Forte di Monte Ricco: metodi e tecniche di restauro


Foto Giacomo De Donà

FORTE DI MONTE RICCO: METODI E TECNICHE DI RESTAURO
LUIGI GIRARDINI
Venerdì 8 settembre 2017 ore 15.00
Forte di Monte Ricco- Pieve di Cadore


Luigi Girardini, architetto funzionario della Soprintendenza Beni Architettonici e Paesaggistici per le Provincie di Venezia, Belluno, Padova e Treviso è stato coordinatore, progettista e direttore dei lavori di restauro a Monte Ricco e venerdì 8 settembre ne illustrerà i metodi e le tecniche di restauro.

FORTE DI MONTE RICCO
Nel 2006, la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le province di Venezia, Belluno Padova e Treviso e d’intesa con il Comune di Pieve di Cadore (proprietario del bene) e la Comunità Montana, stipula l’Accordo di Programma  per il recupero del complesso architettonico la cui progettazione, coordinata dall’arch. Luigi Girardini funzionario incaricato dalla Soprintendenza, si articola in progetto preliminare esteso a tutto il complesso architettonico di Monte Ricco,  costituito dal Forte e dalla Batteria Castello, e il progetto definitivo ed esecutivo di un primo stralcio riguardante il solo Forte per  i lavori di  restauro del bene culturale, da adibire a struttura museale didattica. L’intervento è finalizzato al restauro conservativo e alla valorizzazione culturale, nell’ambito di una riqualificazione paesaggistica del sito.

FORTE DI MONTE RICCO – I metodi e tecniche di restauro sono stati adottati in relazione agli obiettivi del progetto: arresto del degrado per impedire la perdita del bene, il restauro conservativo e la rifunzionalizzazione con dotazione degli impianti tecnologici. Per mantenere la leggibilità dell’impianto architettonico originale e garantire le nuove funzionalità il progetto segue criteri di reversibilità delle scelte architettoniche. Puntuale analisi e conoscenza materica della fabbrica e del suo degrado hanno fornito gli elementi progettuali di intervento, individuando problematiche strutturali e la loro risoluzione attraverso mirati e leggeri interventi di consolidamento. Si è adottato il criterio di minima modifica anche per quanto riguarda le progettazioni strutturali, impiantistiche, degli spazi originari e dell’immagine consolidata del manufatto, intervenendo con elementi leggeri e reversibili. L’architettura del forte e le sue stratificazioni temporali sono il primo oggetto di “musealizzazione” pertanto la progettazione architettonica e impiantistica rispetta le esigenze di lettura del manufatto storico e di flessibilità d’uso.  Anche i segni dell’uomo e del degrado controllato assumono valore di testimonianza della evoluzione temporale. Per non interferire con la fabbrica originaria, si è optato per collocare la centrale degli impianti tecnologici al di fuori dell’edificio monumentale, collegato con sottoservizi.  Il progetto e la sua realizzazione, articolata in due lotti esecutivi, si connotano per le scelte minimaliste sull’esistente, privilegiando la conservazione dello stato di fatto, mantenendo la leggibilità degli ambienti originari confermandone la destinazione (ingresso, accoglienza, zona servizi). Si è limitata la scelta a pochi nuovi materiali, che pur leggibili per la tecnologia costruttiva (serramenti in acciaio, elementi di distribuzione impiantistica appositamente progettati, pavimentazioni in legno) appaiono sottotono per impatto materico e cromatico. Le opere esterne, concepite come una riqualificazione paesaggistica del sito pur con l’introduzione di nuovi elementi tecnologici ne rispettano e valorizzano il contesto.
I lavori sono terminati nel dicembre 2016 e il Museo inaugurato nel maggio del 2017.

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