Tiziano: fonti e documenti a cura di Charles Hope

 



Autoritratto
, Tiziano Vecellio, ca.1560-1562, Gemäldegalerie, Berlino

Nella linea editoriale Ad Illisum della Paul Holberton Publishing di Londra, in collaborazione con il Burlington Magazine, sta per essere pubblicato Tiziano: fonti e documenti. Il lavoro curato da Charles Hope è basato su ricerche condotte negli archivi dove i documenti relativi all’artista e alla sua famiglia sono conservati. La pubblicazione raccoglie l’esito del lavoro di ricerca che ha impegnato lo studioso inglese per cinquant’anni.

Tiziano fu menzionato in oltre centocinquanta pubblicazioni a stampa nel corso della sua vita. Sebbene siano già stati pubblicati centinaia di documenti relativi a Tiziano e alle sue opere, solo due sono stati i tentativi di fornire una panoramica completa dell’intero corpus dei documenti tizianeschi.

Il primo fu quello tentato da Crowe e Cavalcaselle nel 1877, il secondo fu invece quello di Adolfo Venturi, che si data al 1928. Tali pubblicazioni erano necessariamente selettive, ed includevano solo le trascrizioni di una piccola parte del materiale effettivamente considerato dagli studiosi.

La presente raccolta, che ammonta ad oltre duemilanovecento documenti, include non solo testimonianze che riguardano Tiziano, ma anche quelle concernenti i suoi fratelli e i figli, i principali assistenti di bottega e altri membri della famiglia Vecellio attivi come pittori prima della sua morte, cosi come le inscrizioni presenti su dipinti e incisioni.

Inoltre, in aggiunta alle testimonianze risalenti agli anni in cui Tiziano era in vita, la raccolta include tutto il materiale biografico relativo all’artista pubblicato prima del 1700 e tutti i testi che riportino informazioni e aneddoti di prima o seconda mano che lo riguardano.

Gli specifici punti di forza e i limiti delle prime fonti a stampa e le circostanze in cui queste furono prodotte sono discusse nella corposa introduzione, che offre inoltre una riflessione di insieme circa le caratteristiche delle principali collezioni archivistiche che l’autore ha consultato durante la preparazione della pubblicazione. Molte di queste si trovano in Italia, mentre altre sono in Spagna, Austria e Germania.

Nuove trascrizioni sono disponibili per la maggioranza dei documenti qui presentati, e sono stati inclusi anche molti documenti inediti. Vengono inoltre considerati sia le testimonianze conosciute ora per il solo tramite delle fonti e trascrizioni secondarie, sia i documenti falsi, una buona parte dei quali e stata prodotta negli scorsi due secoli.

Charles Hope, ex-direttore del Warburg Institute di Londra. Ha pubblicato molti contributi sull’arte italiana del XV e XVI secolo.

Per info e prenotazioni: centrostudi@tizianovecellio.it