rappresenti uno dei terreni privilegiati attraverso cui la pittura veneziana comincia a interrogare il rapporto tra figura, spazio e natura. Questa riflessione costituirà anche una premessa alla comprensione degli sviluppi del secolo successivo, quando il paesaggio, con Tiziano, assumerà una centralità nuova, non più soltanto simbolica o narrativa, ma pienamente poetica, espressiva e concettuale.”

FRANCESCO DI MAURO ha conseguito nel 2021, presso l’università Ca’ Foscari di Venezia, la laurea triennale in “Economia e gestione dei beni e delle attività culturali” con una tesi sul rapporto tra Tiziano Vecellio e l’incisore olandese Cornelis Cort. In seguito, ha conseguito nel 2024 la laurea magistrale in “Storia delle arti e conservazione dei beni artistici”, sempre presso Ca’ Foscari, con una tesi sul paesaggio nella grafica tizianesca. Attualmente è specializzando presso la Scuola di Specializzazione in Beni Culturali a Udine.

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MATTIA TONON E ELIA MACRI’ - Concerto per violino e pianoforte


Mattia Tonon e Elia Macrì

MATTIA TONON, violino

ELIA MACRI’, pianoforte

Concerto con musiche di Mozart, Dvorak, Seghizzi

Mercoledì 12 agosto 2026 ore 21.00
Sala Sala Congressi E. De Lotto – San Vito di Cadore

Il concerto comprende tre sonate di W. A. Mozart, A. Dvorak e A. C. Seghizzi (1873-1933) per violino e pianoforte.

La sonata di Mozart fa parte del grande elenco di composizioni che il genio salisburghese ha dedicato al violino, strumento da lui suonato specialmente in gioventù e per il quale crea uno stile originale e unico come nella sonata KV 304 in Mi minore.

La sonatina in Sol maggiore di A. Dvorak, conosciuto soprattutto per le sue sinfonie in particolare quella cosiddetta “Dal nuovo mondo” appartiene alla produzione della musica da camera ed è stata composta a New York nel 1893, ultima composizione del suo periodo di soggiorno negli Stati Uniti.

Del compositore friulano A. C. Seghizzi (1872-1933), che si può definire contemporaneo, verrà eseguita la Sonata in Sol maggiore. Questo musicista ha dedicato molti studi in modo particolare al repertorio etnico e linguistico locale creando molte composizioni vocali e corali su testi di poeti friulani.

Per info: orchdolom.bl@virgilio.it

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VALENTINA SAPIENZA - Augusto Gentili e la storia dell'arte come disciplina umanistica. Una questione di dettagli


Tiziano Vecellio, Allegoria della Prudenza, 1565-70 ca.,Londra, The National Gallery

VALENTINA SAPIENZA

Augusto Gentili e la storia dell’arte come disciplina umanistica. Una questione di dettagli

Mercoledì 12 agosto 2026 ore 18.00
Auditorium Cos.Mo – Pieve di Cadore

Il volume “Ritratti al dettaglio. Venezia e dintorni 1500-1575” è stato pubblicato nell’ottobre 2025, a pochi mesi dalla scomparsa del grande studioso. Con la sua ultima opera, Augusto Gentili ha voluto colmare un vuoto storiografico che, a ripensarci, è piuttosto flagrante: l’assenza, nella storia degli studi, di un volume dedicato ai ritratti veneziani del Cinquecento. Il libro ricostruisce le storie dimenticate di uomini e donne a partire dai segni e segnali che i pittori hanno saggiamente disseminato sulla tela. Il dettaglio svela allora tutto il suo potere: è la leva da cui emergono eventi privati, talvolta tragici, che si confondono con il piano più alto della Storia, rapporti familiari conflittuali, storie d’amore indimenticabili o inesauribili malinconie che hanno segnato per sempre il destino di questi personaggi. In qualche caso più fortunato, dal dettaglio emerge anche il nome, come quello che finalmente è stato restituito al Capitano di Carpaccio. Ripercorrendo alcune di queste storie renderemo omaggio ad Augusto Gentili, a questi dimenticati protagonisti e alla storia dell’arte come disciplina umanistica.

Valentina Sapienza insegna Storia dell’arte moderna presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, dove ha fondato e dirige il Centro Studi RiVe (https://www.unive.it/pag/41456), dedicato alla cultura figurativa del Rinascimento veneziano. La sua attività di ricerca si concentra sulla pittura veneziana del Rinascimento, con particolare attenzione al rapporto tra immagini, contesto e pensiero religioso, all’apprendistato dei mestieri artistici e alla storia della committenza. Autrice di numerosi saggi sui principali pittori veneziani del Cinquecento (Tintoretto, Tiziano, Leonardo Corona, Palma il Giovane…), ha pubblicato la monografia La chiesa di San Zulian a Venezia nel Cinquecento (École française de Rome, 2018) e ha curato e scritto, con Anna Bellavitis, il volume Apprenticeship, Work, Society in Early Modern Venice (Routledge, 2023). A dicembre 2026 uscirà il suo ultimo volume Leonardo Corona (1552 ca. – 1596), pittore delle Sette Maniere (Il Prato). Ha inoltre co-diretto, con Anna Bellavitis e Frédéric Kaplan, il progetto internazionale di ricerca ANR-FNS GAWS. Garzoni: Apprenticeship, Work and Society in Early Modern Venice, 15th-18th centuries. Attualmente coordina il progetto L’arte per le arti. La committenza artistica delle corporazioni veneziane: XV-XVIII secolo.

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STEFANIA MASON - Due misteriosi Cavalieri al galoppo: chi, cosa, dove, quando e perché


Jacopo Palma il Giovane, Ritratto equestre di Livio Settimio Alviano, Collezione privata

STEFANIA MASON
Due misteriosi Cavalieri al galoppo: chi, cosa, dove, quando e perché

Martedì 11 agosto ore 11.00
Casa Tiziano l’Oratore – Pieve di Cadore

Dei due ritratti di Cavalieri al galoppo, comparsi a Berlino nel 1929 sotto il nome di Andrea Schiavone con un’ipotesi di provenienza dalla città di Pordenone e restituiti a Jacopo Palma il Giovane, attraverso la documentazione d’archivio vengono qui ricostruite la storia, la collocazione originale e la committenza nell’avvocato Girolamo Aviano, nobile vicentino e cittadino veneziano. Coetaneo e “compare” del pittore e grande ammiratore del condottiero Bartolomeo d’Alviano, quasi suo omonimo, per la sua villa a Zugliano sulle colline delle Breganze (Vicenza) Aviano incaricò, infatti, Palma il Giovane di una parte della decorazione ad affresco degli interni, perduta, e delle sovrapporte a olio con ritratti di cavalieri illustri, ora ricomparsi in una prestigiosa collezione privata. Le due tele sono analizzate nella loro iconografia e confrontate con la produzione nota dell’artista, in particolare con il tema dei cavalli e cavalieri, presenti spesso in diverse sue composizioni, rintracciandone le fonti figurative.

STEFANIA MASON è stata professore ordinario di Storia dell’arte moderna e direttore della Scuola di specializzazione in Storia dell’arte all’Università di Udine.

I suoi studi, rivolti soprattutto all’arte veneta del Rinascimento e alla storia del collezionismo, hanno portato a numerose pubblicazioni, alla cura di mostre in Italia e in Europa e a collaborazioni con importanti istituzioni come il Getty Research Institute di Los Angeles e all’INHA di Parigi.

È presidente del Consiglio Scientifico della Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore.

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ENRICO MARIA DAL POZZOLO E LAVINIA GALLI - Lieto fine per un'opera di Tiziano da poco ritrovata


Tiziano Vecellio, Madonna con Bambino e Santa Maria Maddalena, Collezione privata

ENRICO MARIA DAL POZZOLO E LAVINIA GALLI

Lieto fine per un’opera di Tiziano da poco ritrovata

Lunedì 10 agosto ore 11.00
Casa Tiziano l’Oratore
 – Pieve di Cadore

Nell’estate scorsa, Enrico Maria Dal Pozzolo ha raccontato la storia di una Madonna col Bambino con una santa riemersa quasi all’improvviso sul mercato antiquario internazionale. Ha spiegato come è stato possibile attribuirla al maestro, illustrando quello che hanno dimostrato le analisi diagnostiche non invasive e varie altre redazioni – meno belle e meno antiche – che si conoscono di tale composizione. Ebbene: questa storia – rimasta sospesa dopo la vendita a un anonimo collezionista – ha ora un lieto fine. Perché il dipinto sarà destinato al Museo Poldi Pezzoli in deposito per i prossimi anni. Di questo storia felice parleranno Lavinia Galli, conservatrice del Museo e Enrico Maria Dal Pozzolo.

ENRICO MARIA DAL POZZOLO È professore associato di Storia dell’Arte Moderna presso l’Università di Verona, dove insegna Storia dell’Arte Moderna. Si occupa prevalentemente di pittura veneta dell’età rinascimentale e barocca. Ha pubblicato numerosi contributi scientifici e ha curato vari convegni – tra cui quello su Marco Boschini a Verona nel 2014, per conto della Regione del Veneto – e mostre, a Venezia (Palazzo Ducale, Museo Correr), Roma (Palazzo Venezia, Castel Sant’Angelo), Londra (National Gallery) e Madrid (Museo del Prado). Nel 2009 ha curato la mostra su Giorgione a Castelfranco Veneto. Scrive su Repubblica e ha collaborato con la Rai e la BBC. Dal 2025 al 2027 è consulente della Camera dei Deputati per il patrimonio storico-artistico di Montecitorio.

LAVINIA GALLI è la curatrice del Museo Poldi Pezzoli di Milano. Tra le ultime mostre e cataloghi da lei curati Meraviglie del Grand Tour (2026), Andrea Solario (2025), la forma del Tempo (2021), Robot The Human Project (2020 MUDEC), Wunderkammer ieri e oggi (2013). Dal 1997 al 2000 è stata direttore del Museo Francesco Borgogna di Vercelli. Insegna Museologia e Museografia alla Scuola di Specializzazione in Beni Storici Artistici dell’Università Cattolica di Milan. E’ Avdisory Member of the Society for the History of Collectionism. Dottore di ricerca, ha al suo attivo un centinaio di pubblicazioni in storia del collezionismo, storia dell’arte medioevale e moderna. Un suo ulteriore ambito di ricerca è il rapporto tra scienza e umanesimo.

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ENRICA FOLIN - Da Venezia al Cadore. Il Purgatorio nell’arte figurativa dal Concilio di Trento alla caduta della Serenissima Repubblica


Anonimo, Il Paradiso e l’Inferno, 1666,  Chiesa della Difesa, Vigo di Cadore

ENRICA FOLIN

Da Venezia al Cadore. Il Purgatorio nell’arte figurativa dal Concilio di Trento alla caduta della Serenissima Repubblica

Sabato 8 agosto ore 18.00
Chiesa della Madonna della Difesa – Vigo di Cadore  

L’incontro si propone di analizzare quello che si può definire il “fenomeno” del Purgatorio, perché di quest’ultimo indaga, in maniera multidisciplinare, le manifestazioni nella vita sociale, nella letteratura, nella musica, nella pittura e nelle arti applicate con particolare riferimento alle opere prodotte a Venezia e soprattutto nei territori della provincia di Belluno, negli anni compresi dal Concilio di Trento alla caduta della Serenissima. Particolare attenzione sarà posta ai temi iconografici della Buona Morte e delle Anime del Purgatorio, temi raffigurati nelle opere presenti nella chiesa della Madonna della Difesa di Vigo di Cadore rispettivamente La Buona morte con i pievani Giovanni Maria  e Tiberio Pilotti e La Salvezza delle anime del Purgatorio con arcangeli e il pievano Tiberio Pilotti e nelle pale d’altare dipinte da Antonio Lazzarini nella chiesa di San Martino a Valle di Cadore raffiguranti la Crocifissione e la Morte di San Giuseppe.

ENRICA FOLIN, ricercatrice indipendente, ha conseguito la laurea magistrale in Storia delle Arti e Conservazione dei Beni Artistici all’Università Ca’ Foscari di Venezia con una tesi sull’iconografia del Purgatorio a Venezia di cui è stato relatore il prof. Augusto Gentili. Autrice dei volumi Il Serenissimo Purgatorio. Letteratura, società e arte edito da Marcianum Press (2018), Giardino di conversazioni. Scritti in onore di Augusto Gentili a cura di C. Barbieri, M. Di Monte, H. Economopoulos, B. Paul, L. Pavanello, V. Sapienza e M. G. Sarti edito da Bardi ed. (2023) e La chiesa di Santa Croce degli Armeni di Venezia in uscita. I risultati della ricerca iconologica di opere e cicli pittorici eseguiti a Venezia, e non solo, nei secoli dal XVI al XVIII sono stati riportati in diversi saggi pubblicati su Venezia Cinquecento, ARTEꞁDocumentoꞁ, Ateneo Veneto, in seminari nazionali e in conferenze internazionali. Docente presso il centro studi Itinerarte Studium. Collabora anche con l’Associazione degli Amici dei Musei e dei Monumenti di Venezia, l’Associazione Fondamenta delle Convertite, Venice Design Week.

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ENRICO MARIA DAL POZZOLO - I dipinti erotici di Lavinia Fontana, pittrice bolognese tra il '500 e '600


Lavinia Fontana, Pallade, Collezione privata

ENRICO MARIA DAL POZZOLO

I dipinti erotici di Lavinia Fontana, pittrice bolognese tra il ‘500 e ‘600

Giovedì 6 agosto ore 18.00
Auditorium Cos.Mo
– Pieve di Cadore

La bolognese Lavinia Fontana fu, con Sofonisba Anguissola, la più famosa pittrice italiana in Europa tra la fine del ‘500 e l’inizio del ‘600. Fu ricercata per i suoi intensi ritratti e per le animate composizioni religiose. Tuttavia negli ultimi anni sono riemersi numerosi suoi dipinti di tematica erotica, Alcuni di essi appaiono talmente audaci da farla superare, per libertà ideativa, i confini fino a quel momento rispettati dai suoi colleghi maschi. Enrico Maria Dal Pozzolo parlerà di queste sue invenzioni licenziose e divertenti, che sono oggetto di un suo volume di prossima pubblicazione per l’editore londinese Paul Holberton, realizzato con la collaborazione di Cristina Farnetti, dal titolo Lavinia Fontana: erotic paintings.

ENRICO MARIA DAL POZZOLO È professore associato di Storia dell’Arte Moderna presso l’Università di Verona, dove insegna Storia dell’Arte Moderna. Si occupa prevalentemente di pittura veneta dell’età rinascimentale e barocca. Ha pubblicato numerosi contributi scientifici e ha curato vari convegni – tra cui quello su Marco Boschini a Verona nel 2014, per conto della Regione del Veneto – e mostre, a Venezia (Palazzo Ducale, Museo Correr), Roma (Palazzo Venezia, Castel Sant’Angelo), Londra (National Gallery) e Madrid (Museo del Prado). Nel 2009 ha curato la mostra su Giorgione a Castelfranco Veneto. Scrive su Repubblica e ha collaborato con la Rai e la BBC. Dal 2025 al 2027 è consulente della Camera dei Deputati per il patrimonio storico-artistico di Montecitorio.

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