Tu sei qui

Studi Tizianeschi IX
Autore: 
AA.VV.
Editore: 
Fondazione Fratelli Alinari
Anno: 
2016
Prezzo di copertina: 
20.00€
Prezzo on line: 
18.00€
(Spedizione gratuita per l'Italia, a carico del destinatario per l'Estero)
Pagine: 
144
Collana: 

Il numero IX di “Studi Tizianeschi” esce a distanza di qualche anno dal volume precedente. L’interruzione non è stata causata da mancanza di entusiasmo della Direzione o dalla scarsità del materiale da pubblicare, ma solo ed esclusivamente da motivi economici. Fortunatamente, e grazie ad alcuni generosi sponsor, siamo ora in grado di proporre al pubblico interessato il presente numero, ricco di una varietà di contributi, che segue l’impostazione ormai consolidata della rivista. 

Quattro saggi costituiscono la prima sezione del volume. Si inizia con il testo di Peter Lüdemann, che torna a discutere sul significato della cosiddetta Vecchia di Giorgio da Castelfranco, imperniando l’indagine sulla scritta Col tempo e arrivando a nuove considerazioni e ipotesi di lettura. Heiner Borggrefe, da parte sua, presenta una ricerca originale sull’Ecce Homo tizianesco del Kunsthistorisches Museum di Vienna. La sua proposta di considerare Pietro Aretino il committente del dipinto, invece del mercante fiammingo Giovanni D’Anna, risulta certamente sorprendente e conduce ad una serie di conclusioni che si presentano in forma di ipotesi di lavoro stimolanti. Di particolare impegno e novità di idee risulta il saggio di Jane Shoaf Turner e Paul Joannides, che analizzano la versione Rokeby della fortunata composizione di Tiziano raffigurante Venere e Adone. Nella loro ricerca, gli autori affrontano i problemi della genesi e delle diverse varianti del tema. Paola Artoni, infine, sviluppa ulteriormente le sue ricerche sul marchio tipografico veneziano dei Bindoni, che raffigura Tobiolo e l’angelo, confrontandolo con l’omonima composizione di Tiziano: un’indagine che fornisce importanti indicazioni per la (problematica) collocazione cronologica del dipinto tizianesco (Venezia, Gallerie dell’Accademia).

Nella seconda sezione vengono proposte varie ricerche di carattere strettamente archivistico e documentario. Letizia Lonzi fornisce una puntuale documentazione sui dipinti vecelliani nella chiesa di San Biagio di Calalzo di Cadore, formulando nuove conclusioni sulla loro attribuzione. Carlo Corsato pubblica un esemplare inedito del decreto, databile 5 luglio 1571, con il quale la pensione concessa da Filippo II a Tiziano viene trasferita al figlio Orazio, fornendo, nell’occasione, nuove considerazioni sulla situazione economica tizianesca; mentre Andrea Polati torna sull’intricata questione dei dipinti tizianeschi nella “mitica” collezione Barbarigo.

Tre pubblicazioni su Tiziano “e dintorni” vengono discusse nella sezione delle recensioni, che si conclude, come è ormai consuetudine, con la rubrica curata con grande expertise da Michele di Monte, il quale commenta la letteratura tizianesca degli ultimi due anni.

In chiusura Frederick Ilchman ricorda, in una breve necrologia, il suo Doktorvater: il compianto collega e amico David Rosand, per anni membro del Comitato Scientifico della Fondazione Tiziano e Cadore, e grande studioso del pittore cadorino.

Sommario: