Camminando Lassu': percorso di ricarica energetica e percezione del paesaggio
Camminando Lassù: percorso di ricarica energetica e percezione del paesaggio
CAMMINANDO LASSU’: PERCORSO DI RICARICA ENERGETICA E PERCEZIONE DEL PAESAGGIO DALLA CHIESA DI SAN LEONARDO A PALAZZO MONTI GIACOBBI
Domenica 16 luglio 2017 ore 10.00
Piazza di Candide – Comelico Superiore
Un percorso di ricarica energetica e percezione del paesaggio dalla Chiesa di S. Leonardo a Palazzo Giacobbi. Si mostrerà quanto intensamente è possibile esperire il paesaggio circostante e quanto gli esercizi yoga proposti siano in grado di rilassare il corpo e la mente. Questa salutare passeggiata in Comelico riempirà di nuove energie e aiuterà a ristabilire l’equilibrio tra corpo, spirito e mente. I partecipanti saranno accompagnati da Daniela Zambelli e Valentina Comis di Lassù cooperativa di idee e Barbara Dallò maestra yoga.
PROGRAMMA
Ritrovo in piazza a Candide – Comelico Superiore (BL) ore 10
Pranzo al sacco nel giardino di Palazzo Giacobbi – tappettino Yoga al seguito
In caso di maltempo la passeggiata verrà rinviata
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Mariacristina Gribaudi: una donna d'impresa nel sistema della Fondazione dei Musei civici di Venezia
Mariacristina Gribaudi: una donna d’impresa nel sistema della Fondazione dei Musei civici di Venezia
MERCOLEDÌ 12 LUGLIO 2017 ORE 18.00
SALA MAGNIFICA COMUNITÀ DI CADORE – PIEVE DI CADORE
Mariacristina Gribaudi, 58 anni e da un anno e mezzo circa è stata nominata presidente della Fondazione Musei Civici di Venezia, il grande polo museale che comprende undici musei cittadini, alcuni dei quali di rinomanza mondiale – come il Palazzo Ducale, il Museo Correr, la Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro o Ca’ Rezzonico – Museo del Settecento Veneziano – ma che include anche altre realtà non meno importanti, quali il Museo di Palazzo Mocenigo, dove ha sede il Centro Studi di Storia del Tessuto e del Costume con il nuovo percorso dedicato al profumo e poi Palazzo Fortuny, il Museo di Storia Naturale e i musei del Vetro di Murano e del Merletto di Burano.
Si alterna inoltre ogni tre anni con il marito Massimo Bianchi come Amministratore Unico della Keyline Spa, azienda di famiglia che ha sede a Conegliano, nella provincia di Treviso, leader nel “key business”, ovvero nella progettazione e realizzazione di chiavi porta e chiavi auto, macchine duplicatrici per chiavi e tecnologia transponder, che vanta un’esperienza plurisecolare essendo attiva fin dal 1770.Mariacristina Gribaudi, 58 anni e da un anno e mezzo circa è stata nominata presidente della Fondazione Musei Civici di Venezia, il grande polo museale che comprende undici musei cittadini, alcuni dei quali di rinomanza mondiale – come il Palazzo Ducale, il Museo Correr, la Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro o Ca’ Rezzonico – Museo del Settecento Veneziano – ma che include anche altre realtà non meno importanti, quali il Museo di Palazzo Mocenigo, dove ha sede il Centro Studi di Storia del Tessuto e del Costume con il nuovo percorso dedicato al profumo e poi Palazzo Fortuny, il Museo di Storia Naturale e i musei del Vetro di Murano e del Merletto di Burano.
Fondazione Musei Civici di Venezia è una fondazione di partecipazione che è stata istituita nel 2008 dal Comune di Venezia per conservare, tutelare, gestire e valorizzare l’immenso patrimonio culturale e artistico dei Musei Civici di Venezia. Opera nel quadro di una convenzione trentennale secondo le linee indicate dal Socio Fondatore unico che è il Comune di Venezia, autofinanziando tutte le proprie attività e beneficiando inoltre di autonomia organizzativa e gestionale facente capo al Consiglio di Amministrazione, l’organo più importante dove, da statuto, siede come vice-presidente proprio il Sindaco di Venezia. A quasi più di un anno dall’inizio del mandato come Presidente, è con grande soddisfazione che Maria Cristina Gribaudi vede non solo prendere corpo ma svilupparsi alcuni dei principali obbiettivi condivisi in seno al Consiglio di Amministrazione e in particolar modo supportati dal Sindaco, Luigi Brugnaro che verranno raccontati nel suo intervento.
La Summer School dell'Emerson College
La Summer School dell’Emerson College
La Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore ha ospitato la Summer School dell’Emerson College per un corso di scrittura sul paesaggio e sulla Grande Guerra. Per gli studenti è stata l’occasione di una immersione totale nella spettacolare montagna dolomitica e nel suo sistema di fortificazioni oggi rigenerate.
Labirinti del cuore. Giorgione e le stagioni del sentimento tra Venezia e Roma
Labirinti del cuore. Giorgione e le stagioni del sentimento tra Venezia e Roma
Giorgio da Castelfranco detto Giorgione-Due amici (1502 ca)
Palazzo Venezia – Castel Sant’Angelo
24 giugno – 17 settembre 2017
Labirinti del cuore. Giorgione e le stagioni del sentimento tra Venezia e Roma è una mostra costruita intorno ad un capolavoro di Giorgione, i due amici, un doppio ritratto ormai da tempo considerato da gran parte della critica come uno dei capisaldi del maestro di Castelfranco, ma ancora poco noto rispetto alla sua straordinaria rilevanza, come punto di svolta epocale nella ritrattistica italiana del primo Cinquecento. Rispetto ai precedenti, non solo veneti, si contraddistingue infatti per un’inedita sintesi di elementi che ne fanno l’archetipo di una nuova idea del ritratto, che intende sottolineare lo stato d’animo e l’espressione dei sentimenti d’amore.
L’opera appare strettamente legata ad un particolare clima culturale, quello della gioventù patrizia lagunare nel momento “edonistico” di massima espansione politica, alla vigilia del radicale ridimensionamento a cui sarà costretta la Serenissima.
Il doppio ritratto di Giorgione è conservato nelle collezioni di Palazzo Venezia, ma è attestato a Roma fin dall’inizio del Seicento, a testimonianza dei fili storici che legano la figura di Giorgione a Roma, nel quadro di una rete, ben più ampia, dei rapporti intercorsi tra Venezia e la Città eterna, che ebbero il loro palcoscenico privilegiato proprio nel Palazzo di Venezia, come si dovrebbe più propriamente definire quella che era la prima dimora romana di un accertato collezionista, e con ogni probabilità anche committente, del pittore di Castelfranco: ossia il cardinale Domenico Grimani, con papa Paolo II Barbo uno dei personaggi chiave dei rapporti politici, diplomatici e culturali tra i due stati tra la fine del Quattrocento e i primi due decenni del Cinquecento.
Ed è proprio nell’Appartamento Barbo che si sviluppa la prima sezione della mostra, dedicata a quelle vicende storiche e alla straordinaria novità de i due amici di Giorgione nelle vicende artistiche del primo ‘500.
La mostra prosegue a Castel Sant’Angelo, negli Appartamenti papali, dove è allestita la seconda sezione, con altre opere provenienti da importanti musei del mondo, di grandi maestri del Cinquecento tra cui Tiziano, Tintoretto, Romanino, Moretto, Ludovico Carracci, Bronzino, Barocci e Bernardino Licinio. Opere che conducono il visitatore in quel labirinto esistenziale che ogni uomo porta in sé e che si riflette anche nell’esperienza amorosa, tra innamoramento e approdo matrimoniale, tra abbandono e nostalgia.
La mostra è curata da Enrico Maria Dal Pozzolo, fra i massimi specialisti di pittura veneta fra l’età rinascimentale e barocca, con la collaborazione di un prestigioso comitato scientifico composto da Lina Bolzoni, Miguel Falomir, Silvia Gazzola, Augusto Gentili e Ottavia Niccoli. Il percorso espositivo comprende complessivamente 45 dipinti, 27 sculture, 36 libri a stampa e manoscritti, oltre a numerosi altri oggetti, stampe e disegni. L’allestimento in entrambe le sedi è progettato dallo studio De Lucchi. Il catalogo è edito da arte’m. La mostra è promossa e organizzata dal Polo Museale del Lazio diretto da Edith Gabrielli, con la collaborazione di Civita Mostre.
Labirinti del cuore è visitabile con un biglietto unico comprensivo dei due siti museali e delle due sezioni della mostra. Una audioguida compresa nel biglietto di ingresso è disponibile per tutti i visitatori a Palazzo Venezia, mentre a Castel Sant’Angelo i contenuti della mostra sono fruibili attraverso la nuova app scaricabile gratuitamente.
(Per maggiori informazioni: Polo Museale del Lazio)
Residenza d'artista a Pieve di Cadore
Residenza d’artista a Pieve di Cadore
A maggio 2017 è stata attivata una Residenza d’artista, nella Casa del Volontariato e della Montagna di Pieve di Cadore. Si tratta di una formula di ospitalità a servizio dei giovani impegnati nel progetto Fuocoapaesaggio/Tiziano contemporaneo, curato da Dolomiti Contemporanee per la rigenerazione del territorio che trova il suo laboratorio nel Forte di Monte Ricco. Vi sono ospitati anche stagisti impegnati nelle istituzioni culturali locali. Una forma di accoglienza per giovani artisti e per coloro che seguono percorsi di formazione in ambito culturale e turistico. Un’ospitalità che favorisce la creatività, il pensiero, l’incontro e il dialogo in un contesto paesaggistico di grande suggestione, quale è quello delle Dolomiti. La struttura è gestita dalla Fondazione Centro Studio Tiziano e Cadore.
Per informazioni: centrostudi@tizianovecellio.it
Rinascimento a Venezia. Trionfo della bellezza e distruzione della pittura
Rinascimento a Venezia. Trionfo della bellezza e distruzione della pittura
Lorenzo Lotto, Ritratto di Lucina Brembati, (1518 circa). Bergamo, Accademia Carrara
Dal 20 giugno al 24 settembre al museo Thyssen-Bornemisza di Madrid sarà allestita la mostra Il Rinascimento a Venezia. Trionfo della bellezza e distruzione della pittura. La mostra avrà come protagonisti alcun dei più importanti artisti della pittura cinquecentesca della scuola veneziana come Tiziano, Lotto, Veronese e Tintoretto le cui opere proverranno da importanti collezioni e musei.
La produzione artistica veneziana del Rinascimento è diversa da qualsiasi altra arte: Venezia in quel era la capitale di incontri e scambi, un crocevia di culture che si ripercosse sull’arte del periodo; un esempio di questa internazionalità è l’opera di Bellini Processione San Marco. A Venezia si importavano anche pigmenti da tutti il mondo: questi entrarono a far parte della tavolozza degli artisti della Laguna, che incominciarono ad utilizzare il colore in maniera audace ed emozionale. Se il Rinascimento aveva visto la nascita della prospettiva matematicamente ottenuta, a Venezia si assiste ad una prospettiva ottenuta esclusivamente con il colore.
Tiziano (Pieve di Cadore, 1488/1490 – Venezia, 27 agosto 1576) è uno degli artisti più straordinari del periodo, innovativo fino alla sua morte, sopraggiunta nel 1576. Il maestro sviluppa fin da subito uno stile tutto personale, che prevede un nuovo uso dei colori, che vengono infatti stesi in maniera rapida ed imprecisa, e da ciò deriva una grande immediatezza e forte espressività. Già con Tiziano si ha infatti una visione artistica sempre più audace, incurante delle buone regole del dipingere e contrario a ogni conformismo classicheggiante. Il modo di dipingere di Tiziano, caratterizzato da una pennellata sporca e poco definita, destò scalpore tra i contemporanei.
Lorenzo Lotto (Venezia, 1480 – Loreto, 1556/1557) nella sua vita viaggiò parecchio e questo gli permise di entrare in contatto con diverse esperienze artistiche, infatti seppe coniugare il Colorismo veneziano alla pittura fiamminga, attenta ad indagare ogni singolo particolare.
Paolo Veronese (Verona, 1528 – Venezia, 1588) fu il maestro delle stoffe: i protagonisti dei suoi quadri erano infatti gli abiti più che i soggetti che li indossavano. I suoi quadri sono un vero e proprio scorcio sulla vita della Venezia dell’epoca, dove a farla da padrona erano il lusso e lo sfarzo. Dopo la caduta della Repubblica di Firenze, solo la Repubblica di Venezia riuscì a conservare la propria autonomia politica e questo permise alla Serenissima di vivere un benessere economico che si riflesse nell’estrema vivacità degli ambienti intellettuali.
Tintoretto crea i suoi quadri utilizzando il colore in maniera violenta e pastosa: la vera protagonista dei suoi dipinti è la luce. Sono luci inquiete quelle del maestro, luci ed ombre che sembrano anticipare il periodo barocco.
Venezia, stimolante crocevia culturale, dove la cultura occidentale ha sempre incontrato quella orientale, ha sempre ribadito la sua diversità, tanto affascinante quanto complessa proprio come la sua arte, una poesia densa di mistero.
Rosanna D’Alessandro per MIfacciodiCultura
Tiziano, la casa, l'opera
Tiziano, la casa, l’opera
Madonna con il Bambino tra i santi Andrea e Tiziano (1560-66)
Esposizione del dipinto Madonna con il Bambino tra i santi Tiziano e Andrea e un accolito presso la casa natale del Maestro a Pieve di Cadore dal 10 giugno al 13 agosto 2017.
Nel centro storico di Pieve di Cadore, a pochi passi dalla Chiesa arcidiaconale e dal palazzo della Magnifica Comunità si trova la residenza familiare che vide venire alla luce il pittore Tiziano Vecellio: una solida abitazione del XV sec. sfuggita alle devastazioni e alle rappresaglie dei soldati tedeschi ai tempi delle guerre cambraiche. All’epoca, rappresentava una dimora tipica di una distinta famiglia locale che annoverava, tra i suoi componenti, personalità di prestigio: incaricati della gestione della cosa pubblica, notai, mercanti di legname. L’edificio, riportato nel secolo scorso alla sua struttura originaria con l’eliminazione di un avancorpo settecentesco che ne aveva snaturato l’antico impianto, inaugurato e aperto al pubblico dal 1932 quale casa-museo, oggi accoglie per la prima volta un’opera del Maestro e della sua celebre bottega, il dipinto Madonna con il Bambino tra i santi Tiziano e Andrea e un accolito – noto anche come Pala di san Tiziano – realizzato negli anni sessanta del Cinquecento per la decorazione dell’altare che il casato dei Vecellio possedeva nell’antica arcidiaconale di Santa Maria. L’opera, con la quale l’ormai anziano Tiziano aveva inteso dimostrare il saldo e affettuoso rapporto che lo legava alla Patria cadorina, si è resa disponibile per la temporanea chiusura ai fedeli della chiesa, interessata, al momento, da importanti lavori di restauro. Si tratta quindi di un ritorno particolare: proprio nella casa del Maestro e della sua onorata famiglia, in quella che giustamente è considerata come una delle rare dimore di artista rinascimentale sopravvissute agli eventi della storia. L’esposizione è corredata di un puntuale apparato di contesto, con documentazione originale che trova visibilità per la prima volta al pubblico. Una visita negli antichi ambienti dove ancora aleggia lo spirito dell’Artista – definito con ragione il Genio del Rinascimento – e della sua famiglia, il calcare le assi e le pietre che insieme al fratello Francesco avevano visto Tiziano partire per la capitale lagunare verso un destino di grande rilievo, sono esperienze straordinarie.
Il Rinascimento veneziano a Mosca con Tiziano, Tintoretto e Veronese
Il Rinascimento veneziano a Mosca con Tiziano, Tintoretto e Veronese
Tiziano Vecellio, ‘Salomè con la testa del Battista’ (1515 circa, olio su tela, 89,5 x 73 cm, Roma, Galleria Doria Pamphilj), particolare di una delle opere esposte a Mosca
E’ allestita al Museo Puškin di Mosca la mostra ‘Venezia Rinascimento: Tiziano, Tintoretto, Veronese’, promossa dall’Ambasciata d’Italia a Mosca. L’esposizione, allestita fino al 20 agosto prossimo, con le sue 23 opere provenienti da 15 prestatori italiani tra cui diverse Chiese di Venezia, la Gallerie Estensi, le Gallerie dell’Accademia e Museo e Real Bosco di Capodimonte, e dalle collezioni russe, vuole far emergere le differenze e i punti di congiunzione tra le diverse scelte stilistiche dei grandi Maestri veneziani. Sotto la direzione scientifica di Bernard Aikema, professore ordinario di Storia dell’Arte Moderna presso l’Università di Verona, la mostra è curata, per la parte italiana, da Thomas Dalla Costa, dottore di ricerca presso l’Università di Verona, specialista di pittura e disegno del Cinquecento veneziano, e per la parte russa da Victoria Markova, curatrice di pittura italiana al Museo Puškin e organizzata da MondoMostre. L’allestimento è accompagnato da un catalogo, impreziosito da un saluto iniziale del Presidente Mattarella e del Presidente Putin, che sottolineano entrambi l’unicità di una mostra che celebra ancora una volta il fortissimo legame tra i due Paesi.
È in una Venezia ricca, cosmopolita, crocevia di culture e di interessi economici, che emergono i maestri che più di tutti contribuirono a creare la ‘pittura veneziana’, ossia Tiziano, Tintoretto e Veronese. Nati in momenti e luoghi diversi, provenienti da contesti sociali ed educativi differenti, i tre pittori svilupparono stili e linguaggi distinti e del tutto complementari. Tuttavia sono molti i punti di contatto che li accomunano, come il fatto che lavorarono per tutte le più importanti chiese della laguna, e per importanti esponenti del mondo politico contemporaneo; tutti e tre, inoltre, furono a capo di attivissime botteghe, che seguirono la tradizione, tipicamente veneta, di un’impostazione familiare. Sebbene questi punti di contatto siano dati oggettivi, buona parte della critica ha tentato di leggere la loro convivenza secondo il consueto topos della rivalità, della competizione, finendo col relativizzare una realtà molto più articolata e complessa, che li vide tentare di occupare differenti segmenti di mercato, rivolgendosi a diverse categorie di committenti, e ai vari strati sociali.
I tre artisti si osservarono, si studiarono, entrarono in un muto dialogo che li portò certo a ragionare e a fare delle scelte stilistiche precise e personali, ma sempre senza scordare le comuni radici culturali. Attraverso la selezione di alcuni gruppi tematici di opere, questo progetto espositivo mira dunque a mettere in discussione l’assunto delle presunte rivalità, tentando invece di evidenziare attraverso un metodo comparativo le similarità e peculiarità dello stile e del linguaggio artistico di ognuno di questi maestri. Al visitatore viene offerta la possibilità di osservare, confrontare e meditare su di una selezione dei più importanti capolavori dei tre maestri provenienti dalle principali istituzioni museali italiane, in una mostra che mette in relazione opere religiose di vario formato e funzione, da quelle pensate per la devozione privata alle grandi pale d’altare, un genere che la pittura veneziana del XVI secolo contribuì a rivoluzionare, considerando inoltre la loro produzione ritrattistica. Non può infine mancare un riferimento alla diversa interpretazione che Tiziano, Tintoretto e Veronese diedero delle opere di soggetto mitologico, affrontate e interpretate attraverso la chiave della sensualità e del colore.
La mostra vanta opere iconiche come la ‘Salomè con la testa del Battista’ di Tiziano Vecellio, proveniente dalla Galleria Doria Pamphilj, per la prima volta in Russia, punto di riferimento della cultura figurativa veneziana, in cui lo studio cromatico dell’artista sembra animare la materia e il formato prescelto catapulta dritti dentro la scena, accentuando la drammaticità e la sensualità di un dipinto epocale. L’opera è stata esposta in anteprima all’Ambasciata d’Italia a Mosca, suscitando un grandissimo interesse nei media e nel pubblico russo. È poi l’opera ‘La Deposizione di Cristo’, proveniente dalle Gallerie dell’Accademia di Venezia, probabilmente uno dei dipinti religiosi più emozionanti di JacopoTintoretto che invita alla meditazione sul corpo di Cristo e sulla sofferenza della Vergine Maria. La scena è essenziale, la tavolozza ridotta a pochi colori, e la monumentalità michelangiolesca del gruppo sacro all’interno del dipinto presenta una visionesenza tempo della sofferenza umana.
Nel XVI secolo il soggetto di tradizione mitologica del ‘Ratto di Europa’ riscosse l’interesse di moltissimi committenti. Nella sua tela, proveniente dalla Pinacoteca Capitolina di Roma, Paolo Veronese rappresenta la conquista della fiducia di Europa da parte di Giove, una sorta di lungo rituale di seduzione che nel dipinto viene narrato con dovizia di particolari, attraverso diversi passaggi che scorrono davanti agli occhi dello spettatore seguendo una lettura occidentale, da sinistra verso destra, e scalando in profondità. Non è un caso che l’esposizione abbia avuto il sostegno organizzativo dell’Ambasciata d’Italia. L’iniziativa di una grande mostra sui Maestri del Rinascimento veneziano è nata dal desiderio dell’Ambasciata di completare al massimo livello il ciclo di esposizioni dedicate all’arte rinascimentale italiana. Un ciclo che, a partire dall’Anno Incrociato della Cultura nel 2011, ha visto arrivare nella Federazione opere di Caravaggio, Piero della Francesca, Lorenzo Lotto, Bellini, Mantegna, Giorgione, Bernini e da ultimo Raffaello, con mostre che sono annoverate tra le migliori non soltanto in Russia, ma anche in Europa, e che hanno riscosso uno straordinario successo di pubblico.
(AD KRONOS. Pubblicato il: 09/06/2017)
Settimana della cultura cadorina
Settimana della cultura cadorina
In occasione della settimana della cultura cadorina la Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore espone al pubblico una selezione di stampe da Tiziano dal titolo Nel nome di San Pietro Martire. Raffigurazioni del capolavoro perduto di Tiziano nelle stampe di riproduzione della Fondazione Centro Studio Tiziano e Cadore di Pieve di Cadore.
Per l’esposizione presso la Casa di Tiziano l’Oratore, sede della Fondazione, la curatrice Francesca Cocchiara ha selezionato circa una decina di pezzi che attestano la fortuna di uno dei capolavori tizianeschi, distrutto da un incendio nel XIX secolo e tramandatoci dalle fonti scritte e iconografiche, come copie pittoriche e soprattutto a stampa, di cui la Fondazione possiede importanti esemplari. Sono state scelte inoltre opere di corollario su altre iconografie di martirio come quello di San Lorenzo o di Santa Caterina.
Ricordando Francesco Valcanover
Ricordando Francesco Valcanover
Giovedì 27 Aprile 2017 presso la Sala XXIII delle Gallerie dell’Accademia di Venezia si terrà una giornata di studi dedicata a Francesco Valcanover lo storico di origini bellunesi uno protagonidta della scena artistica e culturale veneziana del dopoguerra.
Intervengono: Margherita Azzi Visentini, Gino Benzoni, David Alan Brown, Ezio Chini, Frances Clarke, Maria Giovanna Coletti, Marino Cortese, Ciovanna Nepi Scirè, Gherardo Ortalli, Franco Posocco, Fernando Rigon, Wolfgang Wolters, Marino Zorzi.




















