Tiziano, Valentin Lefèvre e il paesaggio


A cura di Peter Lüdemann
Zel Edizioni
Anno 2023
Pagine 64


Prezzo di copertina: 15.00€
Prezzo on line:  15.00€
Spedizione gratuita per l’Italia, a carico del destinatario per l’Estero


Valentin Lefèvre, chi era costui? Nell’anno manzoniano è quasi d’obbligo parafrasare la celebre domanda che, nei Promessi sposi, don Abbondio si fa a proposito del filosofo greco Carneade. In effetti non a tutti è noto

il pittore e incisore fiammingo emigrato dalla natia Bruxelles a Venezia, dove è attivo dalla metà circa del Seicento fino alla scomparsa nel 1677, di cui questa mostra dossier intende far conoscere la qualità grafica. 

Come chiarisce il saggio di Lüdemann in questo catalogo, mentre i suoi dipinti documentati in laguna mostrano la fascinazione per Paolo Veronese, è nel settore delle incisioni che il suo rapporto con le opere di Tiziano si fa stretto e stimolante, rivelando una profonda comprensione del maestro cadorino, soprattutto nella scelta di temi paesaggistici.

Il “Fiorentino detto Valentino quondam Romano Lafevre da Brusselles pittore fiamengho” – come si dichiara nel testamento redatto il 27 agosto 1677 a Venezia e nel successivo inventario dei suoi pochi beni – non vedrà

pubblicate, in quanto uscite postume nel 1682, le sue ventotto acqueforti da originali, o creduti tali, di Tiziano, nell’Opera selectiora dell’editore Jacopo van Campen unitamente alle molte tratte da opere veronesiane.