Concerto con musiche dal XIII al XVI secolo- Stefano Trevisi e Kalicantus Ensemble

Concerto con musiche dal XIII al XVI secolo



CONCERTO CON MUSICHE DAL XIII AL XVI SECOLO
eseguono: STEFANO TREVISI E KALICANTUS ENSEMBLE
Giovedì 10 agosto 2017 – ore 21.00
Chiesa di San Bartolomeo – Nebbiù di Cadore


Kalicantus nasce durante il periodo del Natale 2012 dall’incontro di un gruppo di amici provenienti da diverse esperienze musicali.Kalicantus ha debuttato inaugurando la stagione di Musica antica del Castello di Monselice presentando in occasione dei 450 anni della nascita di John Dowland (1563) un progetto dedicato alla musica nella corte delle regine Tudor celebrando così uno dei padri della polifonia inglese. Fin dal suo nascere Kalicantus ha accolto l’invito di Fondazione Benetton Studi Ricerche di avviare una collaborazione per promuovere l’attività di diffusione e conoscenza della Musica antica nelle scuole di ogni ordine e grado. Il desiderio di approfondire la conoscenza dello stile e del contesto generale in cui i repertori eseguiti si inserivano nel costume dell’epoca hanno portato alcuni componenti di Kalicantus ad iniziare uno studio pratico delle danze antiche. Nel marzo 2015 Kalicantus è stato invitato al Festival di musica antica Wunderkammer presentando il programma L’Alba del Gusto eseguito nel salone del trono e delle feste del Castello di Miramare di Trieste, per la prima volta concesso per un concerto. Ha collaborato con la clavicembalista Paola Erdas per un originale concerto dedicato alla figura di Antonio Cabezon e le musiche della corte di Carlo V. Nell’aprile 2015 è stato invitato dalla cantante e direttrice francese Anne Azéma ad affiancare The Boston Camerata nell’esecuzione dei Carmina Burana medievali nella data italiana della tourneé europea del celeberrimo gruppo americano. Nel 2016 ha vinto il terzo premio al Concorso Internazionale di Interpretazione Vocale “Irene” di Chivasso (TO).

Stefano Trevisi si è diplomato in pianoforte principale presso il Conservatorio “B. Marcello” di Venezia sotto la guida della professoressa Anna Colonna Romano. Ha seguito corsi di perfezionamento con B. Lagace, J. Ph. Tiollier, G. Gorog e A. Meunier. Ha studiato direzione di coro con Primo Beraldo e canto gregoriano e musicologia sacra e sacra Liturgia con Giulio Cattin. Contemporaneamente ha compiuto gli studi di Filologia Medievale ed Umanistica presso l’Università di Padova. È docente di pianoforte presso il Dipartimento Musicale del Collegio Pio X di Treviso di cui è coordinatore e responsabile per i corsi internazionali di musica classica. Nel 2013 è stato invitato dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche a dirigere artisticamente il progetto “Musica antica in casa Luisa e Gaetano Cozzi” che vede ospitati presso la suggestiva cornice di casa Luisa e Gaetano Cozzi a Zero Branco gli interpreti più importanti della musica antica impegnati in una attività di corsi di alta formazione. Per Fondazione Benetton Studi Ricerche segue il Festival di musica antica Giugno Antico.Ha creato e dirige il Festival Nuove Musiche dedicato al recupero delle antiche Chiese medievali del territorio trevigiano. Svolge attività concertistica sia da solista che in formazione cameristica.

Nella Chiesa di San Bartolomeo verranno eseguiti brani dal Llibre Vermell de Montserrat


PROGRAMMA

LLIBRE VERMELL DE MONTSERRAT

O Virgo splendes (Caça de duobus vel tribus)

Stella splendens (Cantilena ad trepudium rotundum)

Splendens ceptigera (Caça de duobus vel tribus)

Lo setz goitz (Ballata dels goytxs de Nostra Dona en vulgar cathallan a ball redon)

Laudemus Virginem (Caça de duobus vel tribus)

Polorum Regina (A ball redon)

Mariam Matrem Virginem (Cancion polifonica)

P. de la Rue, O Salutaris Hostias

Imperayritz de la ciutat joyosa / Verges ses par misericordiosa (Cancian polifonica)

Ad mortem festinamus (A ball)

L’ingresso è libero

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Paolo Veronese artista sconosciuto con Bernard Aikema

Paolo Veronese artista sconosciuto con Bernard Aikema



PAOLO VERONESE ARTISTA SCONOSCIUTO con BERNARD AIKEMA
Giovedì 10 agosto 2017 ore 18.00
Grand Hotel Savoia – Cortina d’Ampezzo


Bernard Aikema, laureato ad Amsterdam, professore all’Università di Nimega (Olanda) e Lovanio (Belgio), è stato guest professor a Princeton e ad Harvard, ha tenuto conferenze sull’arte veneta in molti paesi europei e nel nord America, è autore di oltre 100 pubblicazioni in inglese e italiano sulla pittura e il disegno veneziani. I metodi di ricercano spaziano dalla filologia all’iconologia, alla storia sociale dell’arte. E’ stato ideatore e co-curatore di mostre che si sono tenute alla Fondazione Cini, ad Amsterdam e a New York. Nel ’99 a Venezia a Palazzo Grassi cura “Il Rinascimento a Venezia e la pittura del Nord”; a Roma nel 2010, alla Galleria Borghese la mostra “Lucas Cranach. L’altro Rinascimento”; a Verona al Palazzo della Gran Guardia “Paolo Veronese, l’illusione della realtà” (2014). Dirige progetti di ricerca internazionali ed è membro dell’Ateneo Veneto e dell’Accademia Europea; è Cavaliere all’Ordine del merito della Repubblica Italiana.

Paolo Veronese artista sconosciuto
L’arte di Paolo Caliari detto il Veronese (1528-1588) ebbe la sua formazione nella Verona di Giovanni Caroto, Antonio Badile, Jacopo Sansovino, Andrea Palladio e soprattutto Michele Sanmicheli, per poi trasferirsi e svolgere la parte centrale della sua carriera a Venezia, della cui scena artistica fu uno dei principali protagonisti insieme a Tiziano Vecellio e Jacopo Tintoretto. Guidò un’operosa bottega, assistito, tra gli altri, dal fratello Benedetto e dai figli Carlo e Gabriele, che portarono avanti l’attività dopo la sua morte. Importante fu il ruolo della progettazione e riflessione grafica non solo nel percorso creativo di Paolo ma anche nella dinamica produttiva del suo atelier.

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Concerto di pianoforte con Silvia Tessari

Concerto di pianoforte con Silvia Tessari



CONCERTO DI PIANOFORTE con SILVIA TESSARI
Mercoledì 9 Agosto 2017 ore 21.00
Sala Polifunzionale – San Vito di Cadore


Silvia Tessari, bellunese, si è diplomata al conservatorio di Padova a soli diciassette anni con il massimo dei voti. Si è perfezionata inesecuzione pianistica con vari Maestri, tra cui Giorgio Lovato, Shelley, Martinez-Mehner, Bogino, Canino, De Maria, Margarius, Masi, Petruschansky, Risaliti, Stenzl, Swann, Bonduriansky, Pressler,Nebolsin, Lonquich, Slesarev; ha ottenuto con il massimo dei voti il diploma di alto perfezionamento dell’Accademia di Santa Cecilia (Roma): docenti Sergio Perticaroli e Stefano Fiuzzi. Premiata in molti concorsi in Italia, borsista al Mozarteum di Salisburgo, al festival wagneriano di Bayreuth e all’AB Festival of Music (New York), è stata selezionata per esibirsi come solista e camerista nel prestigioso Encuentro de Musica y Academia di Santander (Spagna) nelle stagioni 2012 e 2013. Premiata al Bradshaw and Buono International Piano Competition, ha debuttato a New York alla celebre Carnegie Hall. Grazie alla competizione “Forty Fingers” è stata invitata a suonare a Londra (Royal College e West London University). Recenti la sua vittoria del III premio al CCCCA International Piano Competition di Cleveland (U.S.A.), il I premio (2016) al Third Catholic University of America International Piano Competition, le sue performance alla Drinko Hall (Cleveland University), al Conservatorio Tchaikovsky di Mosca, al Kennedy Center e alla Ward Recital Hall (Washington D.C.). Ha tenuto recital in tutta Italia (Venezia, Milano, Bologna, Roma, Nocera Umbra, Ischia, Spoleto, Stresa, Cortina, Isole Eolie, Rapallo, Cagliari). Ha inoltre suonato in Slovenia, Croazia, Germania, Grecia, e con varie orchestre (Orchestra di Padova e del Veneto, Dolomiti Symphonia, Ensemble de l’Encuentro, Solisti in Villa), esibendosi in programmi classici e romantici (Mozart, Beethoven, Chopin, Rachmaninov, Grieg, Saint-Saens.Parallelamente alla carriera musicale, Silvia ha conseguito il Dottorato di ricerca ed è stata assegnista in filologia bizantina (Università di Padova). Professoressa di ruolo di lettere e docente a contratto di bibliografia musicale e civiltà musicale classica presso l’Università di Padova, ha pubblicato numerosi articoli scientifici e una monografia sul patriarca Fozio; ha vinto ad Atene il premio internazionale “N. Panaghiotakis”. Ha tenuto conferenze e convegni in Italia e all’estero (Venezia, Milano, Amburgo, Atene, Sofia). Ultima sua produzione, il catalogo dei manoscritti bizantini con notazione musicale della Biblioteca Marciana di Venezia. Per l’Estate Tizianesca suonerà nella sala polifunzionale di San Vito di Cadore con un programma impegnativo e molto denso con musiche di Beethoven, Liszt, Chopin.


 

PROGRAMMA

 “Mormorii della foresta” – recital pianistico
Schubert, Improvviso op. 142 n. 3 (D 935)
L. van Beethoven, Sonata n. 8 op. 13 “Patetica”
R. Schumann, Waldszenen op. 82 (Scene dal bosco)
F. Liszt, Studio da concerto S. 145/1: Waldesrauschen (Mormorii della foresta)
F. Liszt, Rapsodia ungherese S. 244 n. 11
M. Balakirev, Islamey, Fantasia orientale op. 18

L’ingresso è libero.

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Cantate e sonate nel Barocco

Cantate e sonate nel Barocco



eseguono:
Roberta Majoni soprano,
Delio Casetta flauto traverso,
Carlo Rossi, cembalo
Lunedì 7 agosto 2017- ore 21.00
Chiesa di San Tommaso – Pozzale di Cadore


Delio Cassetta – direttore principale
Dopo gli studi iniziali in flauto traverso, si è dedicato alla prassi esecutiva 
della musica antica frequentando la Schola Cantorum di Basilea dove ha collaborando con musicisti specializzati in questo campo. Successivamente si è dedicato alla direzione d’orchestra perfezionandosi in Italia con Mario Gusella e Donato Renzetti, all’estero presso i MeisterKurse di Vienna con Karl Osterreicher. Ha seguito inoltre i corsi di fenomenologia musicale con il grande M°Sergiu Celebidache. Nel 1985 fonda l’Orchestra di Belluno di cui è sempre stato il direttore principale e con la quale ha interpretato centinaia di concerti e numerose opere liriche. Il suo repertorio comprende le più importanti composizioni strumentali e sinfoniche dal barocco al classico al romantico, particolare riguardo dedica alla musica sacra per solisti, coro e orchestra di cui ha diretto in numerosi concerti i brani più significativi e conosciuti. In campo operistico si è specializzato nell’esecuzione dell’opera italiana del settecento.

Roberta Majoni si è diplomata presso il Conservatorio Steffani di Castelfranco Veneto sotto la guida del M° Tomaello. Ha svolto attività concertistica collaborando con importanti orchestre quali la Rai di Torino (J. Tate), la Mahler Chamber Orchestra (C. Abbado), i Munkner Philarmoniker (C. Tieleman). Ha cantato come solista in Italia e all’estero in composizioni sacre di Pergolesi, Charpentier, Vivaldi, Bach, Mozart, Schubert e nelle opere Il filosofo di campagna (Pordenone) e Il mondo della Luna di Galuppi (Venezia), Così fan tutte di Mozart (Belluno), Il Barbiere di Siviglia di Rossini (Belluno, Friuli V. G. e Prato) e L’Elisir d’amore di Donizetti (Prato).

Carlo Rossi, dopo il diploma di pianoforte, Rossi ha maturato l’interesse verso la musica antica e barocca su strumenti da tasto quali il clavicembalo, l’organo e il pianoforte storico. L’approfondimento del repertorio e della trattatistica del Settecento e dell’Ottocento ha portato al diploma in clavicembalo ed al perfezionamento presso la Schola Cantorum di Basilea. Già organista titolare all’organo “G. Callido” (1770) presso la Chiesa di S. Gaetano a Treviso, Rossi tiene costantemente concerti al pianoforte in veste di solista, ed all’organo e al clavicembalo come continuista con diverse orchestre ed ensemble specializzati nell’esecuzione di musica antica e barocca su strumenti originali quali l’Accademia di San Rocco, l’Orchestra Barocca del Friuli Venezia Giulia, Orchestra Filarmonia Veneta, l’Orchestra Barocca di Venezia e l’Orchestra di Padova e del Veneto. Costante è la collaborazione in veste di organista e continuista con l’ensemble La Stagione Armonica diretta da Sergio Balestracci.

ingresso libero


PROGRAMMA

J.S. Bach:
Aria Ich folge dir gleichfalls dalla Johannes Passion (1685 – 1750)
Quia respexit humilitatem dal Magnificat in Re magg.
Aria dalla Suite n.2
Corale Ach Herr, laβ dein lieb Englein dalla Johannes Passion

G. Muffat:
Passacaglia in sol minore (dall’Apparatus Musico-Organisticus – 1690)
(1653 – 1704)

A. Vivaldi:
“Domine Deus” per soprano (dal Gloria in Re maggiore)
(1678 – 1741)

G. F. Haendel:
Aria e Variazioni “The harmonious Blacksmith” (dalla Suite N. 5 in mi maggiore HWV 430)
(1685 – 1759)

G.F. Handel:
“IX Sonata in la minore per traverso e basso conctinuo 
Adagio, Allegro, Adagio, Allegro”

G.F. Händel:
“Meine Seele hört im Sehen” per soprano, flauto e cembalo

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Il prezioso contributo del Comelico e del Cadore alla nascita della Vespa

Il prezioso contributo del Comelico e del Cadore alla nascita della Vespa 



IL PREZIOSO CONTRIBUTO DEL COMELICO E DEL CADORE ALLA NASCITA DELLA VESPA
PAOLO ZANON
Domenica 6 agosto 2017 ore 10.30
Sala Magnifica Comunità di Cadore – Pieve di Cadore


Paolo Zanon, veneto, nato a Portogruaro il 9 maggio del 1970, Paolo Zanon è un appassionato della Vespa, difficile da incasellare e circoscrivere in un unico termine. Oggi Zanon è conosciuto come lo storico della Vespa, ma prima di giungere a questo approccio ha conosciuto per più di vent’anni l’ebrezza del collezionista. Esaurito l’impulso del raccoglitore, 10 anni fa inizia un profondo e meticoloso lavoro di ricerca con l’intento di svelare la parte più nascosta della storia della Vespa.

Visita molte famiglie precedentemente collegate alla Piaggio ma anche diversi archivi privati e archivi di stato, studiando ed incrociando così migliaia di lettere intercorse tra i protagonisti di allora: un insieme di documenti volti a tracciare in modo dettagliato il passato del celebre scooter. Zanon diviene in seguito anche consulente della fondazione Piaggio dove non mancherà anche in questo contesto di apportare un prezioso contributo. Collabora con più riviste del settore ed è autore di tre significative pubblicazioni dello sviluppo complessivo di più di 1000 pagine. Tre opere le cui recensioni non lasciano dubbi sui contenuti, e sull’autorevolezza di questo storico che continua tuttavia a definirsi più semplicemente come un più umile archeologo della Vespa.

La paternità progettuale della Vespa viene giustamente riconosciuta al geniale ing. Corradino d’Ascanio, una figura ampiamente ricordata nella bibliografia a cui spetta in effetti il merito della maggior parte delle intuizioni destinate a rendere il popolare scooter come il più innovativo mai comparso sulla scena mondiale. D’Ascanio tuttavia si avvaleva a sua volta della collaborazione di altri validi tecnici, ma si sa, alla storia rimangono solo le gesta dei capi progetto, perché i “secondi” se sono tali anche per un soffio sono quasi sempre inevitabilmente destinati all’oblio. Esistono però fortunatamente delle figure che non si accontentano di fermarsi al primo strato della storia, ma che cercano invece come degli archeologi, le tracce delle storie nascoste e di restituire in questo modo al ricordo anche le imprese di chi sarebbe altrimenti destinato al dimenticatoio con risultato la perdita di significativi tasselli presenti in ogni grande storia. “Il prezioso contributo del Comelico e del Cadore alla nascita della Vespa” vedrà l’intervento oltre a Paolo Zanon anche del giornalista Fausto Pettinelli e del rappresentante locale dott. Alvise Giacobbi. L’incontro farà luce sui primi passi dello scooter più famoso del mondo e del ruolo di due tecnici che scesi dalle dolomiti alla fine degli anni ’20 trovarono la loro strada professionale in Toscana. Goffredo De Betta e Antonio Piazza assunti come disegnatori prima alle Officine Galileo di Firenze e poi entrambi nel ’34 presso lo stabilimento Piaggio di Pontedera, capaci e determinati riuscirono presto a ricavarsi il rispetto in azienda. Il loro percorso professionale toccò quindi  l’ambito aeronautico per approdare dopo la guerra nell’entusiasmante progetto Vespa. Per l’occasione sarà allestita una piccola mostra arricchita da pochi pezzi ma molto significativi visibile già dal giorno precedente. A contorno dell’evento, il giorno della conferenza trenta veicoli Piaggio prodotti entro il 1965 ultimo anno di contributo lavorativo dei due cadorini confluiranno nell’intima piazzetta di Pieve di Cadore antistante la Sala della Magnifica per portare il loro saluto in ricordo di chi molti decenni or sono contribuì a dar loro i natali. Uno sciame di antiche ed affascinanti Vespa, si raduneranno garbatamente nella piazza dove giungeranno anche degli Ape e persino una Vespa 400, la piccola vettura utilitaria progettata a Pontedera ma costruita in Francia. Non mancherà nemmeno un raro e pregiatissimo esemplare di Vespa 98, primo modello in assoluto costruito dalla Piaggio nel 1946.

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Duo Faretrà: Marco Mariani e Daniele Carnio

Duo Faretrà: Marco Mariani e Daniele Carnio



CONCERTO PER CLARINETTO E CONTRABBASSO
esegue: DUO FARETRA
MARCO MARIANI E DANIELE CARNIO
Sabato 5 agosto 2017- ore 21.00
Forte di Monte Ricco – Pieve di Cadore


Il Forte di Monte Ricco ospita nei suoi spazi suggestivi, sabato 5 agosto 2017 con inizio alle ore 21.00, il concerto del Duo Faretrà, con un programma di musiche del Novecento comprendente brani dal repertorio Klezmer, di Astor Piazzolla e Benny Goodmann. Marco Maraini suona il clarinetto in formazioni diverse, ma anche da solista e ha al suo attivo molti riconoscimenti; Daniele Carnio suona nelle orchestre, con all’attivo una collaborazione con prestigiose realtà musicali. Dal 2014 il Duo Faretrà sperimenta anche stili musicali lontani dalla tradizione europea. L’ingresso è libero Il pubblico potrà con l’occasione visitare il Forte e la sua mostra Fuocoapaesaggio. Il biglietto di ingresso intero ammonta a 4 euro, il ridotto a 3. Dalle 20.30 sarà attivo il servizio taxi a/r con partenza dal Museo dell’Occhiale fino al Forte di Monte Ricco.

Per info: cell. 3496638454

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Archivio famiglia Coletti: rapporto tra Treviso e il Cadore

Archivio famiglia Coletti: rapporto tra Treviso e il Cadore



ARCHIVIO FAMIGLIA COLETTI: RAPPORTO TRA TREVISO E IL CADORE
BRUNO DE DONA’
FRANCESCA GHERSETTI
LETIZIA LONZI
Sabato 5 agosto 2017 ore 18.00
Sala Magnifica Comunità di Cadore – Pieve di Cadore


Bruno De Donà, giornalista e storico, Letizia Lonzi, dottore di ricerca in Storia dell’arte, Francesca Ghersetti, Fondazione Benetton Studi Ricerche dedicano la conferenza alla biblioteca e l’archivio della famiglia Coletti: un patrimonio che pone in risalto i valori espressi sul piano culturale e civile da una famiglia tra Ottocento e Novecento, collegando Treviso e il Cadore. Un viaggio nella memoria che attraversa tre generazioni quello che verrà illustrato: il racconto prenderà le mosse dalle tracce lasciate dal cadorino Isidoro Coletti (1771–1808), negoziante di legname, e arriverà fino a Fernando Coletti (1923–1997), docente di Letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università di Venezia, con al centro la figura dominante di Luigi Coletti, patriota risorgimentale e personaggio di rilievo nella Treviso della seconda metà del XIX secolo. A testimoniare il merito di questa famiglia e il rilievo che essa ebbe sta il patrimonio di documenti, custodito nella Fondazione Benetton, di cui Francesca Ghersetti esporrà i principali contenuti per esemplificarne le molteplici valenze di fonte storica. Bruno De Donà analizzerà i personaggi di casa Coletti e le vicende che li videro protagonisti in diversi ambiti, in collegamento con il contenuto della biblioteca/archivio di famiglia, Letizia Lonzi affronterà il tema della possibile valorizzazione del fondo, attraverso il collegamento con l’archivio della Magnifica Comunità di Cadore e altri archivi locali, ipotizzando un canale di comunicazione che consenta la nascita e lo sviluppo di ulteriori progetti di ricerca.

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Le stagioni dei sentimenti tra Venezia e Roma nel cinquecento con Enrico Maria Dal Pozzolo

Le stagioni dei sentimenti tra Venezia e Roma nel cinquecento con Enrico Maria Dal Pozzolo



ENRICO MARIA DAL POZZOLO
PARTE SECONDA: LE STAGIONI DEI SENTIMENTI TRA VENEZIA E ROMA NEL CINQUECENTO
Giovedì 27 luglio 2017 ore 18.00
Sala Magnifica Comunità di Cadore – Pieve di Cadore


Enrico Maria Dal Pozzolo è professore associato di storia dell’arte moderna all’Università di Verona, dove tiene i corsi di Museologia e storia del collezionismo, di Storia dell’arte veneta e di Metodologia della ricerca storico-artistica. Si occupa specificamente di pittura veneta dal Quattrocento al Settecento. È nei comitati scientifici della rivista «Venezia Cinquecento. Studi di storia dell’arte e della cultura» e della Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore. E’ stato curatore di importanti mostre sulla pittura veneta. E’ curatore, insieme a un prestigioso comitato scientifico composto da Lina Bolzoni, Miguel Falomir, Silvia Gazzola, Augusto Gentili e Ottavia Niccoli, della mostra Labirinti del cuore. Giorgione e le stagioni del sentimento tra Venezia e Roma, a Roma tra Palazzo Venezia e Castel Sant’Angelo (24 giugno – 17 settembre 2017), costruita intorno ad un capolavoro di Giorgione, I due amici, un doppio ritratto ormai da tempo considerato da gran parte della critica come uno dei capisaldi del maestro di Castelfranco, ma ancora poco noto rispetto alla sua straordinaria rilevanza, come punto di svolta epocale nella ritrattistica italiana del primo Cinquecento. Enrico Dal Pozzolo prosegue in questa conferenza la presentazione della mostra, illustrandone la seconda sezione, sita a Castel Sant’Angelo, negli Appartamenti papali, dove sono esposte altre opere provenienti da importanti musei del mondo, di grandi maestri del Cinquecento tra cui Tiziano, Tintoretto, Romanino, Moretto, Ludovico Carracci, Bronzino, Barocci e Bernardino Licinio. Opere che conducono il visitatore in quel labirinto esistenziale che ogni uomo porta in sé e che si riflette anche nell’esperienza amorosa, tra innamoramento e approdo matrimoniale, tra abbandono e nostalgia.

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Marica Milanesi. A oriente di Venezia. Comprare rubini sul mercato di Yangon

Marica Milanesi. A oriente di Venezia. Comprare rubini sul mercato di Yangon



A ORIENTE DI VENEZIA.
COMPERARE RUBINI SUL MERCATO DI YANGON
MARICA MILANESI
Sabato 29 luglio 2017 ore 18.00
Sala Magnifica Comunità di Cadore – Pieve di Cadore


Marica Milanesi, già docente di Geografia e di Storia della geografia all’Università di Pavia, ha dedicato numerosi studi all’esperienza dell’Asia e del Nuovo mondo che si riflette nella cultura del XVI e XVII secolo: descrizioni di viaggi e scoperte, cartografia dei nuovi mondi, e produzione europea, e particolarmente veneziana, di testi geografici e di globi celesti e terrestri, carte e atlanti.

A Oriente Di Venezia: Comperare Rubini Sul Mercato Di Yangon
A fine Duecento poteva capitare che dei mercanti di pietre preziose veneziani partiti da Costantinopoli arrivassero alla corte del Gran Khan dei Mongoli, in Cina. Nel Rinascimento, le loro mete diventano l’India meridionale, con i suoi diamanti, e la Birmania, dove si vendono i rubini più belli. Il viaggio è lungo, e briganti, guerre e naufragi lo rendono avventuroso. Tornati in patria, i mercanti veneziani spesso scrivono, e pubblicano, libri di istruzioni per il mercanti, che sono anche resoconti delle proprie avventure, e vivacissime descrizioni di regni oggi perduti, o di luoghi e di monumenti che visitiamo ancor oggi con ammirazione.

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Marica Milanesi. Turbanti e berrette: i molti orienti di Venezia.

Marica Milanesi. Turbanti e berrette: i molti orienti di Venezia.



TURBANTI E BERRETTE. I MOLTI ORIENTI DI VENEZIA
MARICA MILANESI
Venerdì 28 luglio 2017 ore 18.00
Sala Magnifica Comunità di Cadore – Pieve di Cadore


Marica Milanesi, già docente di Geografia e di Storia della geografia all’Università di Pavia, ha dedicato numerosi studi all’esperienza dell’Asia e del Nuovo mondo che si riflette nella cultura del XVI e XVII secolo: descrizioni di viaggi e scoperte, cartografia dei nuovi mondi, e produzione europea, e particolarmente veneziana, di testi geografici e di globi celesti e terrestri, carte e atlanti.

Turbanti E Berrette: I Molti Orienti Di Venezia
Quando dipingono un orientale, i pittori veneziani del Rinascimento gli coprono quasi sempre il capo con un grande turbante ottomano. Perfino le antiche statue di mercanti di campo Madonna dell’Orto ricevono nel ‘400 larghi turbanti di marmo bianco. Ma a oriente di Venezia non ci sono solo i grandi antagonisti di Istanbul. Greci e armeni, ebrei, curdi, turcomanni del montone bianco e del montone nero, persiani dalla berretta rossa, tartari dalla berretta verde, a Venezia sono ben conosciuti. Commercio e diplomazia, progetti politici e desideri di guadagno, portano a Venezia non uno ma molti Orienti.

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